Dopo Cancùn: Basta Singapore Issues!

image_pdfimage_print

Rete Lilliput promuove un appello on line per pressare il governo italiano a cancellare dalla propria lista di priorità il lancio di negoziati sui nuovi temi di Singapore: regole sugli investimenti, concorrenza, trasparenza negli appalti pubblici e facilitazione al commercio.
La caparbietà dei nostri governi e del commissario Pascal Lamy nel proporre questi temi a Cancun è stata una delle cause principali del fallimento del vertice. In questi giorni i nostri governi stanno discutendo la nuova proposta negoziale che Lamy presenterà all’incontro del Consiglio generale del WTO in programma a Ginevra il 15 dicembre. Purtroppo la Commissione non appare intenzionata a rinunciare a questi temi e propone di avviare i negoziati anche per gli investimenti e le regole di concorrenza, anche se in maniera plurilaterale, cioè non obbligando tutti i paesi a firmare l’accordo finale.
La decisione definitiva sarà presa il prossimo 2 dicembre in un Consiglio dei ministri del commercio europei.
Un accordo plurilaterale sugli investimenti costituirebbe la riproposizione dell’accordo MAI (Accordo Multilaterale sugli investimenti), i cui negoziati fallirono nel 1998 per la forte opposizione internazionale della società civile.
Non c’è tempo da perdere, per questo Rete Lilliput chiede di inviare una e-mail al nostro viceministro Adolfo Urso e al nostro rappresentante nel comitato 133 (comitato che assiste la commissione in materia di commercio internazionale) col testo riportato di seguito, per riaffermare che i temi di Singapore devono essere cancellati dall’agenda negoziale europea. E’ una iniziativa congiunta con più di 100 gruppi europei, sostenuta con forza dai popoli del sud del mondo. Cancùn ha detto No! ai temi di Singapore, l’Europa non deve riproporli !

—————————————————————————–

Testo dell’appello da inviare a URSO_A@camera.it e teti@mincomes.it

A Cancùn la strategia europea di convincere i paesi membri del WTO ad avviare i negoziati per nuove regole su investimenti, concorrenza, trasparenza negli appalti pubblici e facilitazione al commercio è fallita. Durante la quinta conferenza ministeriale, la maggioranza dei paesi membri ha chiaramente affermato di non voler negoziare questi temi e di non ritenere il WTO il forum più appropriato per occuparsene.
La strategia europea è stata fra le cause maggiori del fallimento della conferenza anche se l’offerta formulata nelle ultime ore del vertice, dal commissario Lamy e dal comitato 133, di cancellare due dei temi di Singapore (investimenti e concorrenza) va nella giusta direzione seppure sia parsa più una scelta tattica che un riconoscimento della richiesta della maggioranza dei paesi membri del WTO di non procedere su tali temi.
Prima di Cancùn, insieme a più di 100 gruppi della società civile europea, Rete Lilliput e la Campagna Questo mondo non è in vendita aveva chiesto all’Unione Europea di rinunciare a chiedere l’espansione del WTO.

Ai ministri del commercio, riuniti a Palermo il 6 luglio 2003, avevamo chiesto di:
– ritirare il loro sostegno all’avvio dei negoziati sui nuovi temi
– smettere di impegnarsi in strategie per ingannevoli trade offs, ma piuttosto di premere per il rispetto degli impegni precedentemente presi per ridurre il dumping sui sussidi e per muoversi nella direzione di un’agricoltura più sostenibile senza richiedere come contropartita delle ulteriori concessioni da parte dei paesi in via di sviluppo.
– sostenere l’agenda per rivedere e riformare radicalmente le esistenti regole sul commercio piuttosto che forzare l’avvio di un nuovo insieme di negoziati che la maggior parte dei paesi in via di sviluppo non vuole.
– sostenere un’agenda negoziale europea che risponda maggiormente alle preoccupazioni dei cittadini dell’Unione ed alle richieste di riduzione della povertà e di sviluppo sostenibile.
– rivedere il mandato negoziale conferito al Commissario Lamy nel 1999.

Noi Vi rivolgiamo nuovamente queste richieste invitandovi a considerarle con attenzione nella consultazione attualmente in corso fra i 15 paesi dell’unione per stabilire la nuova agenda negoziale europea da presentare al consiglio generale del WTO in programma il 15 dicembre a Ginevra.
Sappiamo che fra le ipotesi formulate vi è quella di negoziare i due temi più contestati, investimenti e regole di concorrenza, in maniera plurilaterale, cioè coinvolgendo ‘solo i paesi interessati’. Anche se questa sembrerebbe una formula ragionevole, ci sembra sbagliata per queste semplici ragioni:
– I Paesi in via di sviluppo subirebbero sicuramente molte pressioni per aderire ‘volontariamente’ a questi accordi plurilaterali
– Un accordo plurilaterale sugli investimenti avrebbe le medesime conseguenze negative di un accordo multilaterale dal momento che non incrementerebbe gli IDE verso i paesi più poveri, non costituirebbe un aiuto verso la riduzione della povertà e non bilancerebbe diritti e doveri degli investitori
Non dimentichiamo che il MAI, l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti i cui negoziati mai conclusi si svolsero in sede OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), era un accordo plurilaterale, che è stato respinto nel 1998 da una coalizione globale della società civile e da un ampio gruppo di paesi in via di sviluppo al vertice ministeriale di Seattle. Ci sembra una strategia politica velleitaria richiamare il disastro del fallimento di Seattle per rilanciare il Doha Development Round.
Per questi motivi Vi chiediamo di impegnarvi perché l’UE non persegua questa strada e decida di cancellare i temi di Singapore dalla propria agenda negoziale. Una simile decisione costituirà certamente un segnale positivo per tutti i paesi in via di sviluppo della volontà europea di riconoscere e rispettare le loro richieste.

——————————————–
Rete di Lilliput – GLT Commercio
Info stopwto@unimondo.org

Testo da inviare a:

On. Adolfo Urso
Viceministro Ministero Attività produttive
URSO_A@camera.it
Ministero Attività produttive
Viale Boston, 25 – 00144 Roma

Dott. Amedeo TETI
Direttore generale delle politiche commerciali
teti@mincomes.it
Ministero Attività produttive
Viale Boston, 25 – 00144 Roma

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *