26 settembre 2018

Englaro a Firenze "Sì, sono un eretico"

image_pdfimage_print

di Maria Cristina Carratù

«Un eretico io? E´ l´ultima cosa che direi di me. Però, nel senso in cui lo intende don Mazzi, posso dire che mi riconosco in questa definizione». Beppino Englaro, il padre coraggioso di Eluana, che per anni ha sostenuto la sua battaglia civile per il «primato della coscienza personale» nelle scelte di fine vita (e non solo), sarà oggi alla libreria Feltrinelli (ore 18, con Sandra Bonsanti) per presentare l´ultimo libro di don Enzo Mazzi, Il valore dell´eresia. Testo breve e intenso in cui il prete dell´Isolotto, nonché esponente delle comunità cristiane di base, trattando dei grandi eretici condannati nei secoli dalla chiesa cattolica – da Gioacchino da Fiore a Savonarola, da Giordano Bruno a Teilhard De Chardin -, offre, in realtà, una interpretazione dell´eresia più larga di quella riferibile al solo contesto religioso. Per includervi chiunque si opponga a un potere costituito, civile o religioso che sia. Ciò che, in nome della laicità, ha fatto appunto Beppino Englaro. «Come è noto» spiega il padre di Eluana «io non appartengo a nessuna confessione religiosa, e quello che sostengo riguarda un orizzonte esclusivamente laico».

Sua figlia, ricorda ancora una volta, «era un purosangue della libertà, e in nome suo io ho condotto una battaglia contro ogni condizionamento delle coscienze tentato in nome di una presunta verità universale. Tutto qui». Quanto basta per essere considerato compagno di strada da chi, come don Mazzi, chiama eresia ciò che storicamente ha espresso una «vitale creatività» contro ogni forma di potere. «Non è folle» si chiede Englaro «dare di eretico a chi, semplicemente, nega di essere costretto, per il solo fatto di essere al mondo, a riconoscere a qualcuno un potere sulla propria vita?». Ovvio che la sua battaglia, come del resto quella di don Mazzi, «abbia dato tanto fastidio, allo Stato come alla società civile», e si sia tentato di fermarla con ogni mezzo. Finché, «a riprova che la nostra Costituzione, per fortuna, è molto evoluta», a ripristinare il diritto «ci ha pensato la magistratura, applicando le norme fondamentali». Peccato che la politica, invece, non abbia tratto insegnamento da una vicenda tanto dolorosa, come dimostra, ancora in questa campagna elettorale, «lo strumentale confronto in atto sui cosiddetti temi etici». Ma sia chiaro, conclude Englaro, «i veri eretici sono per la sostanza delle cose, contro tutte le manfrine politiche».

Fonte Repubblica

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *