13 novembre 2018

E Forza italia corre a cercare giustizia dalla maestra Moratti

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Lo sapevate? Nel nostro paese è sempre più difficile esprimere il proprio pensiero, soprattutto se in presenza di un cospicuo numero di persone.
Lo dimostra il fatto che il convegno ”Le destre in Italia dal regime fascista al governo Berlusconi. Senso e limiti di una comparazione”, che si è svolto lo scorso 18 dicembre, abbia allarmato così tanto i giovani di Forza Italia da indurli a chiedere l’intervento del ministro Moratti. All’incontro, organizzato dal dipartimento di studi storici e geografici dell’ ateneo di Firenze e dal mensile storico “Passato e presente” hanno partecipato storici e professori universitari. Oltre all’ormai noto Paul Ginsborg, c’erano personaggi del calibro di Nicola Tranfaglia, Gianpasquale Santomassimo, Stuart Woolf, Luciano Segreto e Percy Allum. Storici che niente hanno a che vedere con il “movimento dei professori”, quindi, almeno da questo punto di vista, inattaccabili dalla destra.
Sull’ iniziativa il ministro Moratti sarà coinvolto da un’ interrogazione urgente, promossa da alcuni parlamentari di Forza Italia “affinché – riporta il testo – il ministro intervenga prendendo tutti i provvedimenti necessari rispetto ai responsabili dell’ accaduto”. Cosa li aspetta? Forse lo stesso trattamento subito da Santoro, Biagi, Luttazzi e recentemente anche da Sabina Guzzanti? Per loro sono state dette tante belle parole anche da rappresentanti governativi, ma chi li ha più visti in televisione? Forse è arrivato il momento di cambiare la definizione di libertà di espressione e di pensiero sullo Zingarelli…scrivendo che non vale per tutti.
L’interrogazione ministeriale è stata annunciata dal coordinatore giovani di FI Stefano Miranda, dalla responsabile enti locali Lorenza Bondi e dal responsabile università di FI Giovanni Albani con il capogruppo in consiglio regionale Lorenzo Zirri. Insieme hanno deciso di prendere posizione sul fatto, “richiamando le autorità universitarie e parte dei docenti ad un comportamento maggiormente responsabile e soprattutto meno fazioso, a differenza di quello che invece ha permesso all’ università fiorentina di ospitare il convegno”.

Magari, sarebbe stato molto più istruttivo seguire il convegno, ponendo attenzione agli argomenti di discussione. Infatti, nessuno ha appiattito il tema della giornata di studio ad un semplicistico governo fascista = governo Berlusconi. Sono stati ben altri i punti da cui gli storici presenti sono partiti. La situazione socio-economica italiana precedente ai due governi, il contesto europeo, il rapporto fra stato e società civile, il grado di partecipazione dei cittadini, il rapporto fra economia e politica: queste alcune delle questioni prese in esame per tracciare differenze e affinità tra i due periodici storici e, di conseguenza, tra i due governi.
Dire che le origini del fascismo e dell’esperienza della nuova destra hanno in comune una crisi precipitata dal discredito verso il sistema politico e dei partiti edificati nel sistema stesso, come ha fatto Stuart Woolf, non è certo una falsità. Come è giusto sottolineare ciò che separa il primo governo Mussolini dal primo Berlusconi. Infatti, mentre nel ’22 i ministri dell’esecutivo erano degli ex liberali, con esperienza di governo, la prima volta del leader di Forza Italia è stata un fallimento proprio per la mancanza di esperienza. Così, ad un Mussolini che portava avanti un duro attacco al regime liberale, anche verbalmente, si contrappone un Berlusconi che promette al paese un’efficienza aziendale. Purtroppo, la somiglianza fra i due sta nella ristrutturazione istituzionale in direzione di una nuova forma di stato, che il fascismo ha attuato a pieno, e che l’attuale governo sembra portare avanti, basando le proprie manovre sul controllo dei mass-media e su una censura pacata, che, piano piano, silenziosamente, allarga sempre un po’ di più i limiti de”vietato”.
Interessante e coinvolgente l’analisi di Luciano Segreto sul rapporto fra le destre ed il potere economico negli 80 anni che vanno dal ‘22 al 2002. Intervento che è terminato con la constatazione dell’assenza, in questo momento storico, di un vero potere economico, con una propria cultura ed un programma preciso. Evidentemente in Italia è in corso una crisi della classe dirigente, che però è partita da lontano, dagli anni ’60. In questo quadro, ha sottolineato Segreto, “Berlusconi è l’esempio del potere economico che diventa gruppo di pressione e poi partito”. Una cosa va però riconosciuta alla nuova destra. Ha capito prima di tutti la crisi della società italiana, destrutturazione in atto soprattutto negli ultimi dieci anni, che rispecchia la polverizzazione del sistema economico. E qui ha agito portando una nuova visione politica imperniata sul populismo, in contrasto con la democrazia rappresentativa, e che trae forza dalla disgregazione sociale.
Non si può vietare alle persone di avere delle idee diverse rispetto a chi governa, non si può impedire agli storici di fare il proprio lavoro, come è inaccettabile che si voglia costruire il passato dell’Italia in sede ministeriale. Perché è a questo che arriveremo con la pericolosa risoluzione di Forza Italia, vincolante per il governo e approvata dalla commissione Cultura della Camera. Risoluzione secondo cui il ministero dell’Istruzione deve controllare che nelle scuole la storia contemporanea sia insegnata “secondo criteri oggettivi, rispettosi della verità storica”, attraverso “l’utilizzo di testi di assoluto rigore scientifico che tengano conto di tutte le correnti culturali e di pensiero”. Non c’è bisogno di fare commenti, ma di informare gli italiani di ciò che sta accadendo, perché i maggiori organi di informazione hanno preso la questione molto alla leggera, anzi, non l’hanno presa per niente!

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