Digiuno e sit-in per don Santoro. In rivolta per la decisione di Betori: «Inonderemo di e-mail la Curia»

image_pdfimage_print

di Alessio Gaggioli

C’è qualche nostalgico del movimento anni ’70, ci sono vari esponenti delle associazioni e dei movimenti della sinistra, ci sono semplici cittadini e c’è Ornella De Zordo, in piedi sopra i gradini della loggia di Piazza dei Ciompi. Ma perché proprio piazza dei Ciompi? «Quale posto migliore sennò per una assemblea autoconvocata?», risponde la consigliera comunale di Palazzo Vecchio, la professoressa di letteratura inglese che sotto agli occhioni azzurri nasconde le grinfie della fustigatrice di architetti e geometri, ma in questo caso della Curia. Dell’Arcivescovo Giuseppe Betori che «ha punito don Santoro per il suo atto di disobbedienza », per aver celebrato il matrimonio di Fortunato Talotta e Sandra Alvino, nata uomo, ma da 30 anni donna e da 25 sposata con rito civile.

De Zordo non ha il megafono, attorno ci sono una cinquantina di persone (tra loro Maria Pia Passigli di Fuori Binario, il movimentista Tommaso Fattori, Marco Sodi di «Formazione alla non violenza» e Alessia Petraglia capogruppo in consiglio regionale di Sinistra Democratica) alle Piagge in contemporanea si sta tenendo una assemblea a porte chiuse di cui solo oggi si conosceranno i contenuti. Pochi minuti prima, sono le 18, in piazza Duomo una decina di persone ha dato vita ad un «Frozen», un presidio improvvisato da un gruppetto di giovani che per alcuni minuti si sono fermati, come se appunto, fossero ibernati. Il tema dell’assemblea in piazza dei Ciompi è cosa fare per «farsi vedere», «per scandalizzare, ma anche per far capire alla città che don Santoro non può lasciare le Piagge e tutte le attività che ha avviato nel corso di questi 15 anni», ripetono uno dopo l’altro gli autoconvocati. De Zordo però comincia subito con una proposta che fa immediatamente presa tra la gente. Inondare di e-mail e lettere l’Arcivescovo. «Così potrete dire quello che volete, cosa ne pensate di questa punizione», dice la capogruppo di «Unaltracittà» che ad alta voce chiede ai presenti di segnarsi l’indirizzo di posta e quello e-mail di Betori. A turno prendono la parola, salgono gli scalini e ognuno dice la sua. Tutte le idee, le intenzioni di protesta restano confinate nei limiti della civiltà. Chiaro saranno proteste che faranno rumore. Quella più importante partirà da martedì e la proposta arriva da un’amica di don Santoro, Marenna, che in piazza dei Ciompi è arrivata con i figli piccoli: «Sono atea, ma conosco l’importanza di Alessandro per le Piagge e la sua comunità. Martedì mattina inizierò una giornata di digiuno e con la sedia starò sul sagrato del Duomo fino a sera. Propongo una staffetta». Proposta accettata con le prime adesioni (ieri sera alle 19 erano già cinque persone disposte a darsi il cambio, la De Zordo si è prenotata per venerdì) che ven­gono raccolte da Floriana Pagano, una ragazza che si occupa del sito di «Altracittà», il giornale delle Piagge: «La nostra preoccupazione è che con l’allontanamento di Alessandro scompaia anche la realtà di laboratori e iniziative come il commercio equosolidale o il microcredito vitali per la comunità. Non c’è solo l’aspetto che riguarda la Chiesa, ma anche le cariche civili che ricopriva don Santoro».

Le idee per le circa due ore di assemblea nascono a getto continuo. Tommaso Fattori propone per domenica, giorno dell’ultima messa del cappellano delle Piagge, la costituzione di un gruppo di lavoro che metta in campo altre iniziative oltre al digiuno. Si pensa ad una catena umana che avvolga il Duomo, al volantinaggio bendati sul sagrato del Duomo quando Betori celebrerà messa e soprattutto si cerca di coinvolgere i fedeli, le altre parrocchie fiorentine e non solo, per far invitare don Santoro a celebrare messa nelle altre chiese. Anche ieri gli appelli che chiedono all’Arcivescovo di cambiare idea si sono moltiplicati. È un fatto che in tutta Italia ci sia un mondo in fibrillazione per la decisione di Betori di allontare don Santoro dalle Piagge. È un fatto altrettanto importante che a prendere il posto di questo giovane prete sarà don Renzo Rossi, 84 anni e una esperienza incredibile. È stato molto vicino a don Facibeni, è stato a lungo in missione in Brasile, tra i carcerati e le favelas . Chi lo conosce lo descrive come una persona deliziosa, incontrollabile per la sua vitalità (ma obbediente all’Arcivescovo), «uno che stupirà e conquisterà Le Piagge». Don Rossi però arriverà solo tra una settimana, nel frattempo si stanno mobilitando tutti i preti cosiddetti «disobbedienti » — da don Paolo To­ani a don Vitaliano Della Sala fino a don Andrea Gallo — e su internet crescono le adesioni e i «ci sarò» all’ultima messa di don Santoro. La comunità delle Piagge e non solo comincerà a farsi sentire sul serio, perché dicevano ieri sera in piazza dei Ciompi «la situazione non è monolitica, c’è fibrillazione nella Curia e l’Arcivescovo è in difficoltà».

[Fonte Corriere Fiorentino]

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *