24 settembre 2018

E’ una controriforma la proposta Castelli sul diritto minorile

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  • responsabile nazionale Ds per l’infanzia, il gelido commento sul disegno di legge sul diritto minorile, proposto dal ministro della Giustizia Castelli. Ma la Serafini non è certo la sola ad aver preso una simile posizione. Tutti i Ds della Toscana si sono dichiarati contrari alla riforma. L’opportunità di esprimersi a riguardo è stata data da un convegno, svoltosi recentemente a Firenze. “C’è un filo conduttore che unisce le politiche del governo di centrodestra, – ha detto la Serafini – una vera e propria controriforma che ci riporta indietro di parecchi anni. Vogliamo denunciare e opporci a queste politiche scellerate, per far prevalere una politica di estensione dei diritti dei minori”. Il disegno di legge di Castelli, infatti, sembra andare nella direzione di una negazione del minore come persona portatrice di diritti, facendo prevalere gli adulti. La logica, secondo la Serafini, è quella di ricondurre tutto dentro la famiglia ed la volere dei “grandi”, lasciando l’intervento dello Stato solo per gli aspetti repressivi. Gli esempi? Intanto la decisione di non finanziare il fondo nazionale per l’infanzia, ma basta osservare cosa sta accadendo nella scuola, per le adozioni e le politiche sociali. Uno scempio, l’abbattimento dello stato sociale, l’indifferenza verso i cittadini. Ma neanche il duce è stato capace di una cosa simile!
    I Ds hanno dichiarato che continueranno a battersi per l’affermazione del “minore cittadino” e, in quanto tale, soggetto di doveri e diritti. Per questo hanno fatto il rilancio, annunciando, per la fine dell’anno, la prima Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza, durante la quale verrà presentata la proposta di uno Statuto dei diritti dei bambini e dei minori. La speranza è che il partito si muova in tempo, rendendo concrete le belle intenzioni, prima che il Governo non approvi qualche altra legge a tempo di record, magari con i voti degli assenti.
    Preoccupazione e contrarietà al progetto Castelli è stata espressa anche dal presidenti del Tribunale per minori di Bari, Francesco Paolo Occhiogrosso, e da quello di Firenze, Piero Toni. Faranno parte della magistratura onesta o dei cattivi persecutori?
    Tagliente il commento di Vittoria Franco, senatrice diossina. “Le proposte del ministro Castelli vanno nella direzione opposta a quella del recupero e della prevenzione dei minori che commettono reati, – ha detto – e puntano invece soltanto ad inasprire le pene, per di più cercando di cancellare o limitare sempre più le differenze fra giustizia minorile e ordinaria”. Colpito e affondato. La riforma, infatti, prevede pene più severe, oltre alla possibilità che, dopo un periodo di reclusione in un carcere minorile, al diciottesimo anno di età, si venga trasferiti in carceri ordinari.
    Decisione alquanto strana, se si considera che il problema principale delle carceri italiane è il sovraffollamento, recentemente denunciato anche dal Comitato Europeo per la prevenzione della Tortura, in base all’analisi fatta nel 2000, ma pubblicata in Italia solo adesso. Probabilmente quando la proposta Castelli sarà legge tutte queste “complicazioni” saranno state risolte..
    Ma torniamo alla riforma. Dulcis in fundo, troviamo un’inaccettabile limitazione dei giudici non togati, vale a dire gli psicologi, che finora hanno svolto un’importante azione di supporto per la valutazione dei comportamenti minorili.

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