E' nata a Firenze la Rete Antirazzista: "Non accetteremo un CIE in Toscana"

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Riceviamo e pubblichiamo dalla Rete Antirazzista fiorentina, costituitasi in questi giorni, un documento che preannuncia una mobilitazione contro la realizzazione del CIE che il ministro dell’interno Maroni  intende impiantare nei prossimi mesi in Toscana.
Documento della Rete Antirazzista sui CIE
Le recenti dichiarazioni del ministro dell’Interno Maroni ribadiscono la chiara volontà del Governo di istituire Centri di Identificazione ed Espulsione nella nostra regione, dando per imminente la localizzazione dell’area e l’inizio dei lavori.
Di fronte a queste dichiarazioni, e al silenzio degli organi istituzionali regionali, siamo estremamente allarmati e sconcertati. Sconcertati dal fatto che un progetto di questo peso politico e sociale possa essere intrapreso tramite consultazioni ai vertici,escludendo l’espressione e la partecipazione dei cittadini e soprattutto delle tante realtà che in Toscana lavorano da tempo sul terreno dell’immigrazione e dell’inclusione.
Allarmati di fronte alla possibilità che nella nostra regione, dove il tessuto antifascista e democratico ha fatto sì che si respingesse fino ad oggi qualsiasi ipotesi di centri di detenzione per migranti, si possa ipotizzare l’istituzione di un luogo di segregazione per chi non ha commesso alcun reato penale.
I CIE sono nei fatti un’istituzione illegale, frutto di abusi giuridici e di leggi razziali come quella che, introducendo il “reato di clandestinità”, nega il principio dell’uguaglianza scritto nell’art. 3 della nostra Costituzione (il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha indicato la necessità per l’Italia di “decriminalizzare l’ingresso nel paese”).
Nei CIE le persone vengono private forzatamente della libertà personale, della libertà di circolazione, e di tutti quei diritti di cui, secondo la nostra Costituzione, tutte le donne e tutti gli uomini sono portatori.
I CIE sono la concretizzazione di un disegno politico che pone donne e uomini migranti in condizione di perenne ricattabilità, impossibilitati ad accedere a percorsi di regolarizzazione e inclusione, spogliati delle loro aspirazioni e desideri, esclusi dalla società civile: oggetti da identificare, nascondendoli agli occhi del mondo, ed espellere rapidamente.
I Centri di Identificazione ed Espulsione sono questo e non possono essere nient’altro.
Accettare la proposta del ministro Maroni significa accettare e condividere una prospettiva antidemocratica e razzista, una gestione dei rapporti umani fatta di violenza e di sopraffazione: la Toscana non può e non deve rinunciare, pur nelle difficoltà del momento, a ricercare risposte diverse, risposte di civiltà, di solidarietà, di accoglienza. Chiediamo quindi al Presidente della Regione, all’Assessore regionale all’Immigrazione, alle forze politiche presenti in Consiglio di incontrarsi in tempi brevi con noi e con tutte le forze associative che sono interessate, per discutere con chiarezza la posizione che le istituzioni regionali intendono prendere di fronte a questa proposta.
la Rete Antirazzista Fiorentina

Riceviamo e pubblichiamo dalla Rete Antirazzista fiorentina, costituitasi in questi giorni, un documento che preannuncia una mobilitazione contro la realizzazione del CIE che il ministro dell’interno Maroni  intende impiantare nei prossimi mesi in Toscana.

Documento della Rete Antirazzista sui CIE

Le recenti dichiarazioni del ministro dell’Interno Maroni ribadiscono la chiara volontà del Governo di istituire Centri di Identificazione ed Espulsione nella nostra regione, dando per imminente la localizzazione dell’area e l’inizio dei lavori.

Di fronte a queste dichiarazioni, e al silenzio degli organi istituzionali regionali, siamo estremamente allarmati e sconcertati. Sconcertati dal fatto che un progetto di questo peso politico e sociale possa essere intrapreso tramite consultazioni ai vertici,escludendo l’espressione e la partecipazione dei cittadini e soprattutto delle tante realtà che in Toscana lavorano da tempo sul terreno dell’immigrazione e dell’inclusione.

Allarmati di fronte alla possibilità che nella nostra regione, dove il tessuto antifascista e democratico ha fatto sì che si respingesse fino ad oggi qualsiasi ipotesi di centri di detenzione per migranti, si possa ipotizzare l’istituzione di un luogo di segregazione per chi non ha commesso alcun reato penale.

I CIE sono nei fatti un’istituzione illegale, frutto di abusi giuridici e di leggi razziali come quella che, introducendo il “reato di clandestinità”, nega il principio dell’uguaglianza scritto nell’art. 3 della nostra Costituzione (il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha indicato la necessità per l’Italia di “decriminalizzare l’ingresso nel paese”).

Nei CIE le persone vengono private forzatamente della libertà personale, della libertà di circolazione, e di tutti quei diritti di cui, secondo la nostra Costituzione, tutte le donne e tutti gli uomini sono portatori.

I CIE sono la concretizzazione di un disegno politico che pone donne e uomini migranti in condizione di perenne ricattabilità, impossibilitati ad accedere a percorsi di regolarizzazione e inclusione, spogliati delle loro aspirazioni e desideri, esclusi dalla società civile: oggetti da identificare, nascondendoli agli occhi del mondo, ed espellere rapidamente.

I Centri di Identificazione ed Espulsione sono questo e non possono essere nient’altro.

Accettare la proposta del ministro Maroni significa accettare e condividere una prospettiva antidemocratica e razzista, una gestione dei rapporti umani fatta di violenza e di sopraffazione: la Toscana non può e non deve rinunciare, pur nelle difficoltà del momento, a ricercare risposte diverse, risposte di civiltà, di solidarietà, di accoglienza. Chiediamo quindi al Presidente della Regione, all’Assessore regionale all’Immigrazione, alle forze politiche presenti in Consiglio di incontrarsi in tempi brevi con noi e con tutte le forze associative che sono interessate, per discutere con chiarezza la posizione che le istituzioni regionali intendono prendere di fronte a questa proposta.

la Rete Antirazzista Fiorentina

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