15 dicembre 2018

E’ morto Dino Frisullo, l’Altracittà è a lutto

image_pdfimage_print

“Vorrei che in Italia non pensassero che sono un pazzo, né un esaltato… e nemmeno voglio diventare una specie di eroe. Quello che è successo a me poteva accadere a chiunque. Se mai mi piacerebbe che, partendo dal mio caso, l’Italia si facesse carico del vero problema, che sono i diritti umani dei curdi di Turchia, continuamente offesi”. Questo è il messaggio che Frisullo inviava attraverso un’intervista rilasciata mentre era rinchiuso nel carcere turco di Diyarbakir, per aver manifestato a sostegno dei diritti del popolo Kurdo, nel marzo 1998. Ed è proprio con questo approccio di normalità e di quotidianità che Dino ha portato avanti il suo tenace impegno di denuncia e informazione, a favore dei migranti e dei profughi, del rispetto dei diritti umani e della pace. Instancabile, nonostante la malattia che l’aveva colpito, anche di recente ha proseguito il suo lavoro di costante aggiornamento sulla situazione del Kurdistan, duramente colpito dalle ripercussioni della guerra in Iraq. A questo proposito, ai primi di aprile aveva inviato anche una lettera aperta al Parlamento italiano.

LETTERA APERTA AI DEPUTATI DELL’OPPOSIZIONE

Cari amici,
non ho ancora letto la mozione approvata dalla Camera sugli “aiuti umanitari”, e non la leggerò. So già cosa contiene: qualche peloso impegno volto più al business della ricostruzione che all’aiuto. E soprattutto, il “contenimento” (quando il linguaggio tradisce! gergo da vecchia psichiatria?), cioè il concentramento dei profughi nei campi predisposti all’interno o ai bordi
dell’area in guerra.

Si tratta di una inaudita regressione giuridica, culturale e politica.

E’ la prima volta che in occasione di un conflitto qualcuno – che sia la Ue o un singolo paese o parlamento – si arroga il diritto di confinare forzosamente chi fugge, in violazione del diritto internazionale che sancisce, in questi casi, il diritto e la libertà di fuga. E’ la prima volta che l’Italia non si dota di un provvedimento di protezione umanitaria, contando evidentemente
di respingere o deportare i fuggiaschi (come già avviene a man salva dai porti adriatici) verso i luoghi di contenimento. E’ la prima volta che paesi che in qualche modo riconoscono il diritto d’asilo delegano, in occasione di una guerra, il “lavoro sporco” di guardiani a paesi privi delle stesse garanzie ed anzi spesso avversi ai profughi (Turchia, Siria, Iran, Giordania).

Credo che voi abbiate sottovalutato, in questi giorni convulsi, la gravità di questa decisione.

Rispetto profondamente il dibattito aperto nell’opposizione sul cessate il fuoco. Se volete, esplicito anche il mio pensiero: credo anch’io che il primo atto umanitario debba essere l’immediata sospensione dei combattimenti. Ma questo dibattito ha ovvie connessioni, anche pratiche (corridoi umanitari etc.), con gli aiuti in loco. Cosa c’entra la protezione in via di principio e di fatto dei profughi, il cui esodo è tuttora incerto nella misura ma è già in corso e continuerà comunque nel lungo dopoguerra, che oggi si sospenda o no il conflitto?

Con Amnesty International e Medici senza frontiere, l’associazionismo antirazzista vi aveva chiesto di concordare uno specifico provvedimento sulla protezione dei profughi di questa guerra, serio ed attento almeno quanto quello sui profughi ex jugoslavi del ‘92, che fra mille travagli salvò vite umane e consentì pratiche positive d’accoglienza. Un provvedimento che potesse aprire contraddizioni anche in settori della maggioranza, e magari passare, attraverso
la pressione dell’associazionismo cristiano.

La scelta di non stralciare, ma anzi di vincolare nelle vostre mozioni la questione della protezione umanitaria dei profughi e quella della conduzione della guerra, ha consentito alla maggioranza di appiattirsi sulla posizione leghista e blairiana. E di farne, oggi e domani, bandiera e coperta per
le pratiche espulsive e repressive della polizia di frontiera e per la reiterazione, ora con avallo parlamentare, di quelle deportazioni collettive che spesso siamo riusciti a bloccare grazie anche all’impegno di alcuni di voi.

Io spero, e vi chiedo, che vi sia la possibilità di riaprire questo capitolo in parlamento. Se così non fosse, si sarà scritta una bruttissima pagina non solo sul versante della guerra, ma su quello delle garanzie fondamentali delle persone.

Con i migliori saluti
Dino Frisullo – Associazione Senza Confine

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *