Emergenza profughi, De Zordo: "La sede del Movimento di lotta per la casa invasa da profughi che non sanno dove andare"

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Riceviamo e pubblichiamo

A Firenze sta scoppiando il problema dei profughi giunti in Italia, e anche in Toscana, a seguito della crisi libica: con il 31 dicembre è terminato l’impegno a suo tempo preso dal Governo per l’accoglienza, e ora rischiamo di trovarci in una emergenza raddoppiata. Il Comune di Firenze non ha mai inteso affrontare seriamente la situazione neanche dei profughi somali, costringendoli a avvilenti pellegrinaggi da una occupazione all’altra, intervenendo solo con sgomberi a volte anche violenti. Come intende ora affrontare l’ennensima emergenza sul suo territorio? O dobbiamo pensare che, ancora una volta, a Firenze si debba far carico di problemi umanitari il Movimento di lotta per la casa?

Lo stesso Movimento di lotta per la casa, a cui come sempre va il nostro appoggio, segnala anche che oggi che, dopo la breve pausa per le festività, riprende incessante il calvario degli sfratti: ne sono previsti oltre 70 in 15 giorni, spesso a fronte di situazioni drammatiche, senza che l’amministrazione si faccia carico di un tentativo di mediazione, o di trovare comunque una soluzione per un possibile passaggio da casa a casa. Non sarebbe ora che, oltre al salotto buono dello shopping di lusso, questa amministrazione pensasse anche a chi la crisi la paga cara sulla propria pelle?

Fra governi tecnici e giunte di rottamatori, fra spartizioni di poltrone e salvataggi di banche private, quello che è evidente è che nessuno, tra i decisori a vario livello in questo disastrato paese, neanche prova a tutelare i soggetti sociali più deboli, che sono quelli per cui la crisi significa povertà, assenza di futuro, una vita al limite della sopravvivenza.

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