21 settembre 2018

Donne di carta, ecco i principi dei "Diritti della Lettura"

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Riceviamo dall’amica Roberta, incontrata al presidio “La cultura non è in saldo” organizzato sabato scorso a Firenze da Spazi Liberati, e volentieri pubblichiamo.

Nel quadro di quella “decrescita”, come corrente di pensiero politico economico e sociale che si pone l’obiettivo di stabilire nuove relazioni di equilibrio ecologico fra uomo e natura, nonché necessità urgente di un cambio di atteggiamenti che immaginano un diverso tipo di società, troviamo, nelle nostre realtà territoriali, volontari culturali che, attivamente, portano ovunque il grande valore della lettura.

Recita “la Carta dei Diritti della Lettura” pensata e realizzata dall’Associazione Donne di carta – che in questo anno sarà consegnata al Parlamento Europeo: “Saper leggere è saper impegnare il tempo scegliendo tra condizionamenti di mercato (possedere per essere) e scelte interessate alla persona (essere per essere). Leggere è un’attività estetica: una ricerca continua di bellezza come un senso morale di noi nel Mondo.”

Leggere diviene nella visione delle attività dell’associazione, voci di azioni che dicono: leggere è un diritto e non un privilegio e, soprattutto: “un esercizio di costruzione permanente della persona. Perché una persona non smette mai di costruirsi”.

L’impegno forte sta proprio qui: tutti devono poter leggere per alimentare la propria autonomia di pensiero. Leggere serve a pensare e, quest’arte “dell’interpretazione” non si limita all’oggetto libro ma diviene un esercizio continuo di sguardi creativi sul mondo creando relazioni e sistemi di connessioni nell’ecosistema.

“si possono leggere le stelle come le nuvole: imparare a orientarsi, a riconoscere le variazioni meteorologiche, a riprodurre artisticamente l’universo. Si possono leggere le orme sul terreno, i comportamenti e le emozioni: scoprire le analogie tra gli esseri che abitano il pianeta. Si può leggere la disposizione nello spazio e l’ordine delle cose: inventare nomenclature immense che rendono conto della pluralità dei punti di vista. Si può leggere la musica e le relazioni chimiche della materia: imparare a costruire e a smontare se stessi e il mondo.” (c.d.l.)

Una ricchezza immensa, uno sguardo lungimirante che fonda, passo dopo passo, l’attività militante delle “persone libro”: uomini e donne che imparano a memoria brani di libri amati facendo proprio il “Proyecto Fahrenheit 451” inventato da Antonio Rodriguez Menendez e importato in Italia dall’associazione stessa nel 2009 e diffuso sul territorio nazionale in ben 14 città.
Qui la lettura esce dal silenzio di una stanza e dalla mente del lettore divenendo condivisione e creazione di legami sociali e affettivi. La voce è dedica… le parole prese in prestito dai libri sono, nella memoria e nel fiato di chi le dice, una potenza che spezza ogni isolamento e diviene “azione verso”.

È il fare magico che inventa un circolo virtuoso: “tu dici, io ascolto”, in un’economia del desiderio che riscopre la cultura come un bene comune.

Sito ufficiale: www.donnedicarta.org
Blog: personelibrodonnedicarta.wordpress.com

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