Don Santoro al presidio del 4 novembre: "Aboliamo i cappellani militari"

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“Bisogna abolire i cappellani ed i sacerdoti militari: è inaccettabile che esistano preti, che percepiscono uno stipendio dal ministero della Difesa, pagati dunque dalle tasche dei contribuenti, soprattutto in un momento di crisi come questo”. Lo ha detto don Alessandro Santoro, prete della Comunità di base fiorentina delle Piagge, nel corso di una manifestazione pacifista organizzata il 4 novembre, festa delle forze armate, per chiedere uno stop delle enormi spese militari del nostro paese. “Bagnasco – ha spiegato Santoro – è stato vescovo ordinario militare, e con le regole attuali viene pagato come se fosse un generale. Questo non è giusto: occorre che i militari accettino di avere un servizio pastorale ‘civile’, come accade nelle carceri o negli ospedali, e non organici alla loro istituzione: occorre dire no ai preti con le stellette”.

In Piazza San Marco a Firenze si sono riunite un centinaio di persone, armate di cartelli preparati alle Piagge, nelle riunioni che hanno organizzato l’evento. Ci sono anche lunghe bandiere della pace autoprodotte, da tenere tutti insieme per fare un serpente arcobaleno che circondi idealmente la caserma del comando militare regionale. Il corteo fa avanti e indietro sotto gli occhi degli uomini della Digos, consapevoli che non c’è nulla da temere da una manifestazione che fa della nonviolenza la regola assoluta.
Fra gli altri volti noti: i consiglieri comunali Ornella De Zordo e Tommaso Grassi, il vicepresidente del consiglio provinciale Sandro Targetti. Ma soprattutto, nessuna bandiera di partito, nessun simbolo politico, tanti ragazzi, giovanissimi, entusiasti, alcuni con esperienze di volontariato in zone di conflitto.
Alcuni distribuiscono un volantino ai passanti che inizia con una citazione di Alex Zanotelli: “E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? E’ mai possibile che a nessun politico sia mai venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini?”.

“In una città come Firenze, in questo momento particolare, ritengo che sia importante dare un segnale che rompa la cultura supina della guerra, verso cui c’è un’accettazione venata dal senso dell’impotenza – spiega don Santoro –  Bisogna riuscire a trovare forme e modalità per rompere la cultura economica della guerra. Inoltre, basta fare due conti per rendersi conto che eliminando le spese di guerra si potrebbe risolvere il problema della crisi. Mentre questi lunghi e dispendiosi conflitti non hanno mai risolto niente, oltre ad appesantire il carico di dolore e sofferenza inevitabilmente legati alla guerra”.

Le scritte sui cartelli sono inequivocabili: “Non pago le vostre guerre”, “Nessuna bomba è intelligente”, “Stop alla guerra in tutto il mondo”, mentre altre scritte evidenziano quanti asili nido si potrebbero fare con il costo di un solo caccia F35 – 122 milioni di euro.

L’appello di Zanotelli http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm

0 Comments

  1. poldo

    Ma come mai questi “sacerdoti illuminati” se ne accorgono solo ora? Se non mi sbaglio questi stipendi vengono versati da almeno 40 anni! Io sono d’accordo con la protesta ma non capisco perchè per tanto tempo nessuno ha detto nulla. Mi sembra solo un pretesto per avere un po’ di visibilità gratis.

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  2. red

    @Poldo, non capiamo il suo astio verso Alessandro Santoro. E’ da anni che sostiene questa posizione ed è da anni che rinuncia allo “stipendio” della Curia proprio per questo e altri motivi. Per apparire, anche se solo nei commenti di un sito, non è necessario dire cose non vere.

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  3. don rino

    E’ una vecchia e noiosa quistione,condivido pienamente l’abolizione non tanto che un sacerdote possa essere in mezzo a fratelli e sorelle che hanno scelto come lavoro “di lavoro si tratta” l’essere militari,ma perchè siano aboliti i cappellani militari vi è un solo mezzo “niente stipendio” ed allora tutti i cappellani militari che dicono d’essere cos’ì orgogliosi,scapperanno via a gambe larghe.Siano cappellani come ogni cappellano di parrocchia e percepiscano lo stipendio regolare di ogni sacerdote,non vivano nelle caserme e come ogni prete paghino tutto.Questo è l’unico modo perchè senza alcuna demagogia o populismi si raggiunga lo scopo.

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