15 novembre 2018

Due facce della Firenze che cambia, Sorgane e Le Piagge

image_pdfimage_print

Per una volta è la periferia ad impartire una lezione. Da un lato le Piagge di don Santoro, dove il Fondo Etico compie dieci anni. Un decennio di microprestiti, roba da poco, qualche euro, che però per tante famiglie è indispensabile magari per fare la spesa o pagare i libri di scuola per i figli, ma anche avviare un’impresa. E accanto a questo un centro sociale, con un doposcuola, un laboratorio per imparare un mestiere in un quartiere difficile, tanti volontari pronti ad ascoltare. Dall’altro lato Sorgane, zona opposta della città, che rappresenta un modello seppure imperfetto di integrazione. Dove i tanti immigrati arrivati in questi anni sono riusciti ad inserirsi, ad aprire attività, a metter su famiglia. E per contro la qualità di vita è aumentata.

di Stefania Ressa dal Nuovo Corriere di Firenze

La sensazione, quando metti piede a Sorgane, è quella di un quartiere immerso in una tranquillità quasi surreale. Merito anche, dicono i cittadini, del processo di integrazione che ha trasformato il volto di quello che potremmo definire lo spartiacque tra Firenze e Bagno a Ripoli in una delle zone più ambite e placide della città. E non importa se la zona sia “presa d’assalto” ogni anno da tantissimi stranieri (alcuni dei quali profondamente radicati sul territorio) – vuoi per la presenza della moschea, vuoi per la scuola italo-giapponese a pochi passi da viale Benedetto Croce, una delle strade principali – sta di fatto che “il passato legato agli atti di vandalismo o allo spaccio di droga di cui si sentiva parlare spesso fino a parecchi anni fa, ha lasciato il posto ad un presente tutt’altro che problematico”.
A raccontarci come le sembianze del quartiere 3 siano col tempo mutate “in meglio” – tra la capillare presenza dei giardini, del campo d’atletica ed una schiera di negozi a portata di mano – sono le sorelle Susanna e Monica, che a Sorgane sono divenute con la loro merceria G4 un vero e proprio punto di rifermento. “La convivenza con gli immigrati è pacifica, si sono integra ti piuttosto bene – confermano le due signore, che in questo spicchio della periferia sud della città ci sono cresciute -; siamo qui dal ‘79 e di cose ne sono successe. Nonostante l’elevata presenza di persone di altre nazionalità possiamo considerare il quartiere un’isola felice. Figurarsi che – aggiungono – in via Isonzo tra le 56 famiglie a cui sono stati affittati alcuni appartamenti compaiono anche zingari. E sappiamo pure di badanti che dopo essere approdate qui hanno trovato l’amore, mettendo su famiglia con uomini del posto”.

Ma osserviamo più da vicino il fenomeno “stranieri” a Sorgane e parliamo con Adriana, rumena che due anni fa è sbarcata a Firenze e che oltre ad abitare nel quartiere ci lavora anche. E’ sua la rosticceria “Un po’ di tutto” in viale Croce, che gestisce con la sua famiglia. “Non posso lamentarmi – confessa – certo, all’inizio non è stato semplice integrarmi perché, diciamo la verità, i fiorentini sono un po’ freddi e chiusi, però col passare del tempo le cose sono andate meglio”.

Anche Fabrizio, che gestisce la macelleria Batini-Mugellini, ci conferma come la zona sia migliorata, lasciandosi alle spalle qualsiasi retaggio del passato. “Ora sì che si sta bene – commenta entusiasta Fabrizio – anche solo per il fatto che siamo lontani dal caos di viale Europa. E gli stranieri? Non danno alcun fastidio”. Anzi, avrebbero contribuito al rilancio della zona e perfino del valore immobiliare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *