13 novembre 2018

Della Valle come Berlusconi, intollerante alla libertà di espressione. Chiesti 500.000 euro a Prizio

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Della Valle chiede i danni a Stefano Prizio fondatore del sito fiorentina.it il cui editore avrebbe deciso di sospenderlo dall’attività o comunque non metterlo in condizione di continuare a lavorare. A distanza di 24 ore dalla pubblicazione della notizia lascia sbigottiti il fatto che solo firenzeviola.it e fiorentinanews.com abbiano riportato la notizia. Oltre a Marco Barattistuta, si sia attivato mandando una mail pubblica al presidente della Fiorentina per chiedere alla società di recedere da questo intento che mette di fatto in ginocchio un appassionato giornalista di conclamata fede viola padre di due figli e con mutuo a carico al quale viene chiesto adesso per un articolo sulla Cittadella Viola un risarcimento di 500 mila euro. Fra l’altro Prizio è stato in prima linea al fianco dei Della Valle nella vicenda di calciopoli e non solo.

Per il resto, un silenzio assordante. A cominciare da Fiorentina.it che continua a fare come se nulla fosse, cioè come se Prizio, il giornalista principale della testata, fosse ancora al suo posto e la richiesta danni non ci fosse mai stata. Un sistema coreano che nella città che ha dato il Rinascimento al mondo fa un certo effetto. Ma non è solo fiorentina.it a fare da struzzo in questa vicenda. Silenzio totale anche da parte di tutti i giornali, siti e radio che per chi non lo sapesse affollano l’etere di dirette sullo scibile viola per oltre dieci ore ogni giorno. Non una parola. Complimenti alla categoria.

Fonte Calciomercato.com

***

Questo è l’articolo incriminato comparso su fiorentina.it il 27 Marzo 2010:

Tra candidati a cavalcioni sui vetri divisori dello stadio o che solleticano la pancia dei tifosi/elettori intervenendo a randa su tutte le radio private che si occupano di pallone cianciando di cittadelle. Tra assessori che saltano perchè “hanno offeso” la dignità della città non concedendo ad un’azienda privata una convenzione alla condizioni economiche dettate dalla stessa azienda privata. Tra progetti da arrotolare ed usare come vibratore contronatura. Città e cittadelle. Boutiques e stadi. E ancora stadi che diventano la scusa per costruite centri commerciali.
Tra fate, gnomi e maggiordomi. Giornalisti servi, testate di proprietà, giornali in quota azionaria. Tra cannoneggiamenti dalle alture che iniziano a comando appena ci si debba liberare di un allenatore ingombrante, caro a fine mese, autorevole e credibile, disastrosamente incendiario se smette l’abito dell’aziendalismo spinto e parla libero.
Tra sospetti di tradimento insinuati ed evocazione degli scontri di piazza di una ventina d’anni fa, quelli per l’ultimo amore che se ne andò a Torino Tra politica e pallone. Tra economia, politica e pallone. Laddove si staccano le cedole e spira il calcio.
In mezzo c’è la gente. Che elegge, consuma e tifa. Quelli che amano, soffrono e spendono per il calcio. Quelli stupiti, affranti per un sogno che sembra tramotare. Quelli impauriti dal futuro. Quelli confusi, increduli, arrabbiati. Quelli che fanno le domande, ma forse non sempre – è umano! E’ comprensibile! – vogliono sentire le risposte.
Sintetizzando: in Terra ci sono due tipi di persone, quelle per cui le parole hanno un valore e quelle per cui le parole servono a dare una forma fonica al fiato emesso. Cesare Prandelli, ovunque vada in futuro, è una persona del primo tipo. Ormai diversi anni fa, quando veniva acclamato come il Ferguson italiano dall’urbe e dalla società, disse che il giorno in cui non ci fossero state più le condizioni di garantire il progetto viola, il giorno in cui gli scrocchilii fossero divenuti crepe irreparabili, sarebbe venuto a dirlo in faccia a Firenze
Oggi l’ha fatto, con chiarezza ed onestà.
Il resto è una valutazione che ognuno, che lo faccia per lavoro o per passione, è chiamato a dare con la propria coscienza.
Stefano Prizio

0 Comments

  1. Riccardo Chellini

    Un altro grave autogoal della gestione Della Valle, che, nonostante non abbia mai vinto alcunché con la Fiorentina, nonostante sia stata implicata nel caso Moggi, nonostante si serva della Fiorentina ai fini di sgravio fiscale in quanto società in perdita, persevera nel suo reale intento, il lucro immobiliare.
    Ora siamo addirittura giunti alla censura della libera stampa attraverso le richieste danni. Un comportamento che sta diventando sempre più diffuso fra i ricchi per mettere a tacere le voci di dissenso. Un altro vizio da “signori”. Solo chi ha una coda di paglia molto lunga può offendersi per un articolo del genere.

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