23 settembre 2018

E allora segateli tutti! La strage degli alberi innocenti

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Se non fosse bastata la strage di alberi compiuta dalla nevicata dello scorso dicembre, in questi giorni a Firenze continua l’opera di diboscamento.
Nei giardini della scuola di S. Maria a Coverciano, recentemente inaugurata dal Sindaco in persona e celebrata come “sostenibile”, stamattina hanno fatto fuori tutti i pini.
All’Isolotto, quel che fu il cosiddetto “quadrilatero verde” è stato completamente recintato e i cartelli annunciano che vi sarà realizzato un bellissimo parcheggio della You Park, come quello che hanno costruito in via del Gelsomino sbancando mezza collina.
E queste sono solo le gesta più recenti dei diboscatori fiorentini, in una città che vanta, si fa per dire, una disponibilità di verde pubblico per abitante di appena 21 metri quadri per abitante, molto al di sotto della media nazionale che è 94.
Sono certo numerosi coloro che vedono gli alberi solo come un inutile ingombro, pezzi di legno che tolgono spazio ai parcheggi e sono covo di volatili evacuanti.
Forse non è superfluo ricordare a tali pragmatici individui almeno la preziosa funzione anti-inquinamento svolta dagli alberi e dalle piante in genere, che si prestano a fare da filtro per le tante schifezze che escono dai nostri scarichi e comignoli.
Oppure, continuiamo così, facciamoci del male: seghiamoli tutti, e costruiamo piuttosto tettoie di cemento per riparare dal sole le nostre macchinine. Per respirare si può sempre andare in campagna.

C.S.

0 Comments

  1. Gianluca

    Salve,
    forse varrebbe la pena informarsi un pochino, prima di scrivere a vanvera. Per quello che mi compete, parlo di Coverciano. I pini tagliati si trovano nel giardino del vecchio plesso, che verrà abbattuto tra qualche giorno, per far posto ad un altro nuovo edificio dotato di un nuovo giardino. Il vecchio giardino ed il nuovo non erano purtroppo sovrapponibili; noi genitori abbiamo comunque caldeggiato, in fase di progetto, che venisse mantenuto il maggior numero di alberi possibile, quindi privilegiando l’esistente rispetto ad abbattimenti e nuove impiantazioni, e ci consideriamo comunque soddisfatti del risultato ottenuto. Per farla breve, verranno piantati nuovi alberi al posto degli abbattuti. Ricordo inoltre l’inopportunità, certificata da esperti, di mantenere pini in ambiente cittadino, per la loro pericolosità ed il costo legato ai continui rifacimenti del manto nei loro pressi.
    saluti

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  2. elena

    Io immagino che avete lottato perchè a nessuno piace vedere abbattere un albero. Ma non scordiamo che gli esperti dicono anche che ogni albero adulto sano produce 10L di ossigeno al giorno, e che avrebbero potuto benissimo sovrapporli al nuovo spazio e salvarli. Come quando vogliono, riescono a sovrapporre ex novo cose impensabili, anche se di solito di cemento.. Diciamo piuttosto che il guadagno che ne ricavano, anche dagli appalti con i vivaisti, è di gran lunga superiore. (forse c’entra il minimo sforzo col massimo rendimento?) Gli esperti dicono anche che gli alberi sono preziosi esseri viventi, e sappiamo bene per cosa, dicono che raccolgono al suo interno altri esseri viventi, e che purtroppo una volta eleminata la casa dove sono nati, viene eliminato lo spazio per la loro esistenza. Io penso che gli uomini di domani non vogliono questo, un albero è anche un gran ricordo da rivivere nel tempo, per crescere insieme, per ritrovarsi a giocare ogni giorno protetti dalla sua chioma.

    I pini possono essere pericolosi e lo sappiamo, ma se potati a dovere e monitorati non causano più danno di una della migliaia di buche che troviamo sulle nostre strade, ma quanto ci rendono in cambio? Anche la bellezza deve essere un optional? Quindi per me non è il problema dell’esistenza o meno di un albero, ma della mancata manutenzione dell’ultimo verde cittadino esistente e non meno dalla manutenzione delle strade, percorse ormai da milioni di automobili. E dalla mancanza di vere piste ciclabili oserei dire.

    Anche le potature effettuate, sono capitozzature, una pratica crudele usata solo in Italia, (anche qui minimo sforzo massimo rendimento) secondo gli esperti, sono pericolose, perchè l’albero viene sottoposto ad uno sforzo estremo, deve tirar fuori le foglie velocemente per nutrirsi e per proteggersi, così rischia di indebolirsi e spesso di ammalarsi e cascare addosso a qualcuno dal giorno alla notte, come purtroppo è già successo.

    La neve ha creato anche molti altri problemi che non riguardano solo gli alberi (problemi di comunicazione, coordinamento o troppe macchine, forse?) Io credo che il messaggio che si dà sia anche pedacogico, visto che si parla di un ambiente frequentato dalle nuove generazioni, che cosa capiranno? capiranno forse che l’albero è pericoloso, che il cemento paga, che la macchina è tutto, e soprattutto, che non conta proteggere gli alberi, tanto sono come dei paletti intercambiabili? poi magari una bella domenica ecologica e ci si sente tutti in pace..

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  3. Gianluca

    …tutte ragioni condivisibilissime, cara Elena, l’argomento è vastissimo e credo che siamo d’accordo su tutto; ma quando a tuo figlio casca letteralmente in testa la scuola dove va ogni giorno, certe cose cerchi di riconsiderarle in altra ottica. Poi, se vogliamo tornare alla botanica, il pino porta polvere perché asciuga il terreno…c’è di meglio, e voglio sicuramente più bene ai vivaisti che ai bitumatori di buche!
    p.s. questo era per Coverciano: di Isolotto e parcheggi non ha parlato nessuno, forse è anche più grave!

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  4. elena

    Ciao Gianluca, l’incolumità dei cittadini è sicuramente la priorità massima, il problema è come le costruiscono, spesso col cemento depotenziato come la nuova scuola Rosai, costruita dentro il cantiere del Tav alla ex centrale del latte, dopo 3 mesi venne subito giù il tettuccio sopra all’entrata..dove i ragazzi giornalmente studiano con il ballo di S.Vito e con le polveri varie.. senza ancora che i cantieri della Foster abbiano una Valutazione di Impatto Ambientale, ovvero due scuole dentro un cantiere illegale. (li addirittura hanno buttato giù un parco monumentale del Poggi, con più di 200 alberi e con delle essenze ormai introvabili nei nostri giardini!) Oppure come delle strutture del nuovo plesso di Novoli, dove dopo poco tempo, alcuni bagni e alcune locali erano già inagibili. Senza parlare dell’università nuova di pacca dell’Aquila, dove molti ragazzi hanno trovato purtroppo una morte atroce e assolutamente evitabile. Il problema è che le cose non vengono più fatte come una volta, e spesso le ditte di appalto non sono gestite da persone diciamo così, trasparenti. Tornando ai pini marittimi, al Poggi probabilmente piacevano molto, e forse a Firenze il clima all’epoca era più mite, fatto stà che non è un albero autoctono, visto che è originario della Persia.
    Però come sono buoni i pinoli e come profuma la sua chioma, non ce n’è.. 😉

    Ciao, e auguri a tutti i bambini per un futuro sempre più verde e profumato!

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