21 novembre 2018

Dossier Spini

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+++ A SPINI VA BENE LA LINEA DEL PD. SI FACCIANO I CINEMA +++

+++ ROTTURA TRA GLI EX-ARCOBALENO A SOSTEGNO DI SPINI. IL PASSANTE ALTERNATIVO NON PIACE +++

+++ SPINI COME ZELIG. IERI HA PRIVATIZZATO, OGGI VERSA LACRIME DI COCCODRILLO +++

+++ SPINI: «LA GUERRA IN KOSOVO? UNA SEMPLICE AZIONE MILITARE» +++

+++ PRIMA SPINI ORA BERLUSCONI. IL BUSINESS DEI CACCIABOMBARDIERI NON TRAMONTA MAI +++

+++ MERCEDES FRIAS: PRC CON VALDO SPINI? UNA DECISIONE STALINIANA +++

Questi articoli

La parte della sinistra fiorentina rappresentata dai partiti della Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani, dei Verdi e dei Repubblicani Europei (sic), ha deciso di candidare a sindaco di Firenze Valdo Spini.

Spini ha alle spalle una lunga e navigata carriera politica. Parlamentare ininterrottamente dal 1979 al 2008, è stato dal 1981 al 1984 vicesegretario nazionale del PSI – gli anni d’oro di Craxi – ed è passato indenne dalla tempesta di Tangentopoli per poi diventare sottosegretario agli interni, agli esteri e anche ministro dell’ambiente. Dal 1996 al 2001 è stato presidente della Commissione Difesa della Camera. Una carriera ineccepibile per un politico professionista.

Molti lo definiscono come un politico onesto, e non saremo certo noi a mettere in dubbio questa affermazione. Ciò che a noi appare strano è che una persona che nella carriera politica ha compiuto delle scelte che niente hanno della cultura di sinistra, possa candidarsi, negli anni del tramonto politico, come il nuovo alfiere della sinistra fiorentina. Con questi articoli cerchiamo di fare buon uso della memoria affinché anche voi condividiate il nostro senso di straniamento.

N.B. Nell’invitarvi alla lettura vogliamo esortarvi a non trascurate il fatto che il nostro giornale è però un giornale partigiano, come è giusto che sia essendo espressione della Comunità delle Piagge, e che in questa campagna elettorale sostiene Ornella De Zordo, candidata a sindaco della sinistra diffusa e radicata sul territorio che si riconosce nella lista di cittadinanza PerUnaltracittà.

Ciò che raccontiamo in queste pagine è tutto vero.

Speriamo sia utile ad evitare il grande bluff.

 

Post Scrittum

Il dossier è on line ormai da tempo, mancano pochi giorni alle elezioni.

Molti lettori ci hanno ringraziato per aver fatto luce su una figura che ha esercitato la professione politica per lunghi periodi lontano dalla città.

Alcuni hanno invece polemizzato ma senza mai riuscire a stare sul merito delle cose, accusandoci di praticare sostanzialmente un cattivo “galateo politico” (trovate tutto nei commenti ai vari articoli).

Si è però verificato un paio divolte uno strano fenomeno attribuibile ad alcuni dei sostenitori di Spini. Prima ci hanno accusato di essere una sorta di Spectre e di fabbricare dossier falsi come li fabbricavano il Kgb e il Sifar; poi è arrivata in redazione una mail in cui si racconta – a proposito del dossier – dell’apertura di  “un’inqualificabile colonna infame” sulle nostre pagine.

In tutti e due i casi ci siamo resi conto di un limite fortissimo, presente a quanto pare in maniera trasversale nella personalità di chi sostiene Spini: privo di argomentazioni valide e sostenibili preferisce diffamare la nostra testata ed evitare così il confronto pubblico sugli approfondimenti da noi proposti.

Se non fosse così, altrimenti, avrebbero serenamente argomentato con le loro ragioni sul fatto che Spini:

– è stato un sostenitore della Guerra in Kosovo

– ha contrastato il “cessate il fuoco” durante l’emergenza umanitaria dei profughi ribadendo la necessità dei bombardamenti

– ha sostenuto l’acquisto da parte dell’Italia dei cacciabombardieri JSF: valore 14 miliardi di euro

– si è più volte lamentato dell’esiguità (!) del bilancio della Difesa

– ha dichiarato la supremazia dell’economia sulla politica nella vicenda di ricapitalizzazione di Finmeccanica

– ha privatizzato il demanio militare connotando l’operazione come unico volano possibile per il bilancio della Difesa

e via dicendo…

Il nostro, al contrario dei dossier Kgb, Sifar o delle “colonne infami” di manzoniana memoria, è quindi un semplice approfondimento giornalistico a disposizione dei lettori.  Non contiene – e ci mancherebbe! – notizie false o create ad arte. Tutto ciò che abbiamo scritto è infatti vero, verificabile e di pubblico interesse.  Lo stesso Valdo Spini non ha potuto smentire una virgola di quanto abbiamo scritto. E come avrebbe potuto farlo? Del resto tutte le dichiarazioni a lui attribuite sono tratte da lanci di agenzia o da articoli pubblicati su altre testate giornalistiche.

Sarebbe sbugiardato all’istante.

Tutto qui, capiamo che la libertà di espressione e la pratica giornalistica possa dar noia a chi è schierato, a chi sostiene un politico come Spini o a chi è figlio degli ismi e delle ideologie fallite del Novecento. Ma quali sono le ragioni di questo fastidio? Dove scatta la voglia di censura? Abbiamo forse scritto cose che i suoi sostenitori non conoscevano e ora provano rabbia per la scelta compiuta? Oppure condividono questo percorso politico, per noi insostenibile, e preferirebbero che non emergesse perché se ne vergognano davanti agli elettori di sinistra e che mai accetterebbero di votare un sindaco con questa storia?

Diffamare, dissimulare, accusare…

E’ vero che siamo in pieno regime berlusconiamo, ma finché ci sarà concesso a noi resta solo il dovere di informare liberamente, a voi di farvi un’opinione.

 

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