23 settembre 2018

Dentro le storie: Romanì

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Camminavamo il giorno e danzavamo la notte,
sotto lo stesso cielo, lungo le stesse rotte.
Ricordi di fughe millenarie, fra musiche e mestieri,
per tragitti interminabili, scavando sentieri,
sollevando polvere in modo memorabile
con i vestiti a festa, verso un destino impossibile;
quando l’unica fortuna era un cavallo obbediente,
che ci portasse lontano dagli agenti e dalla gente.
Sempre in viaggio per salvarsi, per non essere un bersaglio
per scacciare lo spavento dallo sguardo di un figlio.

Romanì: anime e colori, fra le strade, per i campi,
dentro gli occhi abbiamo un cielo, attraversato da lampi.
Mille passi, mille storie, un milione di pensieri,
ci accomuna ciò che abbiamo: solo i nostri desideri.
E la stanchezza dolce delle spose bambine,
e la tristezza aspra di chi vuole mettere fine
a un cammino senza strada, una strada senza terra
a giornate raccontate come bollettini di guerra.
Romanì è un solo popolo, solo nella fantasia
di chi vede in noi un sogno, un incubo, o una malattia.
Siamo solo uomini e donne che nascono e si spostano,
mentre le leggende hanno radici e qualche volta fioriscono;
e si odiano le cose solo finché non si conoscono.

Sono rom, son dietro al vento e non so più dove andare
ma so che ovunque io vada, il cielo sopra è sempre uguale
e se sotto il mondo scoppia, i rom son macchie di colore
come l’arcobaleno su una bolla di sapone.
E mentre sotto il mondo scoppia, i rom son macchie di colore
come l’arcobaleno su una bolla di sapone.

Il testo qui sopra è stato scritto in collaborazione
con Valentino Jahic
per farne una canzone,
un po’ melodica,
un po’ hip-hop,
da cantare e ballare
alle feste.
Per la musica si ringrazia Silvia Vavolo.
La canzone sarà presto ascoltabile dal nostro sito, mentre è in preparazione anche un piccolo video.
Vi terremo aggiornati!

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