Diritto e profitto. Politica della casa a Firenze. La parola all'assessore Albini

image_pdfimage_print

In questi giorni il problema casa a Firenze è diventato sempre più esplosivo: i giornali ne hanno parlato a più riprese in concomitanza con la votazione della delibera regionale e persino l’Arcivescovo Antonelli ha sentito il bisogno di sollevare il problema per la festa di San Giovanni, patrono fiorentino. In particolare tra la gente è passata un’onda di panico circa la privatizzazione delle case popolari.
Abbiamo chiesto all’assessore alla casa Tea Albini perché è stata scelta la forma della Spa piuttosto che l’Ente pubblico economico dato che la legge lasciava facoltà di decidere per l’una o l’altra forma giuridica.
“Anzitutto vorrei che fosse chiaro che ciò era di proprietà dell’azienda regionale ATER passa ai comuni secondo una convenzione tra 33 comuni; la LODE di cui si parla tanto non è altro che lo strumento politico per le decisioni in cui non c’è nessun privato. La Spa prevista è a capitale interamente pubblico ed è rivolta alla gestione degli immobili (manutenzione, riscossione degli affitti… ma non la loro determinazione). Assume insomma i compiti del buon amministratore: applica le decisioni assunte dalla proprietà.
Casa Spa si muoverà in regime di legislazione privatistico, con meno burocrazia rispetto ad un ente pubblico, eliminando i tempi storici a cui siamo ora sottoposti. Faccio un esempio: solo per sostituire un infisso adesso è necessario fare una gara d’appalto. La Spa potrebbe invece scegliere direttamente tra le dieci ditte che si muovono nel settore con una trattativa privata: questo garantisce efficienza ed efficacia.”
E la trasparenza nell’assegnazione degli appalti?
“Le decisioni non le prende certo la Spa! Credo di essermi assunta la responsabilità delle cose che dico. Nelle lettere che ho spedito a casa degli assegnatari (NewsLetter comunali n. 54 e 64) spiego con chiarezza che le decisioni della proprietà rimangono alla proprietà. Anche i canoni sono determinati dalla legge regionale e non certo dalla Spa. Ma l’avete letta o no la legge? E poi, ammesso e non concesso che entrasse nella Spa il Consorzio degli Idraulici – per fare un esempio – mica potrebbe vendere le case, no? Il suo amministratore di condominio può forse decidere di mettere in vendita il suo appartamento?”
Quali costi per il personale della Spa?
“Noi facciamo un contratto di servizio: la nuova SPA può pagare quanto vuole i suoi dipendenti (che saranno quelli dell’ex Ater): a noi non cambia nulla. Chi ha scritto queste cose sui volantini che sono circolati in città fa del terrorismo e basta. Hanno persino parlato di ‘deportazioni’ di inquilini: ma si può sapere a cosa si riferiscono?”
È un riferimento al grande problema degli sfratti ma anche allo spopolamento del centro storico…
“Che c’entra l’Spa con questo? Quello riguarda la politica della casa in generale. Firenze ha un mercato drogato: che cosa posso fare io più che non far pagare l’ICI a chi affitta in regime concordato? Qui si parla di privatizzazioni che non si stanno facendo affatto. Perché non ci si occupa invece di dove le privatizzazioni le fanno davvero? Guardi Roma per esempio: lì si che vendono e non certo agli assegnatari. A Firenze stiamo anzi costruendo nuovi alloggi: alle Murate, all’Arcovata, al Conventino in piazza Tasso, a San Gaggio, in via Pisana. I cantieri dell’edilizia pubblica sono stati riaperti dopo 15 anni di inattività.”
Ma se tutto appare così chiaro e il Comune di Firenze offre solide garanzie agli assegnatari, perché le persone sono entrate in agitazione? È forse mancata la comunicazione?
“No, non è mancata la comunicazione! Io ho mandato 18.400 lettere dove dico chiaro e tondo che non cambia nulla, ho speso 10.000 euro di francobolli. Lei li conosce gli inquilini comunali? Sono persone deboli dal punto di vista sociale, persone anziane, che hanno difficoltà a capire quello che gli si dice perché sono semplici, hanno dei problemi… se gli si dice che gli aumentano i canoni quelli si preoccupano. Sono mesi che non faccio altro che partecipare ad assemblee, riunioni, incontri, rilascio interviste ecc. ma il tempo di bussare porta a porta io non ce l’ho. Lo sa che io ho denunciato queste persone che lo fanno per turbamento dell’ordine pubblico? Dopo la denuncia adesso siamo più tranquilli.”
Lei ha partecipato ai lavori di Porto Alegre come inviata del Comune di Firenze: non le sembra in contrasto con i principi della democrazia partecipata questo spostamento della discussione con le forze sociali dal piano politico a quello giudiziario?
“Che cosa avrei dovuto fare? Almeno si assumono anche loro qualche responsabilità! Guardi che molte delle persone che hanno sposato questa causa non hanno altro che l’aspirazione – per carità, legittima – di comprare le case secondo la legge 560 e entrano in queste grandi campagne solo perché vogliono pagarla 50/60 milioni.”
E i sindacati perché si oppongono a CASA Spa?
“I sindacati? Ma il Sunia è d’accordo con noi e guardi che il Sunia mi ha sempre dato contro. Ma lei ci ha parlato col Sunia? E l’Unione Inquilini? Rompono solo le scatole! Cercano una visibilità politica che altrimenti non avrebbero perché a livello nazionale nessuno se li fila.”
Per Lorenzo Bargellini del Movimento Lotta per la casa ‘la Spa è uno dei tanti, enormi nodi della politica abitativa di Firenze, perché altrettanto allarmante risulta l’emorragia continua che svuota di abitanti giorno dopo giorno il centro storico e lascia il territorio in balia di turisti e speculazioni finanziarie.
Le fasce deboli della popolazione – in particolare in questo momento proprio gli immigrati – non hanno alcuna voce in capitolo e gli affitti sono oramai diventati probitivi per uno stipendio medio. Il Comune non ha approntato nessuna azione incisiva per arginare la situazione, nonostante che proprio sulla riqualificazione del centro e contro una Firenze città-vetrina i DS avessero basato parte della loro passata campagna elettorale. Ma il programma sembra sia stato ampiamente disatteso.’

