15 dicembre 2018

E Domenici da credito alla guerra…

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Giancarlo Abete, presidente della Banca Nazionale del Lavoro, è imbarazzato. E’ stato invitato a Firenze dal sindaco Leonardo Domenici per presentare un accordo economico concluso tra la sua banca e il Comune per la cifra di 80 milioni euro. Abete è imbarazzato perché durante la conferenza stampa di presentazione della manovra è costretto a rispondere sull’eticità dei comportamenti della sua banca. Domande indiscrete sul perché BNL si ostini a favorire il commercio d’armi, domande non previste dal copione concordato con il sindaco Domenici. Per il sindaco, rieletto dopo che i fiorentini l’hanno costretto al ballotaggio, doveva essere una importante passerella politico-economica. E’ andata diversamente. A rovinare la festa è stata Ornella De Zordo della lista Unaltracittà/Unaltromondo, alla sua prima uscita pubblica dopo che nei giorni precedenti aveva accuratamente evitato il coinvolgimento nelle trattative per la definizione della nuova giunta. Con un comunicato stampa emesso tre ore prima della conferenza di Domenici, De Zordo ha ricordato alla città, insieme a Monica Sgherri di Rifondazione Comunista e grazie agli attivisti della Campagna Banche Armate, come Banca Nazionale del Lavoro sia la quarta “banca armata” italiana. Allo stesso tempo ha ricordato come nel 2002 il Comune di Firenze avesse assicurato che non si sarebbe impegnato con le banche coinvolte nel commercio d’armi. Se sommiamo questi due elementi il primo atto politico di Domenici si trasforma istantaneamente in una gaffe. Soprattutto se torniamo alle dichiarazioni del sindaco il giorno della vittoria sul polista Valentino, parole che annunciavano un dialogo costruttivo a sinistra a partire dai contenuti promossi dai movimenti fiorentini che erano riusciti a coagulare il consenso di 27.000 persone, equivalenti al 12,3% degli elettori, intorno al nome e al programma di Ornella De Zordo.

“Questione etica? Non abbiamo tempo.”
E’ stato un buon esordio quello di Ornella De Zordo nel ruolo di consigliera comunale. E’ riuscita a sollevare “dentro” Palazzo Vecchio, proprio grazie alla rete della società civile che la sostiene, una contraddizione di cui l’amministrazione di centro-sinistra nemmeno si era accorta. Sono chiarificatrici sul merito le parole dell’assessore al bilancio Giuseppe Matulli durante la conferenza stampa: “non c’è stato il tempo di soffermarsi sulla questione etica” e che “questo accordo porta il massimo dei vantaggi per il Comune”. Sono parole ciniche, che poco aiutano nella costruzione comune di un fronte allargato contro le destre a due anni dalle politiche del 2006 – sempre che il governo Berlusconi non imploda su se stesso prima. Firenze rappresenta un laboratorio, una grande opportunità per elaborare un’unità a sinistra tra i riformisti e coloro che si riconoscono nella sinistra alternativa. E questa occasione non va gettata via “per mancanza di tempo”. Un politico più accorto di Domenici, il suo compagno di partito e presidente della Regione Toscana Claudio Martini, ha già annunciato che si impegnerà personalmente nel favorire un’alleanza programmatica con la sinistra alternativa utile ad innalzare la qualità della coalizione che sfiderà la Casa delle Libertà nelle regionali del 2005.

