DICO no alle ingerenze del Vaticano!

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Magari i tanto chiacchierati DICO (DIritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi) esprimessero davvero una reale contrapposizione alle pretese della Chiesa. Mai come in questo momento invece il governo si è dimostrato più timido e cauto davanti all’incalzare dei rimproveri papalini. Gli ultimi avvenimenti lo dimostrano. La manifestazione del 10 marzo ha visto in piazza più di cinquantamila persone a reclamare la messa in vigore dei DICO, per il riconoscimento di un diritto che nella maggior parte dei paesi europei è già ampiamente acquisito. Eppure, nonostante il sostegno di gran parte della popolazione, questo disegno di legge non decolla, anzi diventa causa di potenziali crisi di governo. E mentre Prodi rimprovera i ministri che hanno preso parte alla manifestazione la ministra Bindi invita a non esagerare nell’esibire le ragioni contro la Chiesa. Il riconoscimento delle coppie di fatto è parte integrante del programma del governo dell’Unione. Anche per la loro applicazione oggi Prodi è presidente del consiglio. Perchè esitare allora? Nonostante tutto la classe politica italiana resta dominata dalla cultura e dalla morale cattolica: nei rapporti con il Vaticano il servilismo sembra essere la regola d’oro non scritta di qualsiasi governo.

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