13 novembre 2018

Diabolica la strategia del governo e degli industriali nel trattare la questione Piaggio

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“La strategia del governo e soprattutto degli industriali è diabolica e tende a dividere i sindacati”, parola di arcivescovo. A dirlo, monsignor Alessandro Plotti, arcivescovo di Pisa e vicepresidente della Cei, nel corso di una riunione le rappresentanze sindacali unitarie della Piaggio. L’incontro, promosso dal consiglio pastorale diocesano, è stato dedicato alla precaria situazione che sta attraversando l’azienda di Pontedera. E monsignor Plotti ha affrontato il difficile tema con coraggio, esprimendosi anche sull’eventuale proseguimento delle trattative tra la dirigenza Piaggio ed i lavoratori. Innanzi tutto, è necessario “stanare l’imprenditore – ha detto l’arcivescovo – perché chiarisca quali sono le prospettive del futuro aziendale”. Ma senza abbandonare, bensì ritrovando l’unità sindacale, e sforzandosi di resistere “attaccati con le unghie e con i denti” al tavolo delle trattative. Plotti ha sottolineato inoltre la necessità di coinvolgere la società civile, perche le comunità devono essere coscienti che “il problema Piaggio è una questione che interessa tutti, anche chi alla Piaggio non lavora”.
Parole, quelle dell’arcivescovo di Pisa, che non sono piaciute a Virgilio Luvisotti, consigliere regionale di An. Le ha definite “gravi e pericolose”, constatando con dispiacere che “il caso di don Vitaliano della Sala non è isolato”. Come il vescovo Nazzaro nei confronti del parroco di Sant’Angelo a Scala, così Luvisotti ha accusato monsignor Plotti di scorrazzare in campi non propri, “dimenticando i veri compiti dell’Alto Magistero a cui è stato chiamato”. Un atteggiamento definito “diabolico”, perché improprio per chi indossa un abito talare. Il consigliere di An sembra quasi fuori di sé nel dire che “quando Plotti parla di ‘diabolica strategia’ del governo dà copertura ideologica alla marmaglia estremista che si sta agitando in Italia e che ha già lasciato per terra persone come D’Antona e Biagi. Siamo all’estremismo radicale, proveniente anche da parti della Chiesa locale che evidentemente si adeguano alla strategia della Regione Toscana di destabilizzare la società al fine di delegittimare istituzionalmente il Governo nazionale”.
Chi avrebbe mai pensato che, dietro ad un uomo di chiesa che sostiene dei lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, e con questo il loro futuro, si nascondesse una trama degna di un organizzazione sovversiva?
Concludendo, Luvisotti ha comunque chiarito il ruolo che dovrebbe svolgere un arcivescovo: “fare gli esorcismi sulle anime e non agli esecutivi”. E con questo ha detto tutto.
Fortunatamente per monsignor Plotti, c’è anche chi ha apprezzato il suo appello all’unità. Si tratta dell’assessore alle Attività produttive della Toscana, Ambrogio Brenna, che ha ritenuto “condivisibile la sensibilità dell’arcivescovo e della Chiesa ai problemi dei lavoratori”.

L’assessore ha anche parlato dell’incontro di giovedì prossimo con il Governo sulla questione Paggio. All’esecutivo verrà fatta richiesta di un piano nazionale per il settore delle due ruote e della mobilità, con l’obiettivo di ridurre i carichi inquinanti e migliorare le prestazioni dei nuovi modelli. “Alla proprietà – ha poi spiegato brenna – la Regione chiede invece di deliberare rapidamente nuove risorse per il rafforzamento della struttura finanziaria di Piaggio e risorse ed interventi per allargare il perimetro industriale dell’azienda. L’azienda deve predisporre rapidamente un piano industriale che dia coerenza ed operatività a tutto questo”.

Anche stavolta non c’è che da rimanere in attesa degli eventi. Chissà qual è la quota di cassa integrati che l’Italia deve totalizzare per dichiarare bancarotta..

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