Debito pubblico ad Alta Velocità. E i posti di lavoro? Un'illusione

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il letto asciutto di un fiume

Alessia Benelli per l’Altracittà

Tre ragazzi vestiti di bianco e a piedi nudi cantano e suonano nel greto del fiume Bosso ormai asciutto. È il video di “ del cantautore mugellano Francesco Fuligni,  che denuncia una delle conseguenze più gravi dei lavori dell’alta velocità in Mugello: il prosciugamento di 57 chilometri di fiumi, tra cui il Bosso, a Grezzano, frazione di Borgo San Lorenzo, dove, come recita la canzone, è rimasta “solo la roccia”.

È iniziata così, in modo un po’ inconsueto, la conferenza stampa di Idra Firenze dal titolo “La Val di Susa a Firenze, Piemonte-Toscana-Italia” con eloquente sottotitolo: Il debito scoppia. Certe grandi opere non risolvono il problema, lo aggravano”. Alla conferenza, che si è tenuta questa mattina a Firenze, hanno partecipato Marina Clerico, Assessore alla Programmazione della Comunità Montana Val di Susa, in collegamento telefonico Marco Ponti, ordinario di economia applicata al Politecnico di Milano, e ovviamente Girolamo Dell’Olio, Presidente di Idra.

“La Val di Susa – ha iniziato Dell’Olio – sta esportando un modello di democrazia applicata, che sembra l’unica alternativa all’attuale classe politica. Ciò che differenzia le istituzioni della Val di Susa dalle nostre è che loro riescono a confrontarsi con RFI e a fare anzitutto gli interessi dei cittadini, mentre da noi si accordano subito senza ascoltare nessuno. In quest’occasione – ha aggiunto – Firenze ha dimostrato di avere un mondo intellettuale povero e irrisorio, che non è riuscito a mobilitare i cittadini”.
E non si poteva iniziare in altro modo se non con una puntuale critica alla politica in generale ed in particolare a quella fiorentina, che nella vicenda dell’alta velocità ha mostrato di avere i paraocchi. Idra aveva invitato tutti gli amministratori locali, ma nessuno si è presentato: “Hanno paura, è la prepotenza dell’ignoranza coniugata alla prepotenza degli interessi. Il nostro Sindaco è un chiacchierone, nessuna assemblea dei 100 luoghi della settimana scorsa ha toccato il tema della TAV” ha commentato amaramente Dell’Olio.
Non tutti gli amministratori locali, anche quelli dello stesso partito di Renzi, hanno un simile atteggiamento nei confronti della TAV. Basti pensare a Carla Mattioli, Sindaco di Avigliana in Val di Susa, che per la sua posizione NOTAV ha rischiato di essere espulsa dal PD, e che giorni fa nel programma di La7 “Piazza pulita” ha bacchettato il sindaco di Firenze proprio per l’alta velocità.

Al di là della politica, l’incontro di Idra ha cercato di far comprendere che la TAV rappresenta anche un danno economico, oltre che ambientale, non indifferente. “L’occupazione creata per ogni euro speso per l’alta velocità – ha spiegato il Prof. Ponti in collegamento telefonico – è bassa: si tratta di un’opera ad alta intensità di capitale ma non di lavoro. Per creare occupazione nel sistema dei trasporti, dovremmo piuttosto pensare a fare lavori di manutenzione e sicurezza, a realizzare piccole opere… solo così il lavoro sarà duraturo, e il suo termine non coinciderà con il completamento dell’opera”. E così si smonta una delle principali giustificazioni dell’opera.

Poi Marina Clerico ha rincarato: “Siamo al paradosso: oggi la Comunità Montana della Val di Susa si vede ridurre i trasferimenti statali per 1 milione di euro, ma allo stesso tempo lo Stato ha speso 1 milione e mezzo per costruire una recinzione attorno al cantiere del tunnel della Maddalena! Se quel milione e mezzo fosse stato dato alle realtà regionali avrebbero costruito lavoro, mentre così abbiamo impiegato solo 10 operai per un tempo limitato”.
Intanto il costo di quest’opera, inutile e per alcuni versi pericolosa, è cresciuto ben 7 volte in 20 anni, passando dai 14 miliardi del 1991 ai 100 miliardi del 2010. Denaro pubblico che è destinato ad aumentare se si pensa che ogni anno, per 30 anni, lo Stato dovrà pagare circa 2 miliardi e 200 mila euro d’interessi. Ecco perché il nostro debito pubblico è costantemente in crescita: il nostro paese investe, fa debito, in infrastrutture che non creano crescita e posti di lavoro, come l’AV. Ed è anche per pagare, o meglio iniziare a pagare, la TAV che in questi ultimi mesi ci siamo visti aumentare l’IVA al 21%, i ticket sanitari, i farmaci…  “Oggi l’alta velocità  – ha affermato Clerico – ci fa paura per i suoi risvolti economici, che andranno a danneggiare anzitutto i nostri figli”.

Nel frattempo Idra si prepara per le prossime iniziative fiorentine. Il 7 ottobre finalmente incontrerà per la prima volta il nuovo Presidente dell’Osservatorio Ambientale per il nodo fiorentino dell’alta velocità, Giacomo Parenti. Invece mercoledì 19 ottobre ha invitato Ivan Cicconi alla Feltrinelli International per presentare il suo testo “Il libro nero della TAV”, che rivela i meccanismi dell’architettura contrattuale tipica di quest’opera, finalizzati ad aumentare i costi della stessa.

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