Ex Macelli, pronto per la demolizione l'edificio di via Zeffirini?

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di Antonio Lenoci, da Nove da Firenze

Si presenta già impacchettato il palazzo di via Zeffirini prossimo all’abbattimento, ultimo di una serie di palazzine degli anni ’60 confinanti con l’area ferroviaria e l’area ottocentesca dei Macelli ridisegnata dal Poggi. I lavori di demolizione sembrano fissati per giovedì, ma non ci sono cartelli che indicano una data certa.

I cittadini si dicono prima di tutto sconcertati davanti al proseguire dei lavori nonostante la contrarietà del sindaco Renzi, più volte espressa, al progetto che rivoluziona il destino dell’area.
“Abbiamo detto con chiarezza al sindaco – sostengono i Comitati della Consulta TAV – che riteniamo giusto cancellare la Stazione Foster, a patto che questo significhi rimettere in discussione anche i tunnel pensati in relazione a tale opera principale”.

“Tutto procede come se niente fosse – dichiara Sandro Targetti portavoce dei Comitati in occasione del presidio odierno – un’opera dannosa, inutile e costosa che procede come se nulla fosse, restano inascoltate le voci dei cittadini che chiedono informazione, chiedono di capire cosa stia accadendo all’interno di questo cantiere. Gli abitanti – continua Targetti – lamentano disagi dovuti all’ovvia vicinanza ai lavori, lo sono i condomini di via Zeffirini, così come i ragazzi e i genitori della Rodari, per questo chiediamo che si fermi tutto subito per poter avviare una discussione partecipata sul proseguimento dei lavori”.

“Occorre fermare i lavori – proseguono i portavoce – se davvero vi è l’intenzione di praticare soluzioni diverse, e soprattutto aprire un confronto pubblico tra cittadini ed istituzioni”.

“Nonostante l’importante manifestazione del 28 novembre – ricordano – che ha visto partecipare numerosi cittadini per le vie del centro storico di Firenze, le soluzioni non ci sono ancora e temiamo che si possa lasciare tutto come previsto per non toccare gli interessi in gioco”.

Durante il presidio si affacciano in strada alcuni condomini, altri restano a far capolino dai vetri delle proprie abitazioni prospicenti la palazzina da abbattere.
“Hanno messo i teli per ridurre le polveri – esclama una signora – ma come vedete si sono strappati tutti e con il vento sbattono in continuazione, sembrano delle vele pronte a partire”.
“Non sappiamo ancora cosa dobbiamo fare – le fa eco un vicino – non ci hanno detto se possiamo restare qui oppure se dobbiamo allontanarci o rimanere chiusi in casa durante l’operazione di demolizione”.

Nove da Firenze ha esplorato l’area in oggetto cercando di valutare la reale situazione in merito alle informazioni presenti circa i lavori che si stanno compiendo e presso gli Uffici comunali presenti nel complesso vicinale alla Scuola Rodari ci siamo sentiti rispondere: “Non sappiamo realmente cosa stia avvenendo, può darsi che domani ci dicano di spostarci, per adesso non abbiamo ricevuto notizie”. Dello stesso avviso in un altro Ufficio della struttura presso il quale incontriamo anche solidarietà nei confronti dei condomini allontanati da via Zeffirini per poter abbattere lo stabile: “Ho seguito attentamente l’intera vicenda ed in tempi non sospetti – commenta un impiegato – però allo stato attuale non capiamo cosa possa accadere, se non fanno la Stazione, certo qualcosa faranno visto che stanno radendo al suolo l’area per fare spazio”.

Proviamo anche ad entrare nel cantiere e ci addentriamo tra gli alberi ancora in piedi verso la ciminiera di una palazzina abbattutta solo parzialmente, qui incontriamo un addetto ai lavori che ci impedisce il passaggio: “Non saprei neanche io cosa rispondervi – afferma – siamo qui solo da due giorni e devono ancora darci disposizioni in merito. Purtroppo non posso esservi utile – prosegue – vi prego di non fare foto perché ci sono i direttori dei lavori qui attorno”.

Se fosse un articolo di fantascienza si tratterebbe di un’area non meglio precisata nel deserto del Nevada, ma ci troviamo in viale Corsica a Firenze e di fantascientifico c’è solo un parco pieno di detriti che aspetta di riscrivere la propria storia.

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