11 dicembre 2018

Elezioni regionali, Asor Rosa: il territorio escluso dalla campagna elettorale

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La denuncia del professore a nome della Rete dei comitati. Due mesi fa abbiamo presentato ai candidati di tutti gli schieramenti un documento molto articolato: nessuno si è fatto vivo.

di Gaia Rau

Il territorio escluso dalla campagna elettorale. E´ la denuncia lanciata da Alberto Asor Rosa a nome della rete dei comitati. «Due mesi fa – spiega – abbiamo presentato ai candidati di tutti gli schieramenti un documento molto articolato sulla politica del territorio, né puntuale né interlocutoria». In quel documento i comitati chiedono «che tutta la legislazione regionale sul territorio e sull´ambiente assuma una valenza di carta costituzionale». Si parla di un vero e proprio «statuto del territorio, che non sia suscettibile delle variazioni casuali e talvolta non disinteressate dei Comuni e delle istituzioni periferiche». E´ richiesto inoltre un maggior coinvolgimento dei cittadini, un rilancio della pianificazione di area vasta e più conformità fra i vari livelli di pianificazione. «Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una vera e propria battaglia per la Costituzione – spiega Asor Rosa – Il popolo viola è sceso in piazza a Roma in nome degli articoli 1, 3 e 21. Ecco, noi pensiamo che a questo catalogo vada affiancato l´articolo 9, che sancisce la difesa del territorio come patrimonio della nazione. Ma si tratta di un articolo sfuggito all´attenzione dei promotori e, da anni, dell´intera classe politica, salvo poche eccezioni».

Fonte Repubblica

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Comitati contro il Pd: facce nuove in Regione per salvare il territorio
Asor Rosa presenta un documento per i candidati: «Servono regole che i Comuni non possano cambiare casualmente»

Uno statuto, una «carta costituzionale per il territorio», una legge più rigida che possa garantire il rispetto del valore del paesaggio e di alcuni precisi principi per il rispetto dell’ambiente. Alberto Asor Rosa e la Rete dei comitati per la difesa del territorio hanno steso un documento e lo hanno indirizzato a tutti i candidati alle elezioni regionali. «Con amarezza dobbiamo constatare che non c’è stata risposta e questi temi non hanno toccato che marginalmente la campagna elettorale— sottolinea il critico letterario Asor Rosa — Vorremmo porre all’attenzione la necessità di avere uno statuto che non sia sottoposto a variazioni casuali da parte dei Comuni».

Il professore a la Rete hanno presentato ieri pomeriggio a Firenze un documento di 14 pagine e accanto ad Asor Rosa c’era anche l’urbanista Paolo Baldeschi. «La difficile situazione economica dei Comuni da una parte, la tendenza degli imprenditori a investire dall’industria all’edilizia portano a a un consumo di territorio inaccettabile — spiega Baldeschi— Le leggi regionali in difesa del paesaggio ci sono, c’è il Piano di indirizzo territoriale, ma l’amministrazione ha dato in materia di urbanista deleghe totali ai Comuni che non hanno ora una grossa forza di difesa». Continua Baldeschi: «La tutela deve essere qualcosa di unificato: si può permettere che a Fiesole si faccia in un modo a Impruneta si costruisca in un altro e a Sesto in un terzo modo ancora? C’è anche un altro problema: non si può lasciare che i Comuni possano autocertificare la conformità al piano territoriale: servirebbe un organismo terzo che controlli». La Rete dei comitati spinge per il processo di partecipazione: «Non ci può essere solo una superficiale consultazione: se un cittadino fa le suo osservazioni al regolamento urbanistico al Comune e poi è la stessa amministrazione comunale a decidere, allora è una partecipazione priva di significato?». «Da queste elezioni ci aspettiamo una svolta— dice invece Claudio Greppi— servono altre persone a gestire l’urbanistica, a partire dall’assessore regionale, Riccardo Conti. Quattro anni fa quando si sono formati i comitati, i politici ci corteggiavano, da un po’ di tempo non ci parlano quasi più».

Baldeschi legge un tratto del programma di Enrico Rossi e si augura che si tratti di una svista: «”I Toscani hanno necessità di tutelare territorio come fattore di sviluppo turistico e del settore agroalimentar”: queste le sole ragioni? — si chiede Baldeschi — c’è anche un inciso “ma allo stesso tempo hanno bisogno di produrre lavoro e ricchezza”. Noi crediamo che il nostro paesaggio abbia valore di per sé e che per prendere decisioni di sviluppo ecosostenibile e per l’adozione di energie rinnovabili servano valutazioni strategiche precise. Si deve poter controllare l’ecobusiness».

Fonte Corriere Fiorentino

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