11 dicembre 2018

Estate a Gaza – Il libro

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Palestina, striscia di Gaza: un posto difficile da descrivere per chi, volontario, parte dall’Italia per portare solidarietà e speranza nel cuore del mondo arabo. Tante le testimonianze raccolte in questo “Gaza Beach – Un’estate con i corpi civili di pace”. I racconti si riferiscono al lavoro svolto nell’estate 2002 dai volontari dei Corpi Civili di Pace a difesa della popolazione civile palestinese sotto assedio. La striscia di Gaza è definita da molti “grande prigione: (…) 1.250.000 palestinesi reclusi all’interno da reti elettrificate, torrette militari, motovedette della marina israeliana, check points, che rendono praticamente impossibili i tentativi di uscire dalla regione senza un regolare permesso rilasciato dalle autorità israeliane”; così Andrea descrive uno dei territori più densamente popolati al mondo. Per Fabrizio è “un mondo a parte, un ghetto” e quando ripensa a Khamil, “dieci anni, occhi spenti ma sguardo fiero”, lo immagina sul tetto della baracca a lanciare sassi contro aerei telecomandati, aerei che non prevedono neppure “la dignità di un pilota” per spiare Gaza e la sua gente!
Si parla di grandi muri eretti e di piccole case distrutte, di sistemi di protezione, di emergenze continue, di chirurghi e di ambulanze che per trasferire i pazienti all’ospedale devono fare i conti con il semaforo che, ad Abu Holi, “per motivi di sicurezza” può rimanere rosso per ore, a volte per giorni. Un’altra estate si avvicina e forse anche una nuova tragica guerra. “Gaza Beach” parla di pace e di resistenza: quella all’illegalità che la guerra ovunque fatta, sempre rappresenta. (f.p.)

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