10 dicembre 2018

Domenici/Bevilacqua, cronaca di un fallimento "partecipato" lungo cinque anni

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di Fiammetta Benati

Allo scadere del proprio mandato l’assessora comunale fiorentina quello della partecipazione. La scelta non è casuale: la creazione di un assessorato alla Partecipazione Democratica da parte di Leonardo Domenici ha avuto e ha un significato assai particolare. L’ex Sindaco ha infatti l’invidiabile record di essere stato il primo candidato di centrosinistra costretto al ballottaggio nella storia cittadina.

Cristina Bevilacqua
Cristina Bevilacqua

Merito della coalizione di sinistra che candidava Ornella De Zordo ma, diamo a Domenici quel che è di Domenici, soprattutto della arrogante incapacità del sindaco e della maggioranza di governa di avere un rapporto non puramente strumentale con l’ampio fronte di partecipazione che si era proposto e concretizzato nella prima grande esperienza partecipativa in città, il Forum per Firenze. Non pago della pessima prestazione Domenici ha aggiunto al danno la beffa di un assessorato dedicato alla Partecipazione, guidato dall’assessora Cristina Bevilacqua.

Leggendo e ricordando la frenetica attività dell’assessora troppo ci sarebbe da dire e quindi vorremmo focalizzarci su un preciso e circoscritto evento che troviamo altamente emblematico del modo di intendere la partecipazione da parte della Giunta Domenici e di Bevilacqua: il laboratorio per piazza Ghiberti.

Strategia di un fallimento, l’esempio di Piazza Ghiberti
Una brevissima premessa, la riuscita di qualunque evento partecipativo si misura in base alla effettiva capacità di “mediare” gli interessi particolari in gioco e di riuscire a produrre una posizione nuova, originale che tenendo conto delle diverse esigenze, dei bisogni e delle richieste risponda il più possibile al pubblico interesse, in altre parole più sono gli attori soddisfatti, più l’esperienza può considerarsi riuscita.
Invitiamo a rileggere il documento finale del Laboratorio (http://news.comune.fi.it/rione_piazza/home.htm).

Brevemente si parlava di una riqualificazione della piazza e del rione arrivando delineare un quadro assai suggestivo della piazza come di «uno spazio per l’incontro» «un luogo da caratterizzare con elementi simbolici di natura artistica o della memoria… ed elementi naturali, quali l’acqua, la luce, il verde»,

Dopo più di 4 anni l’assessora è pregata di andare a fare una ricognizione: la piazza è una desolante spianata, torrida in estate e spazzata dal vento in inverno, che perfino nella Repubblica Democratica Tedesca degli anni 50 sarebbe stata considerata deprimente. Non un filo d’erba, che peraltro non potrebbe sopravvivere. L’unico intervento in fatto di luci è stata l’installazione di una “mostruosa” insegna pubblicitaria de La Nazione, fuori luogo e misura perfino a Times Square, L’acqua si può acquistare al bar (unico reale luogo di incontro).

E che dire della meravigliosa estate in piazza che da anni allieta le notti dei residenti da metà maggio a metà settembre nonostante il documento riportasse «Lo stesso uso estivo va inoltre inquadrato nel sistema a rotazione nell’uso delle piazze»?

L’elemento decisivo della riqualificazione doveva poi essere rappresentato dal trasferimento del mercatino di piazza dei Ciompi, in quattro anni di intenso lavoro fortemente partecipato si è arrivati al rifiuto da parte della maggioranza degli esercenti, per mesi il successo dell’opera dell’assessora è stato testimoniato dai lenzuoli di protesta degli esercenti del Mercato delle Pulci, esasperati dai continui cambiamenti delle condizioni da parte del Comune e di Firenze Parcheggi, dal rifiuto di considerare possibili modifiche agli spazi loro destinati e privi delle necessarie condizioni di fruibilità.

Insomma quanti di coloro che hanno partecipato si possono ritenere soddisfatti?

La straordinaria Piazza Ghiberti dopo la progettazione "partecipata"
La straordinaria Piazza Ghiberti dopo la progettazione "partecipata"

La partecipazione è cosa seria, troppo seria per la politica attuale
La partecipazione è una cosa delicata oltre che seria, meglio non farla che farla male, perchè la frustrazione e la delusione dopo aver dedicato tempo, energie e competenze, produce un aumento di disaffezione al prendere parte alla vita pubblica e un sempre più diffuso e qualunquistico ripiegamento difensivo nell’individuallismo.

