14 novembre 2018

Diritto alla casa. Per la Cassazione le occupazioni sono legittime

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Una sentenza di civiltà sancita dalla Corte di Cassazione: occupare case popolari non sempre è reato. La casa è un bene primario come la vita o la salute, scrivono i giudici. Quindi non c’è reato se si agisce in uno stato di reale indigenza. La suprema Corte si è appellata all’articolo 2 della Costituzione che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, ed ha accolto così, lo scorso 26 settembre, il ricorso di una 38enne di Roma, sola e con un figlio a carico, condannata precedentemente per il reato di occupazione abusiva di un immobile di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP).Per i giudici della Cassazione, il diritto all’abitazione merita di essere compreso tra i diritti fondamentali della persona: “Rientrano nel concetto di danno grave alla persona anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona e l’esigenza di un alloggio rientra fra i bisogni primari della persona”. E’ una notizia di quelle importanti, soprattutto in una città come Firenze dove una famiglia su cinquanta è colpita dallo sfratto e in cui sono migliaia le persone che non ce la fanno ad affittare un appartamento agli elevati prezzi imposti dal mercato.

Una dimostrazione della gravità del problema è arrivata il 28 settembre direttamente dai senza casa impegnati nell’omonimo Movimento di Lotta. Oltre cento persone hanno occupato per protesta l’anagrafe di Palazzo Vecchio, denunciando così le insufficienti politiche abitative portate avanti dalla giunta Domenici. In particolare hanno evidenziato come spesso le residenze vengano assegnate in maniera discrezionale ai molti occupanti o senza fissa dimora che vivono in città, che si vedono negati di fatto diritti come l’assistenza sociale o sanitaria.

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