Il Coordinamento Assegnatari nonostante le polemiche e la denuncia subita resta fermo sulle proprie posizioni, anzi: dopo il voto alla Regione ha deciso di rivolgersi al Commissario di Governo per denunciare la preoccupante situazione che si è venuta a creare con questo scioglimento delle ATER. Tanti restano i punti da spiegare, e per quanto riguarda la votazione in Giunta Regionale Rifondazione Comunista ha avanzato l’ipotesi persino di falso ideologico. Quel che è innegabile è che su una questione così delicata, che tocca direttamente la vita di migliaia di famiglie, non sembra che sia stata fatta sufficiente chiarezza: per quante lettere possano esser state spedite, proprio la gente ‘semplice’ di cui parla l’assessore non sembra aver capito i meccanismi di quello che sta succedendo: e chi meglio degli assegnatari stessi può dire se si sentono rassicurati o meno?

Romeo, chi era costui?
Il passato così così del nuovo gestore del patrimonio INPDAP toscano

Dal primo maggio 2002 tutto il patrimonio immobiliare dell’INPDAP toscano è passato in gestione alla Romeo Spa, società che si occupa a livello nazionale anche e soprattutto delle privatizzazioni del patrimonio pubblico.
Da una breve ricerca su internet risulta che la società del signor Alfredo Romeo attualmente gestisce nella sola Napoli 56.000 alloggi del Comune. Fin qui nulla di male se non fosse che è stato condannato a 4 anni di carcere per aver pagato 7 miliardi di lire in tangenti al fine di ottenere la gestione. E secondo il sito www.diritticivili.org/paga.htm il Gruppo Romeo ha chiesto e ottenuto dalla giunta Jervolino altri 45 miliardi di lire (Paga paga Pantalone!, recita la pagina) per un totale Per Lorenzo Bargellini del Movimento Lotta per la casa ‘la Spa è uno dei tanti, enormi nodi della politica abitativa di Firenze, perché altrettanto allarmante risulta l’emorragia continua che svuota di abitanti giorno dopo giorno il centro storico e lascia il territorio in balia di turisti e speculazioni finanziarie.
Le fasce deboli della popolazione – in particolare in questo momento proprio gli immigrati – non hanno alcuna voce in capitolo e gli affitti sono oramai diventati probitivi per uno stipendio medio. Il Comune non ha approntato nessuna azione incisiva per arginare la situazione, nonostante che proprio sulla riqualificazione del centro e contro una Firenze città-vetrina i DS avessero basato parte della loro passata campagna elettorale. Ma il programma sembra sia stato ampiamente disatteso.’

