È meglio la neve dell'oro

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il doppio dell’Italia, di cui 868 Kmq minati) è arido e l’approvvigionamento idrico viene garantito esclusivamente dalle nevicate.
Lo stato di guerra in cui si trova l’Afganistan da più di vent’anni e la povertà non facilitano il reperimento di dati su questo paese. L’unico censimento fu fatto nel 1979 e non venne completato per resistenze del regime. I milioni di afgani esuli nei paesi confinanti e la presenza di un numero indefinito di profughi interni aggrava ulteriormente questo compito. Esiste una chiara evidenza del peggioramento ovunque delle condizioni legate alla carestia nelle regioni settentrionali e occidentali del paese che si riflette in un ridotto apporto di cibo, collasso del potere di acquisto, vendita sottocosto di bestiame, impoverimento a larga scala dei patrimoni familiari, un aumento vertiginoso dei prezzi delle granaglie, un rapido aumento del numero di indigenti e continui aumenti delle schiere di rifugiati e profughi.
Medici Senza Frontiere lavora in Afganistan dal 1979, attualmente con programmi in 13 province. Il ventaglio di attività include programmi di consolidamento dell’approvvigionamento idrico e miglioramento delle condizioni igieniche, supporto alle strutture sanitarie (ambulatori ed ospedali), programmi di controllo della tubercolosi, programmi di nutrizione e assistenza sanitaria per i profughi e le popolazioni più deboli. Sabato 24 novembre MSF ha iniziato una campagna di vaccinazione nei campi profughi dislocati intorno a Mazar-i-Sharif.
La situazione della salute pubblica è critica. Solo due milioni di dollari del budget annuale (circa 70 milioni di dollari), vengono destinati alla salute. La responsabilità per quanto concerne la salute è demandata all’individuo e all’assistenza umanitaria. Quarantadue distretti non dispongono di alcuna struttura sanitaria o centro di vaccinazione. Il servizio sanitario devastato è ad uso di una percentuale limitata di popolazione e si concentra sulle attività curative. Solo il 25% della popolazione (la percentuale crolla nelle aree rurali) può accedere ai servizi sanitari.
L’inverno arriverà tra pochi giorni e nel campo profughi di Herat ogni mese giungono 8000 persone (IDPs) e non ci sono le condizioni per offrire a tutti un riparo adeguato. L’anno scorso, nel campo di Maslakh, sono morte di freddo 150 persone in una settimana: la temperatura era scesa a -25°. I bambini, i primi a subire le conseguenze del sovraffollamento e di un’alimentazione insufficiente,costituiscono la fascia più vulnerabile della popolazione. Nel mese di settembre i due centri di nutrizione di MSF hanno dovuto distribuire razioni di cibo supplementare a oltre 2000 bambini. Ma accanto alla malnutrizione bisogna considerare le scarse condizioni igienico-sanitarie che determinano l’insorgenza e diffusione delle diarree. Uno dei fattori che ha causato nei mesi di luglio-agosto una mortalità del 3% tra i bambini malnutriti.

N.B. Nell’articolo sono stati utilizzati dati tratti da pubblicazioni di Medici Senza Frontiere e Organizzazione Mondiale della Sanità.

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