15 dicembre 2018

E le industrie della morte entrano nelle scuole italiane

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di Stefano Ferrario

È un altro anello importante della catena della produzione militare: il rapporto tra le aziende a prevalente produzione bellica e le scuole del territorio (con il coinvolgimento dei comuni, come molte volte sottolineato da Peacereporter, ha un costante segno positivo, nei fatturati, nelle commesse ed anche nell’occupazione (anche se con entità inferiori rispetto ai fatturati).

Facciamo l’esempio di alcune situazioni in provincia di Varese, che ha un’alta concentrazione d’aziende aeronautiche con AgustaWestland (a Samarate, Vergiate, Somma Lombardo e altri nuclei minori in altri Comuni), Aermacchi (Venegono Inferiore) e l’indotto a loro collegato (come è un’altra storica azienda aeronautica, la Secondo Mona) e Novara, che avrà un polo aeronautico d’importanza internazionale, come l’aeroporto militare di Cameri, dove Alenia Aeronautica assemblerà i cacciabombardieri F35.

L’ingresso di AgustaWestland nelle scuole medie inferiori del territorio per trasmettere oltre all’onore di lavorare presso di lei, la spinta verso i ragazzi per un indirizzo di studi tecnici aeronautici è stato fatto con costanza, perlopiù da quando Agusta si è unita con l’inglese Westland (anch’essa produttrice di elicotteri) e da quando questa jointventure è stata posseduta interamente da Finmeccanica.

È ancora più intensa la collaborazione con gli istituti tecnici ad indirizzo aeronautico del territorio. Non è un caso che l’ISIS di Gallarate abbia avviato nei mesi scorsi, grazie ad AgustaWestland, una vacanza-lavoro di diversi suoi studenti a Philadelfia, presso lo stabilimento dell’azienda nella città statunitense.

Questo è un sintomo di una difficoltà per l’azienda: quella di trovare tecnici qualificati dalle scuole professionali nel territorio. AgustaWestland ha dichiarato pubblicamente (sui massmedia locali) come nel 2008 siano state 662 le offerte di lavoro, come tecnico aeronautico, rimaste senza risposta.

Dove non è l’azienda a muoversi attivamente, ci pensano i Comuni. Un esempio è Somma Lombardo che ha dato il via, a fine marzo 2009 al protocollo d’intesa (in collaborazione con Regione Lombardia e Ministero dell’Istruzione) per la realizzazione di un istituto tecnico superiore ad indirizzo aeronautico sulle aree delocalizzate della frazione di Case Nuove, adiacente all’aeroporto di Malpensa e ai capannoni d’AgustaWestland. Analoga situazione si riscontra a Novara, con lo storico ITIS “Fauser”, che ha costruzioni aeronautiche come indirizzo d’eccellenza e di riferimento per l’intera Regione.

Nei programmi di quest’istituto sono costanti le visite in Aermacchi, a Cameri e in altri siti prettamente militari non solo della provincia; e sono presi a riferimento per la scuola quegli studenti che si sono distinti in queste aziende e in accademia militare.

Come vediamo da questi esempi vi è un reclutamento dei giovani (è proprio il caso di scomodare questo slang militare) che inizia con i ragazzi fin dai primi anni dell’adolescenza. Anche in questo caso il compito della ‘controinformazione’ (negli ambiti degli esempi del distretto aeronautico varesino e novarese) è decisivo per far prendere coscienza ai ragazzi e alle loro famiglie che vi sono altre forme di lavoro rispettose dell’uomo e della natura, che non abbiano come conseguenza l’annullamento dell’umanità dei lavoratori e riflessi atroci nei destinatari dei sistemi d’arma che sono prodotti.

[Fonte PeaceReporter]

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