"Di cosa parla, Sindaco?". Una dipendente comunale scrive a Renzi

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Riceviamo e pubblichiamo

Signor Sindaco,

mi chiamo Silvia Gabbrielli, sono una sua dipendente, ho 59 anni e nel 1990 ho fatto un concorso per diventare un dipendente della pubblica amministrazione. Prima ho lavorato come precaria, con partita IVA e anche come dipendente nel privato. Dovrò lavorare ancora forse 8 o 9 o 10 anni prima di poter aspirare a una misera pensione che sicuramente sarà inferiore ai 1.000 euro, salvo imprevisti!

Lavoro presso l’Ufficio Casa e ogni giorno ricevo centinaia di persone che vivono sulla loro pelle la crisi economica, che hanno veri problemi economici, che non sono più in grado di pagare l’affitto, o che hanno perso la casa perché pignorata e che hanno una esigenza concreta e precisa: avere un tetto sotto il quale poter portare la propria famiglia e i propri figli!

Sapesse quanto è difficile dire a questi signori (circa 5.000 ad oggi) che questa amministrazione non è in grado di rispondere alle loro esigenze… Ogni giorno i miei colleghi ed io rischiamo di essere insultati e qualche volta anche malmenati, spessissimo offesi grazie anche alle sue esternazioni.

Ormai per l’opinione pubblica i servizi in questa città non ci sono perché i dipendenti pubblici sono dei vagabondi, lavativi e assenteisti!

Grazie Signor Sindaco per aver gettato tanto discredito sul nostro lavoro, volto soprattutto a salvare la faccia ad una amministrazione che non è in grado di soddisfare le richieste per un servizio fondamentale: il diritto ad una abitazione.

E la ringrazio anche a nome di tutti gli altri miei colleghi di altri settori (Sicurezza Sociale, Punti Anagrafici, Asili Nido, Attività Produttive, ecc.) che ogni giorno subiscono gli insulti della cittadinanza, nonostante cerchino di fare del loro meglio arrangiandosi con strutture informatiche che non funzionano, attrezzature inadeguate, senza carta, senza la formazione adeguata, a volte dovendosi arrangiare in proprio per reperire le informazioni e soprattutto …senza la materia prima: I SERVIZI!

I furbetti sono sempre esistiti e sempre esisteranno. E in genere i più furbetti sono anche i più protetti, dai dirigenti e dai politici!

Un buon capo deve essere in grado di far lavorare bene i propri dipendenti, motivandoli e valorizzandoli e, magari sanzionando i “furbetti”. La informo, se non se ne fosse accorto, che nel Comune di Firenze c’è un responsabile ogni 12 dipendenti (ovviamente come media…!) Non le sembrano troppi? Provi a pensare in quale azienda privata può trovare tanti responsabili per farla funzionare! Non sarà che si trovano proprio lì i più furbi protetti?

Quindi Signor Sindaco di cosa sta parlando?

Le confermo che sono e resto profondamente offesa, demotivata e scoraggiata.

Silvia Gabbrielli

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