Don Santoro, appello dal campo rom «Qui l’inferno ma nessuno lo vede»

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la messa al campo rom

Il sacerdote celebra messa a Quaracchi tra le baracche distrutte dal fuoco

di Maria Serena Quercioli da La Nazione

«SFIDEREI chiunque a vivere qui e condurre un’esistenza dignitosa. Ma proprio da queste persone, i rom, io imparo a vivere… un po’ come diceva don Milani. Ero qui un quarto a mezzanotte di venerdì 31 dicembre e ho visto bruciare tutto. E non avrei potuto dopo l’incendio festeggiare il capodanno, offrire da bere alla gente e brindare. L’ostinazione però diventa speranza e allora scatta l’indignazione: come è possibile che un sindaco o un vescovo non riescano a leggere questa disperazione?»: don Alessandro Santoro, ieri mattina, puntuale alle 11, ha celebrato la messa in mezzo al campo nomadi abusivo di via San Piero a Quaracchi ed ha avuto parole molto dure per i politici, il direttore della Caritas, le istituzioni che non hanno raccolto il suo invito a partecipare alla messa e toccare con mano il degrado di questo campo. L’incendio della notte di San Silvestro ha devastato il capannone dell’ex Cir, situato sotto la ferrovia, che era il tetto per almeno la metà dei rom presenti e tutt’intorno fra baracche di fortuna e fango ci sono cumuli di spazzatura, rottami di ogni genere. I tetti d’amianto sono andati a fuoco e oggi dovrebbero essere rimossi. Don Santoro già da sabato aveva deciso di sostenere in qualche modo gli amici rom e dalla Comunità di Base delle Piagge hanno portato l’altare, le sedie, le panche: “Ho voluto fortemente questa messa e l’idea è stata proprio quella di vivere un momento qui al campo, perché in questo tempo di festa sia al centro dei pensieri di tutti la situazione che abbiamo sotto gli occhi. Apparteniamo tutti alla razza umana ma o si agisce in modo umano e si trova il tempo per riconoscere i diritti oppure l’umanità non esiste. I rom li definisco miei “colleghi” perché la domenica vanno davanti alle chiese per chiedere l’elemosina. Molti di loro oggi, per essere qui, hanno rinunciato a quei 50/60 euro di elemosina. E’ la loro economia di sussistenza”. Don Santoro aveva invitato ufficialmente alla celebrazione il sindaco di Firenze Matteo Renzi, quello di Sesto Gianassi, il vescovo monsignor Giuseppe Betori, il direttore della Caritas Alessandro Martini ma nessuno si è presentato. C’era il consigliere provinciale del Prc Sandro Targetti il quale chiederà una presa di posizione e un impegno da parte dei sindaci di Campi e Sesto. La situazione non è semplice: il campo ricade sul Comune di Sesto ed è a due passi dal confine con Firenze ma Sesto da solo, come è stato per l’ex Luzzi e Osmatex, non può farcela a gestire un fenomeno di queste proporzioni: “Se ci sarà uno sgombero lo deciderà la questura – spiega l’assessore alle politiche sociali di Sesto Caterina Conti – noi abbiamo messo a disposizione i centri di accoglienza San Martino e Santa Chiara che non hanno ovviamente 80 posti e i rom devono andarci volontariamente. Come per l’ex Luzzi siamo disponibili a percorsi di aiuto nei limiti delle nostre risorse”.
Firenze allora tende una mano: “Se mi chiamano – sottolinea l’assessore Stefania Saccardi – faremo la nostra parte, come è stato anche con l’Osmatex. Ad oggi nessuno ci ha interpellato”. Anche la Caritas aspetta una chiamata: “L’invito di don Santoro – dice il direttore Alessandro Martini – l’ho letto sul giornale e non mi pare il modo di rivolgere un invito. Nella vicenda per ora non siamo stati coinvolti a nessun titolo”.

0 Comments

  1. GIANCARLO ZANI

    Ho apprezzato don Santoro in molte occasioni e questo suo impegno per i Rom di Quaracchi lo condivido appieno. Questi Rom sono veramente gli ultimi degli ultimi e un sacerdote che cerca di vivere l’esperienza del Cristo non può assulatamente sottrarsi. Però credo che anche la Caritas dal momento che sarà coinvolta farà la sua parte.La Caritas ha sempre dimostrato di partecipare agli avvenimenti critici dell’aria metropolitana e spero lo farà anche in questa occasione.
    Giancarlo Zani

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