E il centro giovani fu discoteca: l’incredibile storia del Viper Theater

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E alla fine il Viper Theater delle Piagge è stato inaugurato. Il nuovo spazio polifunzionale per concerti, spettacoli ed eventi ha aperto i battenti in via Lombardia. Costato un milione e duecento mila euro, soldi interamente pubblici, ha una superficie di 1.400 metri quadri, una capienza di 232 posti a sedere e 575 persone in piedi, un parcheggio per 140 auto. La programmazione è curata dai noti imprenditori musicali delle Nozze di Figaro. Ad inaugurare il locale il concerto dei Linea 77, una band torinese che ha esordito ben 12 anni fa con la canzone ‘Ogni cosa al suo posto’. E ogni cosa al proprio posto avremmo voluto vederla anche noi della Comunità delle Piagge e del giornale l’Altracittà. Perché quella del Viper Club è una storia che va raccontata per bene.

Tutto inizia nell’autunno del 2002 quando Tea Albini, allora assessore alla casa della giunta guidata da Leonardo Domenici, analizza la critica situazione sociale della zona e promette di realizzare un luogo di aggregazione per i giovani. Ai ragazzi e alle associazioni del quartiere sarebbe stata affidata la programmazione delle attività. L’assessore parlò anche di partecipazione alla progettazione della struttura, che comunque sarebbe stata molto semplice, in modo da poter utilizzare lo spazio in vari modi: alcune stanze per le attività e i laboratori, una grande area dedicata alle feste e agli eventi.

Passano i mesi e di progettazione partecipata neanche l’ombra. Il 17 marzo del 2004 viene posata la prima pietra e presentato il progetto approntato dai soli uffici tecnici comunali. L’assessore Tea Albini dichiara: “E’ nostra intenzione sottoporre il progetto e le forme di gestione all’esame di associazioni e residenti. Un altro esempio di progettazione partecipata che già ha ottenuto buoni risultati proprio alle Piagge e che va nella direzione più volte espressa dal sindaco. Una visione d’insieme che rientra fra le nostra priorità.” Una dichiarazione interessante per chi crede che il benessere dei cittadini si costruisce dal basso ma allo stesso tempo poco convincente per chi conosce le ipocrisie della maggioranza di Palazzo Vecchio in tema di partecipazione.

La costruzione va avanti e nessuno viene più informato di niente. Qualcuno, forse ingenuamente, confida ancora in una convocazione del Comune per decidere la gestione condivisa degli spazi. Ma una volta costruita la struttura esterna tutto si ferma. Per molto tempo il grande scheletro di cemento resta immobile, adagiato tra via Pistoiese e via Lombardia. Nell’autunno del 2006 i lavori di rifinitura interna devono essere ancora terminati. Poi finalmente la svolta. Appare per qualche giorno il nuovo sito internet del locale. Si scopre così che lo spazio ha una data di inaugurazione, il 2 dicembre, e anche un nome: Viper Theater. Negli stessi giorni appare quasi clandestinamente per le vie della città un piccolo manifesto che annuncia la serata di apertura. Qualcuno ci fa sapere che l’attrice Anna Meacci è la direttrice artistica del nuovo spazio. La Comunità delle Piagge si informa in Comune, gli viene detto che non è possibile, che la destinazione è ancora da decidere. Subito il sito internet sparisce, ma come una beffa riappare nella memoria cache di Google (una funzione del famoso motore di ricerca), con in basso una firma inequivocabile: “in collaborazione con il Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura, Assessorato alle Politiche giovanili – ©2006 ViperClub.eu – All rights reserved”.

Tutti i diritti sono riservati. Già, perché nel frattempo la giunta Domenici si è data da fare. Ha sconfessato le sue stesse promesse sulla partecipazione e ha affidato la gestione dello spazio ad una società privata (Le Nozze di Figaro, peraltro dalla professionalità e dalla capacità indiscussa) anziché ricorrere perlomeno allo strumento trasparente della gara ad evidenza pubblica. Così una struttura pubblica del valore di un milione e duecento mila euro, a cui se ne aggiungeranno successivamente altri 150.000 per la modulazione degli spazi interni, viene assegnata direttamente ad un privato di natura commerciale.

Alle Piagge l’indignazione è alta. Il governo della città viene accusato senza mezzi termini di essere incapace di ascoltare i bisogni dei cittadini che amministra. Come in altre vicende, alcune delle quali raccontate proprio in queste pagine, gli interessi di pochi prevalgono sugli interessi diffusi. Ancora una volta la giunta comunale dimostra un’estrema aridità nell’azione di governo: snobba la partecipazione, costruisce una struttura faraonica, non la sa gestire, la offre ai privati. Ecco come ha vissuto la vicenda Alessandro Santoro, animatore della Comunità delle Piagge: “Il Comune ci aveva prospettato un centro giovanile aperto all’autogestione e alle tante esperienze artistiche ed espressive di questo quartiere. Ci ritroviamo con una discoteca di tendenza, con una gestione commerciale che attrarrà alle Piagge quella parte di città che di solito non sa neanche dove si trova questo quartiere. Ma i ragazzi ignoreranno il contesto, verranno qui per una bevuta, un concerto e via, senza capire dove sono capitati.”

Successivamente l’assessore Daniela Lastri corre ai ripari cercando una mediazione, provando a recuperare il recuperabile. Durante le ultime settimane si è adoperata affinchè l’abbozzo di dialogo tra le realtà della zona e le Nozze di Figaro sia fruttuoso. Da parte loro i gestori si sono impegnati a organizzare corsi di teatro, teoria e pratica musicale, rassegne cinematografiche, attività di formazione professionale per tecnici del suono, dj, truccatori teatrali e operatori dello spettacolo. Tra le iniziative pensate l’opportunità, per i ragazzi tra i 16 e i 25 anni residenti tra via dell’Osteria e via Abruzzo, di ottenere una tessera sconto del 50% per le manifestazioni, i concerti e altri eventi del Viper.

La struttura che adesso ospita il Viper Theater rappresenta una grande, potenziale, ricchezza per gli abitanti delle Piagge. Ma che si tradurrà in valore disponibile solo e soltanto se sarà garantito agli stessi cittadini e alle esperienze sociali e culturali presenti sul territorio di lavorare insieme per soddisfare i bisogni quotidiani di chi vive nel quartiere.

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