Edis-out: quale futuro per gli spazi culturali?

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Quale futuro per gli spazi culturali?

Domenica 17 febbraio 2013 alle ore 17 sotto i portici di piazza Repubblica, davanti ai locali ormai chiusi della ex-libreria, i Librai Edison cercheranno di rispondere a questo interrogativo, sviluppando una riflessione collettiva sul tessuto urbano e le sue trasformazioni, supportati dalla strumentazione teorica (e non solo) di Ubaldo Fadini, docente presso l’Università di Firenze.
Come cambia lo spazio politico e sociale di una città al modificarsi della sua topografia “fisica”? Come possono cambiare le forme della cittadinanza e della rappresentatività democratica alla luce di una esperienza di lotta come quella degli ex-lavoratori Edison?
I Librai Edison girano questi interrogativi alla città cercando di sviluppare una discussione in grado di dirigere l’impegno di tutti in una lotta difficile ma necessaria, che vuole anche provare ad essere un esempio virtuoso di politica “dal basso”.

su facebook Librai Edison Firenze
e-mail rappresentanzaedison@yahoo.it
su youtube http://www.youtube.com/user/LibraiEdisonTV

0 Comments

  1. maurizio sarcoli

    a Firenze negli ultimi anni stanno sparendo i presidi culturali come la libreria edison e si affermano nello spazio e nella durata eventi commerciali enogastronomici, questo può essere di aiuto all’economia, ma la continua occupazione delle piazze del centro storico di eventi commerciali di vario livello e vario tipo (dalla moda al gelato) cancella agli occhi dei cittadini l’impoverimento e l’omologazione degli esercizi commerciali: vicino alla Edison è SPARITO RICORDI sostituito da una nota marca di cialda per caffè, e prima la libreria Martelli, la Seeber (libreria internazionale) sostituita da un negozio di Moda (come il vicino Nannucci dischi).
    In sostanza da quarantenne abituato a un altro aspetto dal centro cittadino noto la sparizione di numerose librerie e negozio di dischi e strumenti musicali storici che ho sempre frequentato e l’affermazione di banche, negozi di moda e telefonia mobile uguali a Firenze coem a Dubai nei quali non metto piede: è il progresso? sono un conservatore? Io non parlo di nostalgia ma di qualità della vita e del contributo che le danno esercizi commerciali divulgatori di prodotti culturali con esercenti preparati e appassionati.
    Ciao, Maurizio

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