Sappiamo bene che la responsabilità non è da attribuire interamente a Cristina Bevilacqua, ma una politica che fosse anche in grado di chiedere scusa, di ammettere la propria incapacità, la propria debolezza e l’impermeabilità da parte del sistema; l’inutilità e la frustrazione personale ed istituzionale, ove vi siano, insomma di rendere conto ai cittadini e alle cittadine, sarebbe proprio un gran bel cambiamento.

0 Comments

  1. maurizio

    pohera Bevilacqua, via, lei ci si è messa sul serio. Io mi rendo conto per aver sprecato due anni a passa sul progetto di partecipazione alle Piagge (prima che la bevilacqua fosse assessora) che chi è messo in queste situazioni da parte del sindaco – e partiti della maggioranza che regge il sindaco – prova a proporre il cambiamento a chi sta sopra di lui, sia che si tratti di un rappresentante tecnico o politico dell’istitutzione Comune di Firenze. Ma chiunque sia e qualunque serietà ci metta si scontra inevitabilmente con altre logiche del palazzo che sono logiche economiche, la aprteciapzione si traduce quindi a una facciata, in realtà come mi dissero alle Piagge i tecnici del Comune: “i decisori non sono qui, non siete voi (cittadini che partecipano)”.

    Io ho smesso 4 anni fa di frequentare i laboratori di parteciapzione dell’assessore Bevilacqua dopo pochi incontri in via Ghibellina perché lei ebbe l’onestà di ammettere in una delle prime riunioni che ‘i decisori’ erano gli eletti al consiglio e la giunta comunale: solo loro si potevano assumere l’onore e l’onere di fare scelte, che non potevano essere stravolte da un gruppo di cittadini anche se attivi.
    il problema quindi è che alemno a Firenze e per la mia esperienza la ‘parteciapzione’ è comunicazione di decisioni già prese altrove: la persona dell’assessore bevilacqua non c’entra, a me sembra una persona seria.
    mettetele almeno una foto di corredo meno sfuocata! Maurizio
    Il problema quindi è strutturale sta

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  2. roberto

    Hanno riqualificato un sacco di piazze e non è neanche vero, ma non hanno saputo far niente per riqualificarsi.
    Ne avevano molto bisogno ma non ci sono riusciti e ora avrebbero dovuto levarsi di torno visti i risultatii!
    Questo non succederà, ci romperanno le scatole e amministreranno la città fino a che non saremo tutti morti.
    Mi sembra impossibile che gli abitanti di Firenze non siano rinsaviti in tempo e non si si siano resi conto che non è giusto scegliere fra Renzi e Galli.
    Non può esserci alternativa se dobbiamo aspettare che il vetusto Spini possa far pendere l’ago della bilancia verso sinistra.
    Questa alternativa, imposta dai pervertiti meccanismi elettorali, non è cosa nuova ma è una cosa che dobbiamo superare, è a rischio la nostra sopravvivenza.
    I ballottaggi non ci riguardano, questo è vero, però ci ritroveremo dopodomani a dover sopportare le battute e i provvedimenti del sosia di Pupo, con quel suo atteggiamento da presuntuoso.
    Molto probabilmente , governerà Palazzo Vecchio, e come ha promesso in campagna elettorale, tutti i mercoledì, avrà in agenda, un calendario di incontri con chi di noi, vorrà incontrarlo per essere aiutato a risolvere i suoi problemi,
    ( ma quali e di chi?).
    Scopro piacevolmente che fra le notizie correlate a questo articolo e fra i commenti ci sono alcune mie riflessioni, nelle quali ancora oggi mi riconosco, e che purtoppo domani , e forse mai, si risolveranno positivamente, anche perchè, chi va in direzione ostinata e contraria, non può aspettarsi più di tanto! Sennò, che direzione contraria sarebbe!

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  3. Rosa L.

    Ma se fosse una persona seria, perché avrebbe accettato di prendere parte ad una buffonata, anzi, ad un imbroglio verso i cittadini? Non è mica obbligatorio fare l’assessore…

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  4. Nicola Novelli

    Una nuova stagione, in cui i cittadini siano coinvolti pienamente nelle scelte dell’amministrazione. Con questo obiettivo nel novembre 2008 il Comune di Firenze annunciava di voler introdurre un Regolamento per la Partecipazione per disciplinare in modo trasparente le forme di partecipazione alle decisioni pubbliche. A chi sollevava dubbi sui tempi stretti di approvazione dello strumento, proprio a ridosso della fine legislatura, l’Assessore Cristina Bevilacqua assicurava che l’obiettivo sarebbe stato possibile. Ebbero luogo numerosi incontri nei Quartieri, poi un paio di incontri di sintesi. Sfortunatamente l’iniziativa finì per impattare con la stagione più difficile dell’Amministrazione, quella dell’inchiesta giudiziaria sull’espasione urbanistica di Castello. Volle la sorte maligna che il primo incontro con la cittadinanza attiva e le associazioni avesse luogo in piazza Madonna della Neve a dicembre, proprio quel giorno nero per la Democrazia fiorentina in cui il Sindaco della città decise di incatenarsi davanti alla redazione romana del quotidiano La Repubblica.

