23 settembre 2018

Eolico. Un filo di vento salverà la Terra?

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Il cosiddetto Parco Eolico di Scansano, nel cuore della Maremma, è stato bocciato dalla recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che ha dato ragione al ricorso presentato da un imprenditore agricolo insieme ad Italia Nostra. In sostanza il Tar ha decretato che il danno al paesaggio c’è, e per di più non è stata fatta la valutazione d’impatto ambientale prevista dalla legge. Non sono mancate reazioni accese: Legambiente, fra i più convinti sostenitori di questa fonte di energia, ha parlato di una ‘moratoria di fatto’ per gli impianti eolici, causata da vincoli eccessivi, accusando il Tar di miopia.
Di fronte al collasso del pianeta, sembra dire Legambiente, è secondario preoccuparsi del paesaggio o della fauna, e mettersi a fare valutazioni d’impatto fa perdere troppo tempo. La pensa diversamente la Lipu, Lega Italiana Protezione Uccelli, che insieme ad altri, come il Wwf, chiede invece da tempo una moratoria vera. “Non siamo affatto contrari all’eolico per partito preso – afferma Andrea Fontanelli, responsabile dell’Oasi di Massaciuccoli.
Ma costruire impianti qua e là, senza un serio piano regionale, non risolve certo la questione dell’energia, che è complessa e non si può affrontare a colpi di referendum. Bisogna valutare con attenzione se e dove può essere conveniente costruire un impianto eolico. Riteniamo la Toscana in generale non molto adatta: la poca energia che potremmo ottenere non giustifica il danno al paesaggio e l’impatto sui volatili. Non dimentichiamoci che oltre il riscaldamento globale c’è un altro grande problema a minacciare il pianeta, la perdita della biodiversità. Si tratta di due facce della stessa medaglia: ciò che va ridiscusso è proprio il nostro modello di sviluppo”.
Un dibattito scomodo e spinoso, che rischia di essere accantonato in nome dell’emergenza.

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