Eataly a Firenze: cibo o libri per noi pari sono

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Al posto della libreria, un “polo del gusto”. In via Martelli aprirà a luglio un nuovo punto della catena Eataly, spazio dedicato alla cultura del buon cibo. Tema, . Renzi sarebbe stato più trasparente a rimuovere il vincolo di destinazione culturale sull’ex libreria Martelli.”

Grassi è perplesso anche sulla possibile riassunzione di alcuni degli ex librai della defunta libreria Martelli, perché “il Consiglio non ha potuto imporre nessun vincolo di riassunzione, ma solo la richiesta al proponente di valutare la loro nuova occupazione. Nuova occupazione ma non in veste di librai (neppure citati nel progetto presentato da Eataly) ma di cuochi, divulgatori e camerieri”.

Tuttavia, il Consiglio Comunale ha dato il via libera a questo “tempio del buon cibo”, di fatto affermando di fatto che vendere cibo è fare cultura. Cosa possiamo aspettarci allora al posto della Libreria Edison?

Cos’è Eataly e perché è stato accolto così bene, lo possiamo leggere nell’articolo che segue. 

Emanuele Scarci da Il Sole 24 ore

Via libera per Eataly di Firenze. Il patron Oscar Farinetti ce l’ha fatta e nella città del giglio inaugurerà il decimo punto vendita. Il nuovo tempio del cibo aprirà nell’immobile storico (del 1840, tutelato) tra via Martelli e via Ricasoli, ex sede della libreria Martelli. Sarà inaugurato entro settembre e avrà tre piani, ospiterà all’interno anche il ristorante più famoso della città, quello di Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde. Il nuovo Eataly darà lavoro a un centinaio di persone.

Prima di Firenze però verrà inaugurato il punto vendita di Bari, in estate, e poi in autunno inoltrato quello di Milano, nell’ex teatro Smeraldo. Il 23 marzo verranno inaugurati due ristoranti sulla nave Msc Preziosa, al varo a Genova. Entro l’anno nell’agenda di Farinetti ci sono anche il secondo negozio americano, a Chicago (a parte quello di New York e in Giappone); senza contare che gli immobiliaristi dell’imprenditore piemontese stanno cercando grandi superfici anche a Istambul e Dubai, dove sperano di aprire addirittura entra il 2013.

Il semaforo verde per Firenze è arrivato dal consiglio comunale di Palazzo Vecchio con 28 voti favorevoli e nessun contrario. Qualche maligno ha visto una relazione tra l’endorsement di Farinetti per Renzi nelle primarie Pd dello scorso autunno (e dopo anche i rumor su una candidatura dell’imprenditore piemontese) e la rapida conclusione del’iter amministrativo. Difatti la proprietà di Eataly non è estranea agli interessi imprenditoriali del Partito democratico: infatti il 40% di Eataly Distribuzione srl è in portafoglio alle cooperative “rosse”, precisamente Coop Liguria, Coop Adriatica e Nova Coop. Il resto, attraverso due fiduciarie, è riconducibile a Farinetti.

Eataly è comunque una realtà imprenditoriale rilevante per in nostro Paese, il meglio della dieta mediterranea e un veicolo formidabile dell’italian food nel mondo. Infine la società è diventata una macchina da soldi (perde solo in Giappone). Nel 2011, ultimo bilancio depositato e senza il punto vendita di Roma, Eataly Distribuzione ha fatturato 60,5 milioni, in crescita del 20% sull’anno prima, e con utile ante imposte di due milioni. La società ha 12 milioni di liquidità e soli 3 milioni di debiti con le banche.

Tornando al nuovo punto vendita di Firenze, i tre piani saranno dedicati alla cucina e alla cultura della cucina con quattro aree didattiche e la possibilità di consultare liberamente i libri. Al primo piano ci sarà il ristorante gourmet Enoteca Pinchiorri e il progetto Vino Libero di Farinetti; al secondo piano la scuola di cucina con corsi tecnici; tra il piano terreno e il primo attività di ristorazione: caffè e gelateria, panini e focacce e produzioni da forno, salumi e formaggi, carne e pesce, pasta e pizza. Oltre al ristorante informale del vino e della birra. Le aree didattiche spazieranno dai dolci toscani alla chianina, dai vini toscani all’olio extravergine toscano.

0 Comments

  1. Mbuto

    Piccole ***** crescono. Così si può definire la resistibile ascesa di Farinetti amico di Renzi e creatore di questa neoforma di schiavismo.

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