    I mesi successivi videro la sostanziale paralisi dell’attività consiliare, coronata dal fallimento del Piano Strutturale, lo strumento principale della legislatura. Com’era possibile in queste condizioni riuscire ad approvare con un complesso iter il Regolamento per la Partecipazione? L’opinione dell’Assessore non è nota, poiché sulla vicenda del Regolamento è calata una fitta nube di silenzio. Non una parola, nemmeno nei confronti di tutte le persone che per mesi avevano dedicato il proprio tempo alla costruzione.

    Si sa invece che in tutto questo l’Assessore alla Partecipazione democratica del Comune di Firenze ha trovato il tempo di organizzare un seminario intitolato “Progetti partecipativi e governance locale: costruzione di un modello in Marocco” che ha luogo proprio oggi e domani presso la Sala degli Specchi in Via Ghibellina 30, alla presenza di illustri addetti ai lavori.

    Chissà che c’entra il modello marocchino con la deludente gestione dell’Assessorato fiorentino? Chissà se sono invitati al convegno i tanti fiorentini attivi per la causa del Saharawi, il popolo perseguitato da decenni dal governo del Marocco? Una cosa è certa: in cinque anni di autentica partecipazione democratica a Firenze se ne è vista pochina, a giudicare dal pessimo rapporto sedimentatosi tra giunta comunale e città. E’ sin troppo facile tracciare un paragone tra la tabula rasa delle relazioni politiche della Giunta Domenici e quel deserto nordafricano in cui immaginiamo si sia addentrata oggi Cristina Bevilacqua. In entrambi i luoghi i processi partecipativi sono solo un miraggio.

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  5. Mauro Fregnani

    Ma è questa l’informazione alternativa che si vuole dare ? direi paragonabile al peggior Emilio Fede.
    La parte introduttiva dell’articolo fà passare la voglia di leggere il resto.
    Leonardo Domenici “ha infatti l’invidiabile record di essere stato il primo candidato di centrosinistra costretto al ballottaggio nella storia cittadina. ” Peccato che si ometta di dire che è stato soltatnto il secondo sindaco eletto da quando è in vigore la legge con i ballottaggi, e che in passato a Firenze abbiamo avuto numeroso sindaci che non era nè di sinistra nè di centrosinistra .
    Il resto dell’articolo non l’ho neanche letto…..vista l’introduzione .

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  6. Giorgio

    Macché Emilio Fede, sono ma bravi quelli dell’Altracittà. Basta leggere il notiziario che fanno, inteligente e puntuale. E infatti hanno detto una cosa vera, che Domenici era andato al ballotaggio per la prima volta nella storia. E’ colpa loro se la storia dei ballottaggi è recente? Suvvia!

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  7. LUIGI DI GUIDA

    Propongo di firmare con nome e cognome? Non credete sia più trasparente??
    Luigi Di Guida

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  8. eriberto

    Trovo i giudizi sbrigativi e inutilente sarcastici; secondo me della giunta Domenici si salva ben poco,ma il giudizio sulle persone e unaltra cosa.CBevilacqua e una delle poche persone con l cultura e lintelligenza adatta ad una strategia di partecipazione, ma se la partecipazione non e del sindaco c e poco da fare;;;forse lunica responsabiliota di CB e di avere accettato una sfida che, dato il tipo di sindaco che avevamo ,era persa in partenza;
    em

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  9. Massimo Parrini

    NOTA DELLA DIREZIONE: la prima parte del commento è stata rimossa perché non inerente all’articolo ma a questioni redazionali interne.
    (…)
    Comunque, visto che io sia come Massimo Parrini che come WWF Firenze ho collaborato con la Bevilacqua in questi anni volevo, se mi è concesso, dire la mia sul tema dell’articolo in questione.