Il Coordinamento Assegnatari nonostante le polemiche e la denuncia subita resta fermo sulle proprie posizioni, anzi: dopo il voto alla Regione ha deciso di rivolgersi al Commissario di Governo per denunciare la preoccupante situazione che si è venuta a creare con questo scioglimento delle ATER. Tanti restano i punti da spiegare, e per quanto riguarda la votazione in Giunta Regionale Rifondazione Comunista ha avanzato l’ipotesi persino di falso ideologico. Quel che è innegabile è che su una questione così delicata, che tocca direttamente la vita di migliaia di famiglie, non sembra che sia stata fatta sufficiente chiarezza: per quante lettere possano esser state spedite, proprio la gente ‘semplice’ di cui parla l’assessore non sembra aver capito i meccanismi di quello che sta succedendo: e chi meglio degli assegnatari stessi può dire se si sentono rassicurati o meno?

Romeo, chi era costui?
Il passato così così del nuovo gestore del patrimonio INPDAP toscano

Dal primo maggio 2002 tutto il patrimonio immobiliare dell’INPDAP toscano è passato in gestione alla Romeo Spa, società che si occupa a livello nazionale anche e soprattutto delle privatizzazioni del patrimonio pubblico.
Da una breve ricerca su internet risulta che la società del signor Alfredo Romeo attualmente gestisce nella sola Napoli 56.000 alloggi del Comune. Fin qui nulla di male se non fosse che è stato condannato a 4 anni di carcere per aver pagato 7 miliardi di lire in tangenti al fine di ottenere la gestione. E secondo il sito www.diritticivili.org/paga.htm il Gruppo Romeo ha chiesto e ottenuto dalla giunta Jervolino altri 45 miliardi di lire (Paga paga Pantalone!, recita la pagina) per un totale Per Lorenzo Bargellini del Movimento Lotta per la casa ‘la Spa è uno dei tanti, enormi nodi della politica abitativa di Firenze, perché altrettanto allarmante risulta l’emorragia continua che svuota di abitanti giorno dopo giorno il centro storico e lascia il territorio in balia di turisti e speculazioni finanziarie.
Le fasce deboli della popolazione – in particolare in questo momento proprio gli immigrati – non hanno alcuna voce in capitolo e gli affitti sono oramai diventati probitivi per uno stipendio medio. Il Comune non ha approntato nessuna azione incisiva per arginare la situazione, nonostante che proprio sulla riqualificazione del centro e contro una Firenze città-vetrina i DS avessero basato parte della loro passata campagna elettorale. Ma il programma sembra sia stato ampiamente disatteso.’

Il Coordinamento Assegnatari nonostante le polemiche e la denuncia subita resta fermo sulle proprie posizioni, anzi: dopo il voto alla Regione ha deciso di rivolgersi al Commissario di Governo per denunciare la preoccupante situazione che si è venuta a creare con questo scioglimento delle ATER. Tanti restano i punti da spiegare, e per quanto riguarda la votazione in Giunta Regionale Rifondazione Comunista ha avanzato l’ipotesi persino di falso ideologico. Quel che è innegabile è che su una questione così delicata, che tocca direttamente la vita di migliaia di famiglie, non sembra che sia stata fatta sufficiente chiarezza: per quante lettere possano esser state spedite, proprio la gente ‘semplice’ di cui parla l’assessore non sembra aver capito i meccanismi di quello che sta succedendo: e chi meglio degli assegnatari stessi può dire se si sentono rassicurati o meno?

