14 novembre 2018

Derivati e Enti Locali, Finansol lancia la Campagna 'A CARTE SCOPERTE!'

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www.finansol.it | info@finansol.it

‘A carte scoperte!’, è questo il nome della Campagna lanciata oggi dall’Associazione finansol.it affinché gli Enti Locali e Regioni rendano trasparente l’utilizzo dei derivati , ovvero di quegli strumenti finanziari il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri beni come azioni, indici, valute, tassi, ecc. Un fenomeno dalle dimensioni e dalle implicazioni preoccupanti che, solo grazie ad una recente inchiesta della trasmissione Report, è balzato all’attenzione dell’opinione pubblica. Per aderire alla Campagna ‘A carte scoperte’, aperta ai singoli cittadini e alle organizzazioni della società civile è sufficiente visitare il sito www.finansol.it «La campagna – dice Marco Gallicani, presidente di finansol.it – chiede a tutte le amministrazioni pubbliche che a partire dal bilancio 2008 rendano rintracciabili e ben visibili tutte le operazioni con i derivati, oggi completamente fuori da ogni documento contabile. Il messaggio è che se proprio si vuole giocare come se si fosse al casinò almeno lo si faccia a carte scoperte, visto che le fiches sono dei cittadini».

I numeri di un fenomeno preoccupante e gli strumenti per agire
finansol.it è attiva nel nostro paese nella promozione della finanza solidale e oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, mette a disposizione di cittadini, amministratori e organizzazioni della società civile informazioni sui derivati e i loro rischi; una petizione sottoscrivibile on line; una bozza di mozione da presentare nelle assemblee elettive per fare luce su un fenomeno che, a fine 2006 per il Ministero del Tesoro, vede esposti gli Enti Locali e le Regioni italiane per 13 miliardi di euro, ma che secondo finansol.it arrivano a 33 (calcolando il peso delle banche estere, dunque non registrate dalle istituzioni italiane di controllo). A fine agosto, secondo Banca d’Italia, il valore di mercato dei derivati in tasca agli Enti Locali era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema paese. «Inutile dirlo – continua Gallicani – ma le uniche a guadagnarci da questa roulette sono le banche; il loro saldo netto è di 1 miliardo di euro mentre le società, sia quotate che non, ne perdono quasi 5 e gli enti locali 1». Due terzi di queste perdite sono in capo ai Comuni, un quarto alle Regioni e il resto alle Province.

‘A carte scoperte!’, anche per la Legge Finanziaria
Oggi il dibattito politico si va orientando verso un ruolo autorizzativo e di controllo del Tesoro. «Così – spiega Gallicani – dalle stanze chiuse delle banche si passerà alle scrivanie polverose di via XX Settembre, il tutto sopra la testa e gli interessi dei cittadini. La nostra idea è dare piena trasparenza e pubblicità a queste operazioni nei documenti contabili degli enti pubblici. Così chi ha autorizzato queste operazioni dovrà quanto meno renderne conto ai suoi elettori, e non assisteremo al fenomeno – a dir poco ridicolo, ma realmente accaduto in questi giorni – di qualche presidente di regione che scrive alle banche giapponesi per sapere quanto il suo ente stia rischiando e su cosa…. Un’acrobazia coperta dai soldi dei cittadini che ripianeranno i debiti con l’aumento dei prelievi fiscali e con un’erosione dei servizi offerti dagli enti pubblici stessi – continua il presidente di finansol.it. I cittadini devono essere informati su un fenomeno misconosciuto che colpisce duramente la finanza pubblica attraverso meccanismi quasi mai trasparenti».

Per la Consob l’80% dei contratti risulta in perdita
I dati forniti dalle istituzioni finanziarie italiane sono presumibilmente sottostimati poiché varie fonti indipendenti indicano come molte posizioni in derivati detenute dagli Enti Locali siano in contropartita con banche estere, posizioni per le quali non sono ancora disponibili dati statistici. La stima di finansol.it è che le banche estere curino almeno il 60% delle operazioni, in volumi e non per numerosità, perché si concentrano su quelle più grandi, come quelle delle regioni e dei grandi comuni. Secondo la Consob, in ogni caso, circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro: gli Enti Locali e le Regioni hanno subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese).

La bozza di mozione per le Regioni e gli Enti Locali
Negli ultimi mesi è emerso – grazie ad alcune inchieste giornalistiche – il fenomeno dell’utilizzo dei derivati a fini di sostegno della finanza pubblica locale, con pesanti conseguenze future per i cittadini e le comunità locali. Si tratta di operazioni che producono –in cambio di immediate risorse finanziarie- pesanti perdite per i prossimi anni. Le scelte avventate e irresponsabili di molti amministratori locali verranno pagate dai cittadini e dalle comunità. Gli unici soggetti a trarre profitto dall’utilizzo dei derivati sono le banche. L’associazione Finansol.it ha lanciato nelle settimane scorse la campagna ‘A carte scoperte!’ per sollevare ulteriormente la gravità di questo fenomeno e lanciare un’operazione di trasparenza e di informazione rivolta all’opinione pubblica e agli enti locali. Ecco perchè facendo nostre queste preoccupazioni proponiamo l’appprovazione della seguente mozione.

Premesso che:
– in questi anni molti enti locali e regioni italiane hanno utilizzato i derivati come meccanismo finanziario di sostegno alla finanza pubblica locale;
– a fine 2006 secondo il ministero del Tesoro, gli enti locali e le regioni italiane sono esposti per comlessivi 13 miliardi di euro;
– sempre per il ministero del Tesoro tra il 2002 e il primo semestre 2007 sono circa 900 i derivati firmati da 525 enti locali e regioni (459 Comuni, 45 Province, 17 Regioni e 4 Comunità montane) di cui ben 151 stipulati tra gennaio e il 30 giugno scorso;
– a fine agosto, secondo Banca d’Italia, il valore di mercato dei derivati in tasca agli Enti Locali era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema paese;
– scondo la Consob, a giugno 2004 il controvalore nozionale delle posizioni in derivati detenute da intermediari italiani nei confronti di imprese ed Enti Locali risultava pari a circa 146 miliardi di euro. Circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro. L’inchiesta dell’Autorità di controllo della Borsa sottolineava come gli Enti Locali avessero peraltro subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000 ), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese);
– l’utilizzo dei derivati rischia di essere un danno per i cittadini che ripianeranno i debiti con l’aumento dei prelievi fiscali e con un’erosione dei servizi offerti dagli enti pubblici stessi;
– è importante garantire ai cittadini e all’opinione pubblica la più completa trasparenza sulle operazioni finanziarie di enti locali e regioni, evitando iniziative rischiose e speculative;

chiediamo che:
– i cittadini siano debitamente informati su un fenomeno misconosciuto che colpisce duramente la finanza pubblica attraverso meccanismi quasi mai trasparenti;
– a tale scopo venagno rese pubbliche in dettaglio tutte le operazioni di utilizzo dei derivati compiute in questi anni;
– non venga più fatto ricorso alcuno all’utilizzo dei derivati a partire dall’approvazione di questa mozione;
– vengano privilegiate tutte le operazione di finanza trasparente ed etica con il pieno coinvolgimento e diffuzione dell’informazione verso i cittadini;
– venga sostenuta la campagna ‘A carte scoperte’ promossa da Finansol per una piena e trasparente informazione sul fenomeno dell’utilizzo dei derivati, aderendo alla petizione on line promossa dall’associazione.

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