È ora, è ora, il voto a chi lavora

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di Gabriela Sole

“Noi siamo un popolo di 60 milioni di abitanti e altri 60 milioni di abitanti nel mondo portano le nostre origini. Siamo un popolo che con la propria cultura, con la propria intelligenza, con la propria miseria anche, già si è fuso con altri popoli. Quindi è naturale che la Provincia di Firenze abbia deciso ormai da tempo di dare un segnale fortissimo a livello nazionale, di dare il voto a chi qui lavora e quindi contribuisce alla ricchezza della nostra provincia.”
Così dichiara il Presidente della Provincia Michele Gesualdi a proposito delle prossime elezioni del 30 novembre.

Quindi il consiglio degli stranieri sarebbe un primo passo per questa integrazione istituzionale.
Il diritto di chi viene nel nostro paese non è soltanto allo sfruttamento, al lavoro, ma è anche il diritto ad essere cittadino sovrano. Io sono dell’avviso che questo diritto vada esteso il più possibile. Tra qualche anno i nostri nipoti rideranno come matti quando gli diremo che in Italia c’era gente come Bossi che cercava di prendere a cannonate le persone. Rideranno perché è inevitabile che il mondo vada in questa direzione. Bisogna avere la capacità di vedere dopo di noi, e di favorire un processo che è naturale. L’idea è quella di estendere il più possibile i diritti, anche se in questa fase siamo costretti a tener conto di leggi che devono cambiare.

Il diritto di voto è limitato a chi ha il permesso di soggiorno e la residenza, ma ci sono molte persone che lavorano e abitano qui da tanti anni e per motivi burocratici non riescono ad avere la residenza.
Oggi noi nel decidere chi andrà a votare siamo costretti a far rispettare delle leggi che io ritengo debbano essere cambiate. Faremo in modo che, chi è di fatto residente ma non ha la residenza anagrafica, diventi cittadino a tutti gli effetti del posto in cui vive e lavora.

Per la formazione delle liste (la scadenza è il 30 ottobre) il tempo però è poco, considerando il fatto che le diverse comunità devono conoscersi tra loro per poter scrivere un programma comune.
Queste sono le difficoltà del primo impatto. È il primo Consiglio degli Stranieri, è chiaro che i problemi che pone li misureremo e li affronteremo per le future elezioni. Quando un percorso inizia c’è sempre qualche difficoltà. L’importante è cominciare.

Cosa pensa del progetto di legge presentato da Fini? Quali conseguenze avrebbe per il Consiglio degli Stranieri?
Dobbiamo fare in modo che la nuova legge non sia una farsa, ma che sia davvero un modo di dare diritti ai cittadini del mondo. Il centrosinistra sta preparando un proprio progetto, che si vada ad integrare a quanto di buono ha la proposta di Fini. Per quanto riguarda il Consiglio degli Stranieri, se passa questa legge, da consultivo diventerebbe integrato a tutti gli effetti nel Consiglio Provinciale, in modo che chi siede nel nostro consiglio abbia pari diritti di parola e di voto.

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