Romeo, chi era costui?
Il passato così così del nuovo gestore del patrimonio INPDAP toscano

Dal primo maggio 2002 tutto il patrimonio immobiliare dell’INPDAP toscano è passato in gestione alla Romeo Spa, società che si occupa a livello nazionale anche e soprattutto delle privatizzazioni del patrimonio pubblico.
Da una breve ricerca su internet risulta che la società del signor Alfredo Romeo attualmente gestisce nella sola Napoli 56.000 alloggi del Comune. Fin qui nulla di male se non fosse che è stato condannato a 4 anni di carcere per aver pagato 7 miliardi di lire in tangenti al fine di ottenere la gestione. E secondo il sito www.diritticivili.org/paga.htm il Gruppo Romeo ha chiesto e ottenuto dalla giunta Jervolino altri 45 miliardi di lire (Paga paga Pantalone!, recita la pagina) per un totale Per Lorenzo Bargellini del Movimento Lotta per la casa ‘la Spa è uno dei tanti, enormi nodi della politica abitativa di Firenze, perché altrettanto allarmante risulta l’emorragia continua che svuota di abitanti giorno dopo giorno il centro storico e lascia il territorio in balia di turisti e speculazioni finanziarie.
Le fasce deboli della popolazione – in particolare in questo momento proprio gli immigrati – non hanno alcuna voce in capitolo e gli affitti sono oramai diventati probitivi per uno stipendio medio. Il Comune non ha approntato nessuna azione incisiva per arginare la situazione, nonostante che proprio sulla riqualificazione del centro e contro una Firenze città-vetrina i DS avessero basato parte della loro passata campagna elettorale. Ma il programma sembra sia stato ampiamente disatteso.’

Il Coordinamento Assegnatari nonostante le polemiche e la denuncia subita resta fermo sulle proprie posizioni, anzi: dopo il voto alla Regione ha deciso di rivolgersi al Commissario di Governo per denunciare la preoccupante situazione che si è venuta a creare con questo scioglimento delle ATER. Tanti restano i punti da spiegare, e per quanto riguarda la votazione in Giunta Regionale Rifondazione Comunista ha avanzato l’ipotesi persino di falso ideologico. Quel che è innegabile è che su una questione così delicata, che tocca direttamente la vita di migliaia di famiglie, non sembra che sia stata fatta sufficiente chiarezza: per quante lettere possano esser state spedite, proprio la gente ‘semplice’ di cui parla l’assessore non sembra aver capito i meccanismi di quello che sta succedendo: e chi meglio degli assegnatari stessi può dire se si sentono rassicurati o meno?

Romeo, chi era costui?
Il passato così così del nuovo gestore del patrimonio INPDAP toscano

Dal primo maggio 2002 tutto il patrimonio immobiliare dell’INPDAP toscano è passato in gestione alla Romeo Spa, società che si occupa a livello nazionale anche e soprattutto delle privatizzazioni del patrimonio pubblico.
Da una breve ricerca su internet risulta che la società del signor Alfredo Romeo attualmente gestisce nella sola Napoli 56.000 alloggi del Comune. Fin qui nulla di male se non fosse che è stato condannato a 4 anni di carcere per aver pagato 7 miliardi di lire in tangenti al fine di ottenere la gestione. E secondo il sito www.diritticivili.org/paga.htm il Gruppo Romeo ha chiesto e ottenuto dalla giunta Jervolino altri 45 miliardi di lire (Paga paga Pantalone!, recita la pagina) per un totale complessivo in 10 anni ‘di oltre 200 miliardi di lire per il censimento, la gestione e la manutenzione delle case del Comune. Difatti, la giunta Bassolino nel 1997, stranamente, nonostante l’indagine della magistratura e le sentenze di condanna, rinnovò il contratto alla E.R. per altri 7 anni!’
Consultando il sito della società all’indirizzo www.grupporomeo.com, scopriamo alla voce ‘divisione asset e property management’ che ‘anche il Comune di Firenze ha deciso di affidarsi ad una società di servizi per porre le basi di una più efficiente gestione del patrimonio. Per conto della amministrazione del Comune di Firenze Romeo Gestioni segue le attività di ricognizione e regolarizzazione del patrimonio immobiliare per n° 4.000 unità’.
Cosa questa che il signor Carmelo Marchese, assegnatario di via Torre degli Agli, ci aveva già segnalato: “Quando mi hanno detto che verrà costituita

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *