Dedicato agli sgusciati – il film

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Una giovane imprenditrice nel pieno del successo. Una bambina scaltra e un po’
ladra, che appare e scompare come se il quartiere fosse il suo regno. Irene e
Benny. E un passato familiare che affiora, con i suoi scheletri nell’armadio.
Sono gli ingredienti del nuovo lavoro di Ferzan Ozpetek, “Cuore sacro”, un
film dedicato – recitano i titoli di testa – a tutti gli “sgusciati”: a tutti
coloro che, come la madre di Irene, a un certo punto hanno cominciato a vivere
metaforicamente in un’altra stanza, fuori dalla normalità del quotidiano. La
storia che dà al regista la cornice e il pretesto per parlare di temi
difficili, come la follia e la spiritualità, è semplice: Irene eredita la casa
di famiglia e decide, da imprenditrice, di ricavarne il maggior numero
possibile di miniappartamenti. Ma a un certo punto succede qualcosa. Il suo
passato ed il presente misterioso di Benny, che vive ai margini della società,
la cambiano profondamente. E Irene scopre il suo “cuore sacro”. Film intenso,
su cui è difficile esprimere un giudizio univoco: ad una prima parte tesa e
coinvolgente, segue una conclusione forse eccessiva, che non convince fino in
fondo. Forse Ozpetek ci aveva abituato troppo bene? Resta l’impressione che stavolta non tutti i pezzi trovino il loro posto nel puzzle.

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