15 dicembre 2018

Elezioni 2010 in Toscana: una prima valutazione

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di Alessandro Bezzi

Nonostante la vittoria della coalizione di centrosinistra fosse scontata, anche in Toscana le elezioni regionali 2010 forniscono alcuni interessanti spunti di riflessione. Anzitutto, il drammatico calo dell’affluenza: solo il 60, 71% degli aventi diritto si è recato alle urne: un dato che segnala un’inaspettata crisi in una regione da sempre tra le più partecipi al voto. Comunque si vogliano guardare, i numeri sono impietosi: un calo di 10 punti percentuali rispetto alle regionali del 2005 e alle recenti elezioni europee del 2009, che in valori assoluti significa quasi 300mila toscani in meno presentatisi al seggio.

L’astensione è certamente accentuata da alcuni aspetti evidenti: la ridotta percezione dell’importanza del proprio voto (vista la scarsa competitività e la sicura vittoria del centrosinistra), come anche la mancanza, nella regione storicamente rossa per antonomasia, di una lista “di sinistra” fuori dalla coalizione di Rossi; infine, la mancanza del voto di preferenza verso un candidato, che contribuisce ad indebolire il rapporto partiti-territorio. Senza contare ovviamente fenomeni di portata nazionale, come la crescita del sentimento antipolitico ed il crescente distacco tra cittadini e partiti.

Analizzato questo dato, certamente il più rilevante, resta da valutare chi effettivamente “esca vincitore” da queste elezioni. Facendo un breve riepilogo dei risultati, sempre confrontandoli con le passate europee, vediamo come l’emorragia di votanti abbia colpito principalmente PD (-160mila voti) e PDL (-240mila), che raggiungono rispettivamente il 42% ed il 27% dei consensi. Un PD in crescita in termini percentuali, ma tuttavia ancora lontano dal 49% che l’Ulivo aveva totalizzato alle passate elezioni regionali: di contro, il PDL conferma lo scarso 27% del 2005, consapevole dell’impossibilità di ottenere buoni consensi in Toscana.

A stupire, ancora una volta, sembrano quindi essere IDV e Lega Nord: i due già un anno fa avevano registrato ottimi ed inaspettati consensi, proprio per la speculare posizione che rivestono per i due principali partiti (entrambi con connotazioni populiste ed abili nel captare i voti non direttamente rivolti a PD e PDL). A ben guardare, non registrano alcuna crescita rilevante in questa tornata elettorale (IDV + 3mila, Lega + 9mila voti), ma l’aumento dell’astensionismo ed il calo – in valori assoluti – di PD e PDL rende il solo mantenimento dei propri voti un trionfo. In sostanza, grazie ad un elettorato fedele, entrambi guadagnano il 2,5% rispetto all’anno passato.

Sinistra e Verdi superano la soglia del 4% e ottengono tre seggi in Consiglio regionale, nonostante la perdita di voti sia evidente rispetto ai quasi 150mila voti di RC nel 2005 (rispetto al 2009 il calo di votanti riflette proporzionalmente il livello di astensionismo). Per quanto riguarda Sinistra Ecologia e Libertà, infine, sfiora solamente la soglia del 4%, migliorando di poco il risultato percentuale delle europee: il buon successo nelle zone urbane non è accompagnato da una performance altrettanto positiva nel resto della Regione.

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