Unaltracittà/Unaltromondo, officina della nuova modernità
Andiamo allora a vedere come si sta organizzando la sinistra alternativa fiorentina curiosando nel lavoro quotidiano della lista Unaltracittà/Unaltromondo. L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire fattivamente alla costruzione di un centro-sinistra che faccia propria l’opzione etica e che sappia lavorare unitariamente verso la piena sostenibilità sociale ed ambientale delle politiche comunali. Un assunto che si traduce con l’assenza di papocchi e compromessi con la giunta Domenici, ma anche con il desiderio concreto di organizzare un’opposizione non ideologica, che sappia proporre alla città una nuova visione della città partendo dal merito delle questioni e non dalle convenienze dei poteri forti. Nell’intraprendere questo percorso gli attivisti di Unaltracittà/Unaltromondo stanno lavorando in primo luogo su se stessi, sul proprio metodo di lavoro. Sono settimane queste in cui cercano di individuare le migliori pratiche per garantire una diffusa democrazia interna. Se qualcuno inizia ad ingegnarsi intorno al faticoso ma gratificante metodo del consenso per prendere le decisioni, qualcun altro propone un lavoro da agire in nuclei di azione tematica aperti alla città che possano garantire la condivisione delle esperienze e delle competenze ma che possano ridurre il rischio del leaderismo. Sperimentare è comunque la parola più utilizzata. E sarà proprio un grande laboratorio, un’officina – per tornare alle persuasioni del World Social Forum di Porto Alegre – quello che si andrà a definire nell’immediato futuro tra il progetto politico legato alla presenza di Ornella De Zordo in consiglio comunale e le reti e le realtà di base diffuse in città e attive sui temi legati ai diritti, alla dignità della persona, alla sostenibilità. La chiave di volta di questa esperienza politica è qui. Se questa connessione riuscirà, e i presupposti sono positivi, a Firenze potremmo assistere alla nascita di un soggetto politico nuovo, non strutturato e a geometria variabile, capace di rappresentare degli interessi “non interessati” come felicemente ci suggerisce Giancarlo Paba. Un soggetto in grado di esercitare una pressione importante nella definizione di nuova visione della modernità che sorge dalla sperimentazione di nuove forme di democrazia dal basso.

Una “diversa” cultura di governo per Firenze
L’obiezione è nota. “Sono dei visionari” dirà qualcuno, “mancano di una cultura di governo” aggiungerà qualcun altro. Non è così, e la vicenda delle banche armate lo dimostra. Le alternative per costruire una società diversa, migliore, esistono. Era così difficile sindaco Domenici utilizzare una “banca non armata” per il prestito al Comune di Firenze che lei ama definire “operatore di pace”? Perché non preferirle a quelle che perseverano nel commerciare armi? I movimenti, la società civile organizzata, avrebbero intrapreso con più slancio quel dialogo necessario per costruire una società migliore, alternativa al modello neoliberista, alternativa al berlusconismo.

SCHEDA 1 – Gli affari armati di Banca Nazionale del Lavoro
108 autorizzazioni per 69 milioni di euro, circa il 9,65% del totale nazionale degli importi autorizzati nel 2003 dal Parlamento Italiano per l’import ed export di materiali di armamento. E’ questa la carta d’identità della BNL, che si posiziona al quarto posto nella graduatoria stilata ogni anno dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le operazioni di BNL si concretizzano in Malesia, dove tuttora persistono detenzioni arbitrarie di oppositori politici, casi di tortura e limitazioni della libertà di stampa; in India, in guerra con il Pakistan per il controllo del Kashmir; in Israele paese in conflitto con il popolo palestinese. La legge 185/90 che regola il commercio d’armi vieta espressamente la vendita di armamenti verso stati in conflitto e che risolvono con la forza le controversie territoriali, verso paesi i cui governi sono responsabili di violazioni di convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo. Info: www.banchearmate.it

SCHEDA 2 – La Pace secondo Unaltracittà/Unaltromondo
Riconvertire ad usi civili Camp Darby e le imprese locali produttrici di armi e di strumenti per le forze armate; ridefinire i rapporti tra comune e gli istituti di credito rispetto al tema delle “Banche armate”. Sono questi due dei punti principali del programma della lista Unaltracittà/Unaltromondo nel settore della pace, della solidarietà e della nonviolenza. Ad essi si sommano il sostegno della diplomazia dal basso nella risoluzione dei conflitti e la promozione della cooperazione decentrata per superare le iniquità strutturali in termini di accesso e consumo delle risorse. Per la lista il processo di pace passa necessariamente dall’affermazione di una coscienza critica nel campo della produzione e del consumo di merci e nella ricerca di una sostenibilità ambientale. Info: www.ornelladezordo.it

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