Dimmi chi ti “tagga”… Il razzismo pseudo-ironico del “G” sulla bacheca del Sindaco

Dimmi chi ti “tagga”… Il razzismo pseudo-ironico del “G” sulla bacheca del Sindaco
Sara Capolungo per l’Altracittà
Qualcuno di voi lo conoscerà di sicuro, il “G”, al secolo Gianni Greco che per anni è stato il mattatore degli scherzi telefonici a Radio Blu. Ora è diventato un fotoreporter del degrado fiorentino al grido di “Firenze Rizzati!”: scatta foto, le pubblica sul social network Facebook e di volta in volta tagga (cioè mette una etichetta virtuale) il sindaco Renzi e l’assessore al decoro Mattei. Risultato: le foto aventi per oggetto muri imbrattati, parcheggi improbabili, scheletri di bici abbandonate o monumenti trascurati, finiscono anche sulle bacheca Facebook dei due amministratori. Insomma delle vere e proprie foto-denuncia dell’incuria che investe la città tutta.
Ma se avete la pazienza (e il coraggio) di guardarvi le 400 e più foto, ne potete trovare alcune di sapore diverso: non più di denuncia del degrado e della trascuratezza di Firenze, ma di fastidio per la presenza di persone di colore o etnia diversa da quella ‘italica’, con relative didascalie di commento.
Ma facciamo alcuni esempi: foto n.100,ambulanti di colore e sullo sfondo ombrelloni che riportano il nome di bibite straniere; didascalia: MA SIAMO A FIRENZE? SUGLI OMBRELLONI LEGGO: ‘ORIGINAL LITOVEL KLASICKY VARENE PIVO’ E ‘COCA COLA’. PIU’ IN LA’ ‘SNACK SELF-SERVICE’ E ‘CHANGE’. SUI CARTONI ‘S.K.U.’ E ‘MITSUBISHI ELECRIC CORPORATION’. E I SIGNORI IN PRIMO PIANO NON MI SEMBRANO PROPRIO DEL POSTO. PERO’ VEDO A UN ‘HOTEL’ LE BANDIERE ITALIANA E FIORENTINA… MENO MALE: PENSAVO D’ESSERMI PERSO!
In effetti sembra evidente che il signor Greco non abbia mai superato i viali di circonvallazione.
I commenti sottostanti sono ancora più imbarazzanti, se non proprio razzisti; un certo Ivan scrive: “abbiamo più extracomunitari e zingari che turisti..che bellezza” .
La foto n.39 ritrae una rom mentre chiede l’elemosina in piazza del Duomo, con alle spalle una cabina telefonica; didascalia: INDECOROSA, VERAMENTE BRUTTA, INDECENTE, DISDICEVOLE… QUELLA CABINA IN PIAZZA DEL DUOMO!” e gli aggettivi non sono certamente rivolti alla cabina: basta leggere gli innumerevoli commenti razzisti sottostanti per non avere dubbi sulla corretta interpretazione.
Infine, la foto n.44 che raffigura un signore seduto sul marciapiede che allunga il cappello per le elemosine; didascalia: UNA TRISTISSIMA IMMAGINE CHE CI DA’ L’IDEA DELLA CRISI CHE QUALCUNO-NON ZINGARO, NON STRANIERO- STA ATTRAVERSANDO.
Ai  commentatori, pochi, che obiettano che la povertà non ha nazionalità, il signor Greco si premura di rispondere che “a noi se non parlan strano (straniero) non ci sembran poveri”.
Pochi esempi, ma sufficienti  per dedurre quale sia il pensiero del fine intellettuale Greco che riscuote tanto successo sul web.  D’altra parte, il signor Greco è liberissimo di scrivere e commentare quello che vuole sotto le sue foto.
L’aspetto meno comprensibile e condivisibile riguarda il sindaco Renzi e l’assessore Mattei: partendo dal presupposto che quando si tagga una foto, il soggetto taggato riceve automaticamente una notifica (quindi sindaco e assessore, o chi gestisce per loro le pagine, sono avvisati del tag apposto dal “G”), e dato che un tag non gradito può essere rimosso, dobbiamo dedurne che i due politici siano indirettamente d’accordo con il Greco-pensiero?  Ci auguriamo di no, forse è stata solo una leggerezza, alla quale si può facilmente ovviare: è sufficiente che i gestori dei due profili rimuovano prontamente le suddette etichette virtuali.
È certo che avremmo preferito trovate ospitate altre voci,  e altri contenuti,  nelle pagine “pubbliche” dei nostri politici. Rimane, comunque, un fatto gravissimo: questa forma  di razzismo, strisciante, è ancor più pericoloso in quanto si cela e si insinua dietro quella che è la sagace,  tipica, ironia fiorentina.

