Ecofallimenti fiorentini. Comune e Quadrifoglio non ne azzeccano una

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«Dividete i rifiuti di casa» Ma i sacchetti pagateveli. Peretola, una beffa la raccolta differenziata porta a porta

di Federica Sanna

«Mi dà i sacchetti azzurri?», «Ma i sacchetti azzurri non so­no ancora tornati?», «E io do­ve lo metto il vetro?». È come una processione, ogni giovedì mattina, in piazza Garibaldi a Peretola. I cittadini si avvicina­no all’Ecofurgone del Quadri­foglio e chiedono i sacchetti per la raccolta dei rifiuti porta a porta. Ma da un mese i sac­chetti non ci sono più: la socie­tà dei rifiuti non li distribuisce perchè deve risparmiare.

È una circolare a dirlo: «Gli addetti del Quadrifoglio ce l’hanno fatta vedere per dispe­razione – racconta un signore della zona – non sapevano più come risponde­re ai cittadini ar­rabbiati. Si co­municava che l’azienda deve ri­sparmiare 100 tonnellate di pla­stica per il 2009 e chi fa la raccol­ta differenziata dovrà comprarsi i sacchetti». L’Ecofurgone raccoglie olio ve­getale, farmaci scaduti, neon, cartucce per le stampanti, to­ner e piccoli elettrodomestici. Non è nato per distribuire sac­chetti, ma siccome era a con­tatto con i cittadini, nel tempo si è occupato anche di questo. I cittadini si erano abituati or­mai: marrone per l’organico, grigio per l’indifferenziato, giallo per la carta e azzurro (il più richiesto) per il vetro e la plastica. Dieci persone in dieci minuti. «Ma i sacchetti azzur­ri? E allora n’do vo a mettere le cose. Tutto insieme, così non ci si rompe più le scatole», di­ce una signora; «Non ci sono ancora i sacchetti? Che sono in debito?», altro signore e se ne va; e ancora: «Ma i sac­chetti azzurri? Incredibile, per risparmiare ci hanno tolto i sacchetti, e io come faccio ora?». La soluzione la spiega il signor Miele: «Basta prendere una busta normale e attaccarci sopra un cartellino per sapere cosa c’è dentro: ma ci comprino al­meno i pennarelli». La raccolta differenziata por­ta a porta è cominciata a Pere­tola a marzo del 2006. Inizial­mente i cittadini dovevano preoccuparsi soltanto di sepa­rare l’indifferen­ziato, la carta e l’organico. Da ot­tobre del 2008, da piazza Gari­baldi, sono state portate via le campane e i cas­sonetti dei rifiu­ti: anche vetro, plastica, lattine e tetrapack si raccoglie porta a porta. E i ri­sultati ottenuti sono stati in­credibili: si è passati dal 4% di raccolta differenziata al 62%. «Rompe proprio le scatole di­videre tutti i rifiuti – dice una signora – e non le racconto co­me ci si deve organizzare quan­do si cucina il pesce, perchè ce lo dobbiamo tenere in casa per una settimana… però sia­mo sempre stati disponibili con il Comune. Non abbiamo mai avuto nemmeno una dimi­nuzione della Tia. Ora ci dob­biamo pure comprare i sac­chetti: è un’ingiustizia».

Spazi verdi da adottare, un flop. Aiuole da curare in cambio di targhette «pubblicitarie»: non funziona l’idea del Comune

Era l’occasione per adottare uno spa­zio verde in città. E in cambio poterci mettere una targhetta con il proprio no­me. Ma a Firenze pochi l’hanno colta. Su 334 aree verdi messe a disposizione dai Quartieri per la sponsorizzazione, soltanto quattro la avranno. Tre da par­te di aziende che al tempo stesso si fa­ranno pubblicità. E solo una da parte di una cittadina fiorentina. Se l’assessore ai Quartieri, Cristina Bevilacqua, non vuole definirlo flop, poco ci manca.

Il bando era stato pubblicato lo scor­so settembre. Per la prima volta in cit­tà – dopo l’esperienza di altre città fra cui Milano dove ha funzionato- impre­se, associazioni, piccoli commercianti, ma anche singoli cittadini potevano di­ventare sponsor delle aree verdi comu­nali. In concreto, fornire la manuten­zione dei giochi per bambini, oppure curare un’aiuola. Per un tempo limita­to, un anno, e in cambio veniva data la possibilità di mettere un cartello, 80×100 centimetri, con il proprio no­me, logo o marchio (esonerato dal pa­gamento del canone pubblicitario).

Eppure qualcosa non ha funzionato. Al Quartiere 3 non è arrivata nessuna proposta. Al Quartiere 1 ne è arrivata una, ma non è stata accettata. Al Quar­tiere 5 due ditte avevano proposto la manutenzione di altrettante rotatorie, ma nessuna è andata in porto. Meglio è andata al Quartiere 4 che di doman­de ne ha avuto due: entrambe accetta­te. Una per la manutenzione della rota­toria di piazza Gaddi, di cui si occupe­rà la ditta Magi; e l’altra per la manu­tenzione delle rotatorie in via Simone Martini, affidate alla ditta del signor Azzarello. Nel Quartiere 2 la manuten­zione dello spartitraffico nel Lungarno del Tempio, oltre alle aiuole di ponte San Niccolò, sarà affidata alla ditta Del Verde. L’unica cittadina a offrire la pro­pria sponsorizzazione è Maria Teresa Rossi Cappugi: «L’area Pettini-Burresi, dalla parte della Faentina, ha soltanto buche e percorsi impercorribili – rac­conta – , necessita di manutenzione ur­gente perchè è un’area meravigliosa». E così la signora Maria Teresa ha invia­to al quartiere il suo progetto, una do­nazione totale di 3.600 euro.

Ma perchè così poche adesioni? «Il regolamento è troppo rigido», afferma il presidente del Quartiere 5, Stefania Collesei. Per Andrea Ceccarelli, presi­dente del Quartiere 3: «Questa iniziati­va dovrebbe essere comunicata me­glio ai cittadini». D’accordo con lui Gianluca Paolucci del Q2. Stefano Mar­mugi del Q1 dice che manca in città «la giusta sensibilità per questi temi». Ma l’assessore Bevilacqua è comun­que soddisfatta: «Siamo passati da ze­ro a 75 mila euro di sponsorizzazioni».

[Fonte Corriere Fiorentino]

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