24 settembre 2018

Ennesimo incidente nei cantieri della Tav

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Ancora un infortunio nei cantieri della Tav. Un carpentiere campano, Damiano Giovanni, uno dei lavoratori impegnati nelle realizzazione della linea ferroviaria ad alta capacità Bologna-Firenze, è ricoverato in gravi condizioni dalla tarda serata di mercoledì all’ospedale fiorentino di Careggi. L’incidente è avvenuto all’interno della galleria Vaglia intorno alle 19.30, durante il turno pomeridiano.
Dalle prime ricostruzioni, sembra che il carpentiere, addetto all’arco rovescio, modalità di realizzazione delle gallerie, stava lavorando quando improvvisamente la macchina del calcestruzzo si è inceppata. L’uomo avrebbe cercato di far ripartire il macchinario, ma la ripresa del funzionamento sarebbe avvenuta con lui davanti. In questo modo il calcestruzzo, uscito nuovamente, lo ha investito in pieno volto, con un impatto tale da spingerlo violentemente indietro. Oltre ai seri danni patiti agli occhi, l’uomo avrebbe anche subito una commozione cerebrale. La prognosi è riservata e l’uomo sarebbe tenuto in coma farmacologico.
“Spremuti come limoni”. Così Pietro Mirabelli, rappresentante sindacale delle Rsu, ha commentato il fatto. Troppo pesante il silenzio che incombe sulle condizioni dei lavoratori impegnati in questa mega opera pubblica, purtroppo. “Si tratta di un infortunio importante – ha sottolineato il segretario generale Fillea Cgil Manola Cavallini – sul quale non si è attivato il percorso virtuoso che ci eravamo dati in sede di contrattazione e che ha dato finora positivi risultati”. Non è possibile, secondo il sindacalista, che dal momento dell’incidente non sia ancora stata attivata alcuna forma di informazione alle Rsu ed alle organizzazioni sindacali. E’ necessario, oltre capire la dinamica dell’accaduto, verificare se tutte le norme in materia di sicurezza siano state rispettate. Il timore di Cavallini è che ci sia “qualcuno intenzionato ad abbassare la guardia perchè i cantieri sono entrati nella fase finale”.

L’ennesimo grave incidente toscano ha scosso anche il Consiglio regionale. “Anche l’anno nuovo non sembra discostarsi molto da una linea di tendenza caratterizzata da un’altissima incidenza infortunistica”, ha detto il presidente della Commissione lavoro, Nino Frosoni (Comunisti Italiani). Lo stesso Frosoni ha poi insistito per un’indagine approfondita, soprattutto per “appurare il tipo di rapporto di lavoro che lega l’operaio con l’impresa”. Nell’Alta velocità infatti, come accade anche nell’edilizia, appalti, subappalti e forniture sono all’ordine del giorno, mettendo a rischio l’incolumità dei lavoratori. Forse coincidenza, ma nella maggioranza dei casi, chi è oggetto di gravi infortuni opera in regime di subappalto, in condizioni di lavoro che raggiungono livelli di sfruttamento inaccettabili. Per non parlare della misera retribuzione percepita. Secondo il presidente della Commissione lavoro, proibire i subappalti è la prima cosa da fare per arginare il problema. Per riuscire a spezzare questa catena fatta di forme selvagge di sfruttamento, infortuni e morti sul lavoro, è necessario quindi intervenire con delle iniziative legislative.

Ma i responsabili di questa catena di “schiavitù”, che nel tentativo di arricchirsi si sporcano le mani di sangue, dovrebbero essere puniti in sede penale. In gioco c’è la vita di persone che tentano di sopravvivere dignitosamente, messe in pericolo ogni giorno dall’indifferenza e dall’egoismo.

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