Sara Capolungo per l’Altracittà

Qualcuno di voi lo conoscerà di sicuro, il “G”, al secolo Gianni Greco, che per anni è stato il mattatore degli scherzi telefonici a Radio Blu. Ora è diventato un fotoreporter del degrado fiorentino al grido di “Firenze Rizzati!”: scatta foto, le pubblica sul social network Facebook e di volta in volta tagga (cioè collega con un’ etichetta virtuale) il sindaco Renzi e l’assessore al decoro Mattei. Risultato: le foto aventi per oggetto muri imbrattati, parcheggi improbabili, scheletri di bici abbandonate o monumenti trascurati, finiscono anche sulle bacheca Facebook dei due amministratori. Insomma delle vere e proprie foto-denuncia dell’incuria che investe la città tutta.

Ma se avete la pazienza (e il coraggio) di guardarvi le 400 e più foto, ne potete trovare alcune di sapore diverso: non più di denuncia del degrado e della trascuratezza di Firenze, ma di fastidio per la presenza di persone di colore o etnia diversa da quella ‘italica’, con relative didascalie di commento.

Ma facciamo alcuni esempi: foto n.100, ambulanti di colore e sullo sfondo ombrelloni che riportano il nome di bibite straniere; didascalia: MA SIAMO A FIRENZE? SUGLI OMBRELLONI LEGGO: ‘ORIGINAL LITOVEL KLASICKY VARENE PIVO’ E ‘COCA COLA’. PIU’ IN LA’ ‘SNACK SELF-SERVICE’ E ‘CHANGE’. SUI CARTONI ‘S.K.U.’ E ‘MITSUBISHI ELECRIC CORPORATION’. E I SIGNORI IN PRIMO PIANO NON MI SEMBRANO PROPRIO DEL POSTO. PERO’ VEDO A UN ‘HOTEL’ LE BANDIERE ITALIANA E FIORENTINA… MENO MALE: PENSAVO D’ESSERMI PERSO!

In effetti sembra evidente che il signor Greco non abbia mai superato i viali di circonvallazione.

I commenti sottostanti sono ancora più imbarazzanti, se non proprio razzisti; un certo Ivan scrive: “abbiamo più extracomunitari e zingari che turisti..che bellezza” .

La foto n.39 ritrae una rom mentre chiede l’elemosina in piazza del Duomo, con alle spalle una cabina telefonica; didascalia: INDECOROSA, VERAMENTE BRUTTA, INDECENTE, DISDICEVOLE… QUELLA CABINA IN PIAZZA DEL DUOMO!” e gli aggettivi non sono certamente rivolti alla cabina: basta leggere gli innumerevoli commenti razzisti sottostanti per non avere dubbi sulla corretta interpretazione.

Infine, la foto n.44 che raffigura un signore seduto sul marciapiede che allunga il cappello per le elemosine; didascalia: UNA TRISTISSIMA IMMAGINE CHE CI DA’ L’IDEA DELLA CRISI CHE QUALCUNO-NON ZINGARO, NON STRANIERO- STA ATTRAVERSANDO.

Ai  commentatori, pochi, che obiettano che la povertà non ha nazionalità, il signor Greco si premura di rispondere che “a noi se non parlan strano (straniero) non ci sembran poveri”.

Pochi esempi, ma sufficienti  per dedurre quale sia il pensiero del fine intellettuale Greco che riscuote tanto successo sul web.  D’altra parte, il signor Greco è liberissimo di scrivere e commentare quello che vuole sotto le sue foto.

L’aspetto meno comprensibile e condivisibile riguarda il sindaco Renzi e l’assessore Mattei: partendo dal presupposto che quando si tagga una foto, il soggetto taggato riceve automaticamente una notifica (quindi sindaco e assessore, o chi gestisce per loro le pagine, sono avvisati del tag apposto dal “G”), e dato che un tag non gradito può essere rimosso, dobbiamo dedurne che i due politici siano indirettamente d’accordo con il Greco-pensiero?  Ci auguriamo di no, forse è stata solo una leggerezza, alla quale si può facilmente ovviare: è sufficiente che i gestori dei due profili rimuovano prontamente le suddette etichette virtuali.

È certo che avremmo preferito trovate ospitate altre voci,  e altri contenuti,  nelle pagine “pubbliche” dei nostri politici. Rimane, comunque, un fatto gravissimo: questa forma  di razzismo, strisciante, è ancor più pericoloso in quanto si cela e si insinua dietro quella che è la sagace,  tipica, ironia fiorentina.