E il microcredito arriva in piazza San Giovanni

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Non possiamo che essere soddisfatti per l’iniziativa presa ieri dalla curia fiorentina. Giuseppe Betori ha annunciato l’istituzione di un fondo di garanzia, di 250 mila euro, destinato al microcredito per l’auto-impiego e la microimpresa a favore di persone con famiglia senza reddito o che hanno perso il posto di lavoro a seguito della crisi. Sappiamo per esperienza diretta, il Fondo etico e sociale delle Piagge è attivo dal 2000, che questa forma di finanza destinata agli esclusi dai circuiti bancari tradizionali è vincente, permette di emancipare economicamente persone che altrimenti non avrebbero prospettive.

L’operazione prevede prestiti fino a 10.000 euro e al momento non è alternativa al sistema bancario tradizionale. La proposta arriva infatti a pochi giorni dalla proposta della Conferenza episcopale italiana che istituisce un fondo di garanzia per il microcredito da 30 milioni – attivato insieme all’Associazione bancaria italiana – a cui aderisce anche la curia fiorentina. Un accordo, quello tra Cei e Abi, non senza polemiche: le banche non avevano infatti dato ancora l’ok all’accordo che tutti i giornali ne hanno parlato informati dai vescovi; e anche perché l’erogazione dei prestiti è prevista solo per quelle famiglie basate sul vincolo del matrimonio e con almeno tre figli.

Da piazza San Giovanni arriva quindi un segnale al passo con i tempi, una scelta, quella del microcredito, che si misura con quella cultura finanziaria alternativa che da una trentina di anni sperimenta a livello internazionale – dal Bangladesh di Yunus al Senegal delle tontines – modalità innovative a sostegno degli esclusi dai circuiti finanziari tradizionali.

Per approfondire i temi della finanza etica consigliamo la navigazione sui siti di Finansol e di Mag Firenze.

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