Energia. Libera, verde, conveniente?

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Dal primo luglio in Italia è stato definitivamente liberalizzato il mercato energetico. Da quella data tutti noi, come già i possessori di partita Iva potevano fare da un anno, abbiamo la possibilità di “svincolarci” da Enel e sceglierci liberamente il venditore e le condizioni di fornitura dell’elettricità che usiamo nelle nostre case.
Per cambiare, basta stipulare un nuovo contratto con un nuovo fornitore (ENI, La220 verde, Lifegate, ecc. Persino Jacopo Fo ha messo su un gruppo d’acquisto di energia!) e comunicare il recesso a quello “vecchio”, senza paura di rimanere senza elettricità. Infatti cambiare fornitore non vuol dire cambiare gli impianti ed i contatori, che restano in capo a chi li gestisce attualmente. Ma questa liberalizzazione è una cosa buona o no? Difficile dirlo. In teoria in questo modo dovrebbe aumentare la concorrenza tra i vari fornitori con conseguente diminuzione delle tariffe; poi dovremmo avere un’arma in più per indirizzare la produzione di energia verso le fonti rinnovabili, scegliendo, tra le tante, le offerte di energia “verde”.
In realtà, ricerche delle associazioni dei consumatori e della Cispel Toscana dicono che per avere prezzi più bassi dovremo ancora attendere a lungo, almeno fino a quando il Governo non regolamenterà in modo adeguato le tariffe. Per l’energia rinnovabile, come si fa a controllare che chi ci promette di darci energia “ecologica” lo faccia davvero? Esiste un sistema di certificazione (vedi www.cesi.it oppure www.gsel.it) ma la garanzia assoluta non c’è. Sul sito del Wwf (www.wwf.it) potete trovare una lettera da inviare ai fornitori per chiedere informazioni trasparenti sulla provenienza dell’energia venduta.
Sempre il Wwf, insieme ad Altroconsumo ha istituito un numero verde (800 194491) a cui ci si può rivolgere per avere informazioni complete su questa liberalizzazione.

0 Comments

  1. luisa

    Nonostante la buona volontà per orientarsi verso il cambiamento ciò comunque appare come “un affare di stato”, possibile tutte queste complicazioni? Un cittadino come fa ad essere veramente sicuro della sua scelta di cambiare davvero se anche fra i produttori di energia emerge comunque poca chiarezza?

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