    Che Domenici & Co poco avessero intenzione di fare e poco poi abbiano fatto in tema di partecipazione è una realtà tanto chiara che non sarò certo io a negarla; che l’istituzione dell’assessorato alla Partecipazione fosse solo una foglia di fico, idem; che la Cristina Bevilacqua non fosse la persona adatta per contrastare certe logiche (ed infatti poco ha fatto in questo senso, nonstante le mie continue lamentazioni), idem.
    Però, per correttezza (sempre che il nostro intento sia quello di essere corretti) bisogna anche riconoscerle alcuni meriti.
    Come non parlare per es. dello Sportello EcoEquo e del Progetto Ricomincio da Me che, pur essendo emanazione della struttura relativa all’assessorato ai Nuovi Stili di Vita (sempre guidato da Cristina Bevilacqua…) un minimo di partecipazione a quei cittadini che hanno avuto voglia di mettersi in gioco e di confrontarsi anche con chi non la pensa per forza uguale, lo hanno permesso!

    Appunto, con quelli che, forse spinti da interessi più alti che il semplice riconoscimento dei propri meriti personali, hanno voluto sfruttare quei minimi spazi di partecipazione.

    Facendo riferimento alle cose cui io ho collaborato in prima persona posso per es. indicare cose che sono riuscito a realizzare grazie allo Sportello EcoEquo ed al suo percorso (non grazie a comitati, a L’Altracittà, alla De Zordo…): porre un limite al proliferare dei cartelloni pubblicitari illuminati;far smuovere (con pullman pagato dal Comune!) Bevilacqua, Coggiola (al momento assessore “ai rifiuti”) e Quadrifoglio per andare a Capannori ad ascoltare Del Ghingaro e Ciacci dirgli che i rifiuti si possono gestire in modo diverso; organizzare un incontro pubblico in cui la Carla Poli gliene ha “cantate 4” a comune, provincia, Quadrifoglio e CONAI sul tema del riciclaggio.
    Peccato che a questi due appuntamenti (“gita” a Capannori ed incontro con la Poli) molte delle persone che tanto si lamentano della scarsa possibilità di “partecipare”, seppur invitati dal sottoscritto a venire, abbiano deciso volontariamente e “coerentemente” di non partecipare…

    Ovvio, cose che non hanno poi inciso sull’andazzo complessivo della politica fiorentina.

    Però se si vuole davvero essere diversi da Fede, bisogna davvero raccontare fino in fondo la realtà come sta; e non nascondere certe incongruenze “nella nostra parte”…

    Anche perchè, se da una parte c’è sicuramente una scarsa voglia reale di far partecipare i cittadini, per correttezza non si può nascondere il fatto che talvolta anche “nell’altra parte” molti in realtà o non vogliono veramente partecipare (se non solo coi loro “amici”) oppure non hanno ben chiaro cosa vuol dire “partecipare”.

    Io, per es. spesso mi metto tra questi ultimi…

    Ciao!
    Massimo Parrini

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  10. Giorgio Lapi

    Ma perché la Bevilacqua è difesa solo da chi ci ha lavorato insieme? E’ come se l’assessore all’urbanistica (quello indagato dalla magistratura) fosse difeso in primis dalle società dei costruttori… Ma un minimo di indipendenza di giudizio no, eh?

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  11. Massimo Parrini

    Che discorso del tubo…
    Frutto, forse, di una lettura svogliata e superficiale!

    Io potrei dire allora: “perchè la Bevilacqua viene attaccata solo da chi o NON HA VOLUTO lavorarci insieme oppure da chi ha questioni PERSONALI con lei.

    E’ abbastanza normale che sia così, mi sembra.

    Cerchiamo di entrare nel merito delle cose, se si vuole ragionare obiettivamente e seriamente.

    E poi, per quanto mi riguarda:

    – faccio presente che io non ho mai “LAVORATO” ma collaborato in modo indipendente (e criticando eccome) per realizzare alcune cose che ritenevo giusto fare per il bene DI TUTTI, NON PER ME!!!

    – chi mi conosce sa bene che io ho molta indipendenza di giudizio, come la faccenda con L’Altracittà dimostra… Paragonarmi ad ua società di costruttori… Ma perchè le persone si permettono di sparlare a vanvera di ciò che non conoscono? Ecco perchè la sinistra e il mondo è nella situazione che è…

    – io non volevo assolutamente difendere la Bevilacqua (infatti se uno legge realmente quello che ho scritto se ne rende conto), non sono il suo tutore… Io volevo solo difendere la verità e dire che la realtà è semplicemente un po’ diversa da quanto riportato…

    Max Parrini

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