Domenici e la sua maggioranza, come predicare bene e razzolare male: il caso della Badia Fiesolana.

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Mentre il Comune di Firenze organizza ed ospita – lodevolmente – convegni di esperti sulla convenzione europea del paesaggio, la cui applicazione dovrebbe servire ad imboccare, finalmente, la via virtuosa della gestione sostenibile e durevole del patrimonio paesistico-ambientale, contemporaneamente decide però di “costruire case ai piedi della Badia Fiesolana” e delle colline che incastonano a nord la città.
La contraddizione in termini non può passare inosservata, e, del resto, non trascorre mese senza che la città e la collettività non debbano pagare un pesante contributo per scelte sbagliate o irresponsabili, o comunque approvate con autentica leggerezza dai suoi amministratori non solo del recente passato, come purtroppo insegnano tante vicende esemplari: come quelle della Fortezza da Basso, del “mostro di Via Burci” al Poggetto-Montughi, del campeggio della Collina del Poggi/Piazzale Michelangelo, dei pesanti interventi nelle aree della Stazione Leopolda e di San Salvi e della recente lottizzazione della collina di Bellosguardo (che prevede la costruzione di 53 appartamenti), per tacere dell’operazione Fondiaria di Castello.
In questo contesto, Italia Nostra avverte il dovere di esprimere la sua più totale e ferma opposizione alla inattesa delibera/variante urbanistica approvata dal Consiglio Comunale di Firenze il 5 giugno 2006: approvata – come si legge su “La Repubblica” del giorno seguente – a grande maggioranza, con pochi contrari (Rifondazione Comunista e Unaltracittà) e pochi astenuti (Comunisti Italiani e Verdi), e per di più “senza nessuna discussione come se non si trattasse di un intervento di enorme rilievo”.
Inaccettabile, perché forzatura capziosa, appare la giustificazione addotta dal presidente della Commissione Ambiente, Antongiulio Barbaro, per cui la variazione da attrezzature sportive ad attrezzature universitarie (ma esclusivamente di tipo residenziale!) sarebbe compatibile perché “sempre di attrezzatura pubblica si tratta”, in considerazione del fatto che l’Istituto Europeo è classificato come ente pubblico in virtù della convenzione intergovernativa del 1972. Quanto poi al commento dell’assessore all’Urbanistica, Gianni Biagi, questo suona irrispettoso e inaccettabile nel metodo e nel merito. Il teorema di Biagi è quello che vede coerenza – dato che Firenze è la città della cultura per eccellenza – nel fatto che l’Amministrazione Comunale abbia “deciso di puntare sull’economia della cultura”, e quindi nella scelta della collina che sta tra la città e Fiesole, in quanto nessun altro sito funzionale allo sviluppo della cultura di eccellenza, quale quella rappresentata dall’Istituto Universitario Europeo, poteva essere più idoneo e deputato!
In realtà, l’atto o variante di cui sopra è servito ad aggirare pretestuosamente la destinazione d’uso sancita dal piano regolatore vigente dell’area inedificata e paesisticamente vincolata che è ubicata nella collina fiesolana-fiorentina digradante nella valle del Mugnone – e precisamente tra la via Faentina e i versanti del colle che risale alla Badia Fiesolana e a San Domenico – per potervi realizzare una sorta di campus di sole residenze a servizio dell’Istituto Universitario Europeo, che ha sede proprio nella Badia Fiesolana.
A quanto è dato sapere tale insediamento residenziale dovrebbe svilupparsi per ben 4000 metri quadri di superficie edificata e articolarsi in cinque edifici a tre piani (evidentemente, considerando solo quelli tutti fuori terra), comprensivi complessivamente di 60 appartamenti (quattro alloggi per piano) e da destinare a dottorandi e ricercatori.
La posizione contraria di Italia Nostra è confermata da numerose telefonate e lettere inviate da cittadini di Firenze e non che – dopo gli articoli sul fatto pubblicati con grande risalto sulle pagine di cronaca de “La Nazione”, de “La Repubblica” e degli altri quotidiani regionali – hanno voluto con ciò manifestare la loro protesta e la loro indignazione nei confronti di tale pesante intervento edilizio che andrebbe ad intaccare la cornice collinare di Firenze e il previsto parco storico, nonostante il suo rilevante pregio paesistico dato da coltivazioni e sistemazioni agrarie, da ville ed altri complessi edilizi monumentali e storici ereditati da un passato millenario.
In conclusione, Italia Nostra condivide la preoccupata analisi dei Comitati dei Cittadini di Firenze circa il processo di densificazione edilizia in atto, con tanto di disseminazione del costruito nei residui spazi di margine, compresi quelli collinari di cui, a parole, la legge regionale 1/2005 sul governo del territorio – come già la precedente 5/1995 – “promuove e garantisce la tutela” e “la conservazione”, in quanto “risorse essenziali del territorio” e “beni comuni che costituiscono patrimonio della collettività”, nessuna delle quali “può essere ridotta in modo significativo e irreversibile in riferimento agli equilibri degli ecosistemi di cui è componente”. Sicché, “nuovi impegni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali” – secondo tale condivisibile legge – dovrebbero essere “consentiti esclusivamente qualora non sussistano alternative di riutilizzazione e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti”.
Per tali motivi, Italia Nostra invita i cittadini a sottoscrivere questo appello contro la variante approvata il 5 giugno 2006 dal Consiglio Comunale di Firenze.

E-mail: firenze@italianostra.org – www.italianostra.org

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