14 novembre 2018

Dignità dalla Fonte

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Si è tenuto di recente a Montespertoli un convegno che ha visto a confronto le varie realtà italiane che si occupano di agricoltura sociale. Lo scopo dell’incontro, organizzato da Arsia, Aiab e dall’Università degli Studi di Pisa, era quello di promuovere un progetto di conoscenza, approfondimento e animazione di queste esperienze.
Ma cosa si intende per agricoltura sociale? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Zorn, fondatore della cooperativa La Fonte di Cercina, nel comune di Sesto Fiorentino.
L’agricoltura sociale nacque verso la fine degli anni ‘60 con l’obiettivo di prendersi carico di problematiche che le altre realtà non riuscivano ad affrontare. Alla base c’erano persone animate da un forte senso di responsabilità verso la comunità, che sentivano i problemi degli altri come problemi di tutti e che credevano che ognuno dovesse cercare, conformemente alle proprie forze e capacità, di occuparsi di un pezzetto di questi problemi.
Come è nata La Fonte?
Io ero una di queste persone, uno di quelli che credeva in quei valori, e dal momento che l’agricoltura era il mio campo, ho usato quello che mi piaceva per rendere concreti quegli ideali e quelle idee. La mia storia inizia alla fine degli anni ‘60, con la ricerca della terra da lavorare. All’inizio è stato difficile, poi, per fortuna, ho trovato questa casa con i terreni circostanti, e, piano piano, insieme alle persone che si sono volute unire in quest’avventura, abbiamo creato una piccola cooperativa agricola sociale.
Perché la Fonte è “sociale”?
Il fine della nostra cooperativa non è quello di realizzare gli scopi dei soci, bensì quello di dare ad altre persone la possibilità di inserirsi in un contesto lavorativo vero e proprio. Con noi ci sono ragazzi disabili cui la società nega il diritto di inserirsi dignitosamente nel mondo del lavoro. Alla fine degli anni ‘70 è avvenuto il primo incontro con un gruppo di questi ragazzi e con loro abbiamo intrapreso la nostra prima esperienza. Ormai sono ventisei anni!
Come vivete voi e i ragazzi alla Fonte?
La mattina verso le 8 andiamo a prendere i ragazzi nelle proprie case e li portiamo qui per iniziare la giornata. Lavoriamo fino al pomeriggio svolgendo le attività di cui c’è bisogno: ci sono gli ulivi, i boschi, i prati, le mucche, i maiali, le galline, i conigli, le capre… Da cinque anni abbiamo anche una casa residenziale dove alcune persone che non hanno famiglia vivono a pieno titolo; nello stesso tempo è anche un ambiente in cui tutti gli altri giovani, pur avendo famiglia, fanno “esercizio di autonomia” fermandosi a dormire qualche notte per settimana. Attualmente lavorano con noi 14 ragazzi. Noi vogliamo dare a queste persone la possibilità di sentirsi accettate e rispettate, lavorando e imparando a gestirsi autonomamente, proprio come ognuno di noi.
Quali sono le difficoltà di chi fa una scelta di questo genere?
Ci sono più tipi di difficoltà, ovviamente. Dal punto di vista esistenziale, spesso ci si trova a combattere contro la diffidenza della gente che non capisce o non crede nell’onestà delle cose che si fanno, e questo ci dispiace davvero. Ci sono poi problemi pratici nel rapporto con le istituzioni, che non sempre si mostrano sensibili alle nostre attività. Inoltre c’è il rapporto con le Asl, non sempre pacifico dal momento che a volte non viene compreso che la nostra è una piccola realtà rispetto a quella delle grandi aziende agricole e quindi non si possono pretendere da noi gli stessi requisiti, anche perchè il nostro scopo non è quello commerciale!

Il progetto di cui si è discusso a Montespertoli potrebbe attenuare queste difficoltà?
Ancora non è molto chiaro come ci si muoverà: indubbiamente una rete che unisca le esperienze di questo tipo in Italia potrebbe portare diversi benefici. D’altro canto però temo che, promuovendo la crescita di queste realtà, si possa perdere la spontaneità con cui queste esperienze sono nate. Insomma, per me alla base deve esserci una scelta di vita, non un interesse o la speranza di ricavarne agevolazioni economiche. Per questo motivo preferisco essere cauto rispetto alle possibili prospettive.
Cooperativa La Fonte
Via Fontaccia 2- Cercina
Sesto Fiorentino (FI)
tel. 055-402118
vendita diretta prodotti aziendali

e molte attività collaterali

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